ECMWF prevede un cambiamento: il sistema di blocco alle alte latitudini collasserà dal 15 novembre

In questo contesto assume particolare rilievo anche l’evoluzione dell’Oscillazione Nord Atlantica (NAO). Ecco cosa potrebbe succedere sull’Italia nel corso dei prossimi giorni.
L’attuale assetto atmosferico sull’Europa continua a essere dominato da un robusto e persistente anticiclone di blocco posizionato tra la Scandinavia e il Regno Unito, con massimi di pressione a nord delle Alpi.
Questa struttura, tipica di una fase di blocco alle alte latitudini, sta interrompendo il normale scorrimento delle correnti atlantiche, isolando gran parte del continente dalle perturbazioni oceaniche e favorendo condizioni di maggiore stabilità, con scarse precipitazioni e una circolazione piuttosto statica.
Il cambiamento previsto dal centro di calcolo europeo
Secondo le più recenti elaborazioni del modello europeo ECMWF, questo schema è destinato a una progressiva e significativa trasformazione. L’imponente anticiclone verrà gradualmente eroso dall’azione di una profonda depressione che stazionerà a lungo sul Nord Atlantico.

L’erosione del blocco alle alte latitudini rappresenterà il primo passo verso un ripristino del flusso zonale, aprendo finalmente la strada alle correnti occidentali.
Le correnti umide e instabili provenienti dall’Atlantico potranno così estendersi verso le nostre latitudini, interrompendo la fase di stallo che ha caratterizzato le ultime settimane, soprattutto le regioni settentrionali.
L’evoluzione della NAO
In questo contesto assume particolare rilievo anche l’evoluzione dell’Oscillazione Nord Atlantica (NAO). Attualmente in una fase di debole neutralità o lievemente negativa, la NAO è prevista muoversi progressivamente verso una neutralità più positiva.

Questo spostamento favorirà un rafforzamento del gradiente di pressione tra le basse latitudini subtropicali e le alte latitudini nord-atlantiche, sostenendo un flusso zonale, in uscita dal Nord America, più vigoroso e riducendo ulteriormente le possibilità di nuovi blocchi anticiclonici persistenti alle alte latitudini.
Il fenomeno di El Niño, in questa fase, può favorire flussi occidentali più organizzati nella fase precoce dell’inverno, ma la sua influenza rimane secondaria rispetto ai driver regionali.
Su scale di giorni-settimane come quella descritta (collasso del blocco intorno al 15 novembre), l’effetto di El Niño è quindi marginale e non determinante, contribuisce al contesto di fondo, ma non guida direttamente il cambiamento previsto dai modelli.
Quali scenari si aprirebbero per l’Italia?
Per l’Italia questo scenario apre prospettive concrete di un tempo sensibilmente più dinamico e piovoso, soprattutto sulle regioni del Nord e sulla fascia tirrenica.

Le perturbazioni atlantiche, spinte dal flusso ondulato e sostenute da una NAO orientata verso una neutralità più positiva, troveranno maggiori possibilità di influenzare queste zone, determinando un aumento delle precipitazioni e una maggiore variabilità atmosferica rispetto alla fase di blocco attuale.
Non si tratterà di un ritorno improvviso a condizioni pienamente invernali, ma di una transizione verso un regime più tipicamente autunnale, con piogge più diffuse e organizzate, in particolare al Nord e sul versante tirrenico.
Il cambiamento non avverrà in modo brusco né definitivo in un solo giorno. Il collasso dei sistemi di blocco previsti dal modello ECMWF a partire dalla metà del mese, unito alla graduale evoluzione della NAO verso una neutralità più positiva, rappresenta però un segnale chiaro di evoluzione verso una circolazione atmosferica più dinamica e aperta alle influenze atlantiche.