El Niño da record: un meteorologo ed esperto di clima tedesco avverte: "Il pericolo viene dall'Atlantico"
Tutta la Germania attende con ansia quello che alcuni preannunciano come un inverno gelido come raramente se ne vedono. Ma se tutti si sbagliassero? Uno sguardo al vortice polare rivela che l'inverno potrebbe presentarsi in Europa in modo completamente diverso, e persino più pericoloso.

È il tema meteorologico dell'autunno: un El Niño da record si sta sviluppando nel Pacifico, con un'intensità che non si vedeva da decenni. Per questo sui titoli dei giornali, specie in Germania dove si è vissuta un'estate di caldo record, si parla già da tempo di un inverno del secolo caratterizzato dal gelo, di aria artica, metri di neve e gelo persistente fino a gran parte del nuovo anno.
Ma più forte diventa il coro, più cresce un piccolo sospetto: e se alla fine questo inverno arrivasse in modo completamente diverso, e soprattutto nella direzione totalmente opposta rispetto a quella attesa dalla maggior parte delle persone? Questa è la domanda che si fa il meteorologo ed esperto di clima tedesco che troviamo in queste righe, proposte per il pubblico italiano per Meteored Italia.
Perché improvvisamente tutti parlano dell'inverno del secolo
L'origine di tutto si trova a migliaia di chilometri di distanza. Al largo delle coste del Sud America, il mare si è riscaldato in modo significativo, e l'episodio di El Niño è ormai considerato quasi certo e potrebbe essere estremamente intenso. Eventi di questo tipo possono sconvolgere il tempo atmosferico in metà del pianeta, ed è proprio questo ad alimentare le previsioni più fantasiose.

Non sorprende quindi che sulle reti sociali circolino a raffica previsioni da incubo. "Più forte è il segnale, maggiore è il desiderio del grande inverno", afferma il noto e rinomato meteorologo e climatologo Dominik Jung. Solo che il desiderio non è una previsione.
L'errore di ragionamento che fanno quasi tutti
Ed è qui che nasce l'errore. El Niño si manifesta nel Pacifico tropicale, dall'altra parte del globo rispetto all'Europa ed alla Germania. Prima che un segnale di questo tipo arrivi da noi, deve attraversare l'intera atmosfera e, lungo il percorso, può indebolirsi, deformarsi o addirittura invertirsi.
Il punto fondamentale, che viene semplicemente ignorato in molte delle fantasie sul gelo, è questo: un El Niño forte può non soltanto indebolire il vortice polare in alta quota sopra l'Artico, ma addirittura rafforzarlo. E a quel punto l'intero inverno cambia volto.
Quando il vortice polare diventa un muro
Bisogna immaginare il vortice polare come un gigantesco vortice d'aria sopra il Polo Nord. Quando è debole e instabile, l'aria gelida polare può scendere verso le nostre latitudini: è la ricetta per l'ondata di gelo tanto attesa.
Se invece è forte e stabile, accade il contrario: funziona come un muro che trattiene il freddo in quota e ci invia invece una rapida autostrada dei venti occidentali. Lungo questa strada arrivano una dopo l'altra le depressioni dall'Atlantico. Niente gelo, niente neve, ma tempeste.
Uragani, piogge persistenti, alluvioni: il vero pericolo per l'inverno 2026-2027 in Europa
E questo scenario potrebbe avere conseguenze importanti. Al posto di un tranquillo paesaggio invernale bianco, potrebbero arrivare raffiche da uragano, alberi abbattuti, tetti scoperchiati e giorni di piogge persistenti. Il terreno finirebbe per saturarsi d'acqua, i fiumi si ingrosserebbero e improvvisamente non parleremmo più di caos causato dalla neve, ma di alluvioni.
"In un inverno del genere, il vero nemico non arriva dalla Siberia, ma dall'Atlantico", avverte Jung. Piedi bagnati invece del naso gelato: è questa la variante di cui finora parla quasi nessuno. Eppure è almeno altrettanto realistica.
Cosa significa tutto questo per il vostro inverno?
Detto sinceramente: non c'è ancora nulla di deciso. Che sia mite e tempestoso oppure gelido e nevoso, lo si deciderà soltanto nelle prossime settimane, lassù nella stratosfera, e al momento entrambe le possibilità restano aperte.
Ma è proprio questo il punto: chi ora punta ciecamente sull'inverno del secolo potrebbe andare incontro a una brutta sorpresa. Quest'inverno non tenete d'occhio soltanto il termometro, ma soprattutto il barometro. Perché se questo El Niño ci sorprenderà, potrebbe farlo in un modo molto diverso da quello che tutti si aspettano.