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Ora legale, quando e perché avviene il cambio dell’ora

Quando si passa all'ora legale quest’anno? E perché ogni sei mesi si cambia l'ora? È così necessario? Ecco la storia dell’ora legale ed il motivo per cui la usiamo.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 23 Mar 2018 - 11:39 UTC
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Perché si usa l'ora legale? Quali sono i benefici? E gli effetti negativi?

Come ogni anno, l’ultima domenica di marzo bisognerà spostare le lancette dell’orologio per il passaggio dall’ora solare a quella legale. In particolare, bisognerà spostarle avanti di un’ora, nella notte fra sabato e domenica. Quest’anno il cambio d’ora avverrà nella notte fra sabato 24 e domenica 25 marzo. Il cambio avviene alle 2 di notte, che diventano così le 3 di notte. Attenzione a telefonini e dispositivi elettronici, che quasi sempre hanno già il cambio d’ora automatico attivato.

L’altro momento dell’anno in cui si cambia ora è l’ultima domenica di ottobre, quando si torna all'ora solare. Ma che cos'è l'ora legale e perché bisogna cambiare ora?

Perché c’è l’ora legale?

Il termine ora legale, che in altri paesi dell’Europa o del Nord America viene chiamato “orario estivo” o “orario per il risparmio della luce” (Daylight Saving Time, o DST), si riferisce alla convenzione adottata da alcuni paesi per risparmiare energia elettrica nei mesi estivi. Sostanzialmente, l’obiettivo è quello di sfruttare meglio le ore di luce per le attività lavorative, ed in generale per le attività umane, nei mesi in cui le ore di luce sono di più. In questo modo si ha un risparmio energetico non indifferente, che porta quindi anche ad un minor emissione di anidride carbonica nell'atmosfera. Secondo Terna, nel 2017 l'uso dell'ora legale ci ha fatto risparmiare 567 milioni di kilowattora, pari a 320.000 tonnellate di CO2. Negli ultimi anni comunque, la riduzione dei consumi rispetto al passato è meno importante per via di importanti cambiamenti, come i nuovi tipi di illuminazione a basso consumo.

Facciamo un esempio sul perché si risparmia energia elettrica. Se non cambiassimo l’ora a fine marzo, e mantenessimo quindi l’ora solare, ad aprile il Sole sorgerebbe intorno alle 5 e mezzo di mattina, ed a giugno sorgerebbe prima delle 5 di mattina. Nelle zone più orientali d’Italia, potremmo avere luce già alle 4 di notte. Il problema è che la maggior parte delle attività lavorative inizia dopo le 7 e le persone iniziano a svegliarsi in gran parte dopo le 6.

Luce già alle 5? Ore di luce "sprecate"

Ci sarebbero quindi diverse ore di luce “sprecate”. Proprio per recuperare quelle ore, si sposta l’orario in modo tale che l’alba avvenga dopo. Questo porta anche ad uno spostamento in avanti dell’ora del tramonto, ovviamente. Ecco perché in estate abbiamo tramonti dopo le 20. Avere più ore di luce vuol dire non accendere la luce della cucina o del bagno la mattina, e significa non premere l’interruttore troppo presto la sera.

Ora legale: prima volta nel 1916

L’orario estivo venne introdotto per la prima volta in Italia nel 1916, come misura di risparmio energetico durante la prima guerra mondiale. Poi è stata adottata a fasi alterne nei decenni successivi, ed è diventata una misura sempre più diffusa a partire dagli anni ’60. Dal 1966 agli anni’80 durava però meno mesi, ed era usata da maggio a settembre. A partire dal 1996, su indicazione dell’Unione Europea, l’orario legale dura da fine marzo a fine ottobre. Dal 1996 gli stati dell’UE cambiano l’ora allo stesso tempo.

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Senza l'ora legale il Sole sorgerebbe ad un'ora in cui la maggior parte delle persone dorme ancora profondamente.

L’ora legale, o “estiva”, non viene adottata da tutti i paesi del mondo. Anzi. Soltanto quelli dell’Europa e del Nord America, la adottano. La maggior parte dei paesi del mondo usano per tutto l’anno l’ora solare.

In passato, quando le attività umane erano basate soprattutto sull'agricoltura, stabilire un orario del genere non avrebbe avuto senso, perché ci si alzava e si andava a dormire seguendo le ore di luce; le uniche durante le quali si poteva lavorare.

Critiche all'uso dell'ora legale

Ci sono anche critiche all'utilizzo dell’ora legale. C’è chi dice che gli effetti sulla popolazione sono troppo importanti (disturbi del sonno, scombussolamento). Se n’è discusso da poco anche al Parlamento europeo, ma non ci sono segni di un ripensamento a breve. Anche perché i dati sul risparmio energetico mostrano che i benefici, anche se non enormi, ci sono. Negli ultimi anni la riduzione dei benefici è dovuta al boom di utilizzo dei condizionatori ed all'uso dell'illuminazione a basso consumo.

Infine, esistono paesi, come la Spagna, in cui il problema è un altro: l’uso di un fuso orario diverso da quello che geograficamente spetterebbe. La Spagna usa il fuso orario dell’Italia, mentre dovrebbe utilizzare quello di Greenwich. Questo porta ad orari ed abitudini peculiari.

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