Il ciclone Deborah si intensifica: neve a 400 metri, gelate in pianura e raffiche a 110 km/h

Il Ciclone Deborah alimentato da aria artica entra nella sua fase più acuta, portando l'inverno sull'Italia. L'aria artica sta dilagando lungo il versante adriatico e nelle zone interne, invorticandosi intorno ad un profondo minimo, causando bufere di neve a quote insolitamente basse per la stagione e venti di burrasca forza 9.

Le ultime analisi dei modelli ad alta risoluzione indicano che il minimo depressionario relativo al Ciclone Deborah si è ulteriormente approfondito, con simulazioni che stimano valori di pressione al suolo fino a 990 hPa sul settore centrale dell'Adriatico.

Un elemento di forte interesse tecnico è la notevole compattezza del vortice, caratterizzato da un gradiente barico estremamente serrato. Questa configurazione, alimentata dal contrasto termico tra l'aria artica e la superficie marina, mostra una struttura particolarmente simmetrica.

La profondità del minimo giustifica l'intensità della ventilazione e la persistenza del maltempo, poiché il sistema tende a stazionare sull'area marina traendo energia dal calore rilasciato dall'Adriatico.

Ventilazione e stato del mare: analisi della Scala Beaufort

Uno degli aspetti più rilevanti di questa fase perturbata è l'intensità della ventilazione. Il gradiente barico calcolato dai modelli suggerisce l'attivazione di venti di intensità notevole, con una velocità media compatibile con il Grado 9 della Scala Beaufort (Burrasca forte), ovvero valori teorici tra 75 e 88 km/h. Per quanto riguarda le raffiche di picco, le simulazioni stimano punte che potrebbero raggiungere i 110-115 km/h lungo i litorali marchigiani e abruzzesi.

La profondità del minimo del ciclone Deborah, giustifica l'intensità della ventilazione e la persistenza del maltempo, poiché il sistema tende a stazionare sull'area marina traendo energia dal calore rilasciato dall'Adriatico.
La profondità del minimo del ciclone Deborah, giustifica l'intensità della ventilazione e la persistenza del maltempo, poiché il sistema tende a stazionare sull'area marina traendo energia dal calore rilasciato dall'Adriatico.

In base alla lunghezza del fetch (il tratto di mare su cui spira il vento), le proiezioni indicano la possibilità di onde con altezza fino a 5 metri, una condizione che definirebbe lo stato del mare come "molto grosso". La ventilazione resterà tesa dai quadranti settentrionali per tutto venerdì, con raffiche forti o tempestose estese anche a Sardegna e Sicilia.

I mari risulteranno da molto mossi ad agitati, in particolare lo Ionio meridionale e lo Stretto di Sicilia, con una graduale attenuazione del moto ondoso prevista solo nel corso di domenica 29 .

Nevicate sull'Appennino: proiezioni della quota neve

L'afflusso di aria fredda in quota, con valori prossimi ai -34°C a 500 hPa (oltre i 5000 metri), sta determinando un progressivo abbassamento del limite delle nevicate.

L'aria artica, caratterizzata da temperature estremamente basse in quota e valori meno rigidi negli strati inferiori, tende a riversarsi verso il suolo in presenza di precipitazioni intense a carattere di rovescio o temporale.

Nelle scorse ore i fenomeni hanno assunto carattere nevoso già nel ravennate fino a quote di pianura, con apporti nevosi a quote collinari sul Veneto e intorno ai 600 metri tra Marche e Umbria.

Le nevicate sono tornate ad interessare l'Appennino con scenari e temperature pienamente invernali
Le nevicate sono tornate ad interessare l'Appennino con scenari e temperature pienamente invernali

Le simulazioni attuali suggeriscono che le precipitazioni potrebbero insistere con carattere nevoso già a partire dai 400-500 metri di altitudine sull'Appennino centrale. In centri come L'Aquila, Campobasso e Urbino, le proiezioni modellistiche prevedono accumuli che potrebbero variare tra i 10 e i 20 cm.

Secondo le proiezioni per domani, venerdì 27, il maltempo continuerà a concentrarsi sul medio versante adriatico e al Sud peninsulare, con la neve che potrà spingersi ancora fino ai 400-500 metri tra Marche e Abruzzo e sulle aree interne orientali dell'Umbria, e verso i 600-700 metri sui rilievi meridionali.

Per sabato 28 marzo, avremo condizioni di instabilità residua tra Abruzzo, Molise e Puglia, con nevicate attese mediamente sopra i 700-800 metri sul versante adriatico e oltre i 1000 metri altrove, prima di una graduale miglioramento per la Domenica delle Palme.

Temperature e rischio di gelate tardive

Le temperature massime della giornata di oggi sono state raggiunte in gran parte della nostra penisola nelle prime ore del mattino. Infatti è attualmente in corso un brusco calo termico dovuto all'afflusso dell'aria artica che si sta facendo strada verso Sud.

Le proiezioni indicano una flessione marcata, con un calo stimato tra 10°C e 12°C rispetto ai giorni scorsi.

Nei prossimi giorni, con l'attenuazione del vento e i rasserenamenti, le conseguenze dell'avvezione fredda si faranno sentire con forza. Infatti, la possibile stabilizzazione atmosferica prevista per le ore notturne favorirà l'irraggiamento notturno.

Se i rasserenamenti del cielo dovessero essere confermati, la perdita di calore del suolo verso lo spazio potrebbe favorire il deposito di aria molto fredda e densa nei fondovalle e nelle conche appenniniche, con il rischio di gelate tardive significative.

Nei prossimi giorni, con l'attenuazione del vento e i rasserenamenti, le conseguenze dell'avvezione fredda si faranno sentire con forza. Infatti, la possibile stabilizzazione atmosferica prevista per le ore notturne favorirà l'irraggiamento notturno.
Nei prossimi giorni, con l'attenuazione del vento e i rasserenamenti, le conseguenze dell'avvezione fredda si faranno sentire con forza. Infatti, la possibile stabilizzazione atmosferica prevista per le ore notturne favorirà l'irraggiamento notturno.

Il fenomeno potrebbe essere particolarmente intenso nella mattinata di venerdì 27, con punte di -3/-5°C in pianura sul basso Piemonte. Tuttavia, dopo questa fase critica, le proiezioni indicano una graduale risalita delle massime a partire da sabato 28, inizialmente al Centro-Nord.

Entro la Domenica delle Palme, il recupero termico si farà più netto e si estenderà anche al Meridione, segnando il termine dell'irruzione artica, nonostante il mantenimento di valori ancora leggermente inferiori alla norma stagionale.

Tendenze e tempistica per il fine settimana

Per la giornata di venerdì 27, si attende ancora una moderata instabilità sulle regioni meridionali e sul basso Adriatico, con nevicate residue oltre i 600 metri. Contemporaneamente, al Nord e sui settori tirrenici si assisterà a un deciso miglioramento, nonostante temperature ancora sensibilmente inferiori alla media del periodo.

Un miglioramento ulteriore è previsto per la giornata di sabato 28 e per domenica 29, sebbene la massa d'aria artica sedimentata nei bassi strati manterrà il rischio di gelate al primo mattino soprattutto sulle pianure del Nord-Ovest e sulle conche interne.