Getto polare in risalita: svolta meteo per l'Italia nell'ultima parte di febbraio

L'ondulazione e progressiva risalita verso nord della corrente a getto polare causerà la svolta meteorologica attesa la prossima settimana in Italia.
L'inverno 2025/2026 sta per concedere all'Italia un meritato regalo di fine stagione, con un assaggio di primavera anticipata, caratterizzato da un periodo di stabilità atmosferica e temperature che sfioreranno valori elevati per il periodo.
Tutto per merito della corrente a getto polare che, dopo settimane di instabilità atlantica con piogge insistenti e venti burrascosi, sta subendo un'ondulazione accentuata. Questo movimento sinuoso del flusso d'aria ad alta quota non solo frenerà l'arrivo di perturbazioni fredde dal Nord Europa, ma favorirà la risalita di un robusto promontorio anticiclonico di matrice subtropicale.
La dinamica della corrente a getto
Per comprendere questa evoluzione, è essenziale fare un passo indietro e analizzare il ruolo della corrente a getto polare, quella "autostrada" di venti fortissimi che scorre tra i 9 e i 12 km di quota, separando l'aria fredda polare da quella più mite delle medie latitudini.
Nelle ultime settimane il getto polare ha mantenuto una configurazione tesa e meridionale, pilotando una serie di depressioni atlantiche che hanno inondato il Mediterraneo di pioggia, neve a quote basse e raffiche intense.

Pensiamo alle perturbazioni che, tra il 10 e il 14 febbraio, hanno colpito il Centro-Sud, con accumuli pluviometrici superiori ai 100 mm in alcune zone appenniniche, e al Sud con venti molto intensi.
Ma ora, le proiezioni dei principali modelli numerici, dall'ECMWF al GFS, indicano un cambiamento radicale. L'ondulazione del getto polare si accentuerà progressivamente tra il 20 e il 25 febbraio. Questo fenomeno, noto come Rossby wave amplification, si manifesta quando il flusso zonale (da ovest a est) si incurva in ampie anse.
È proprio questa risalita che innescherà il promontorio anticiclonico. L'alta pressione, inizialmente centrata sulla Spagna, si estenderà rapidamente verso l'Italia, inglobando la Penisola in un campo di geopotenziali elevati (intorno ai 1020-1030 hPa al suolo).

Un blocco anticiclonico di questo tipo è sinonimo di subsidenza, in cui l'aria scende dall'alto, si scalda per compressione adiabatica e inibisce la formazione di nubi. Il cielo si aprirà, le precipitazioni cesseranno e le temperature saliranno.
Le cause di questa svolta meteorologica
L'ondulazione del jet non è casuale. Deriva da un disturbo del vortice polare stratosferico, che negli ultimi giorni ha iniziato a indebolirsi sotto l'influenza di un riscaldamento improvviso (Sudden Stratospheric Warming).
Questo ha spezzato il flusso polare, favorendo blocchi alle alte latitudini (sull'Islanda e la Groenlandia) e permettendo alla corrente a getto di rilassarsi in onde più ampie. A livello emisferico, diversi indici atmosferici, stanno virando verso una situazione favorevole all’instaurarsi di alte pressioni sul Mediterraneo.

I modelli ensemble confermano un'elevata attendibilità, con oltre l'80% delle simulazioni che vedono il promontorio consolidarsi entro il 23 febbraio, con persistenza fino ai primi di marzo. Solo un'eventuale fuga del getto verso sud potrebbe riattivare instabilità, ma al momento è uno scenario minoritario.
Cosa accadrà all’inizio di marzo?
Questo cambio di rotta arriva dopo un febbraio anomalo, segnato da piogge abbondanti al Meridione. L'Italia, abituata a un inverno "ibrido" tra atlantico e continentale, apprezzerà questa tregua. Non solo per il meteo: l'alta pressione ridurrà anche l'inquinamento urbano, favorendo una qualità dell'aria migliore, e permetterà alle coltivazioni di riprendere il ciclo primaverile senza stress idrici.
In sostanza preparatevi a riporre gli ombrelli e a tirare fuori le giacche leggere. La risalita del getto polare ha acceso i riflettori su un finale di febbraio da cartolina, con sole, tepore e serenità. Godetevelo, perché marzo, come sempre, potrebbe riservare sorprese. Ma per ora, l'Italia respirerà un anticipo di primavera.