Meteo prossima settimana: modelli europeo e americano in disaccordo su cosa accadrà in Italia, unica certezza il freddo

Dopo settimane di perturbazioni atlantiche ricche di piogge ma povere di freddo, l'inverno torna protagonista. Dal weekend di San Valentino aria fredda da nord porterà temperature nella norma climatica e nevicate sull'Appennino a quote medie o medio-basse.
Per gran parte di gennaio e l'inizio di febbraio, l'Italia è stata investita da un flusso zonale umido e mite che ha mantenuto lo zero termico a quote molto elevate su buona parte della penisola, saturando i terreni con piogge continue. Ora, un drastico cambio di assetto vede l'espansione di un promontorio anticiclonico verso le alte latitudini atlantiche.
Questa configurazione costringe le masse d'aria polare a scivolare lungo il suo bordo orientale, puntando direttamente il bacino del Mediterraneo. Il risultato è la formazione di un profondo vortice depressionario che, proprio in queste ore, sta fungendo da calamita per l'aria fredda, ponendo fine all'anomalia termica positiva degli ultimi mesi e cambiando il volto meteorologico della Penisola.
Il Ciclone di San Valentino: maltempo e neve in Appennino
Il fine settimana di San Valentino sarà caratterizzato da un maltempo di stampo tipicamente invernale a causa di un minimo di pressione al suolo intorno ai 984 hPa che attraverserà il Tirreno. Al Nord, dopo le ultime piogge di sabato mattina su Lombardia e Triveneto con neve sulle Alpi oltre i 1000-1200 metri, il tempo volgerà rapidamente al bello grazie all'ingresso di aria più secca da settentrione.
Al Centro e al Sud la situazione sarà più critica, con sabato che vedrà piogge battenti sul versante tirrenico e accumuli localmente superiori ai 50 mm tra Lazio, Campania e Calabria.
La neve, inizialmente confinata oltre i 1500 metri, subirà un calo di quota entro domenica mattina sotto la spinta di venti di Tramontana, con i fiocchi fin sui 1000-1100 metri sull'Appennino Centrale, con possibili brevi apparizioni a quote di alta collina sulle Marche durante i rovesci più forti, e oltre i 1200-1400 metri sull'Appennino Meridionale.
L'inizio della settimana: gelate diffuse e inversione termica
Con l'allontanamento del vortice verso i Balcani, l'inizio della prossima settimana vedrà una parziale rimonta dell'alta pressione da ovest. Tuttavia, l'aria fredda si farà sentire con forza durante le ore notturne con gelate diffuse.
Le pianure del Nord vedranno minime scendere alcuni gradi sotto lo zero, ma le gelate notturne interesseranno anche le vallate interne di Toscana e Umbria e l'intero entroterra di Marche e Abruzzo.

In queste regioni, non appena la ventilazione si attenuerà, favorendo l'inversione termica, le temperature andranno spesso sotto lo zero. Località come L'Aquila e i fondovalle interni vedranno minime negative.
Lungo le coste del Centro-Sud il clima resterà relativamente frizzante e più ventoso, con massime che faticheranno a superare i 12°C, mantenendo un contesto comunque prettamente invernale nonostante il ritorno del sole.
Discordanze modellistiche tra ECMWF e GFS
Le proiezioni per la seconda parte della settimana mostrano una
discordanza tecnica tra i principali centri di calcolo che merita
attenzione.
Il modello europeo ECMWF ipotizza un blocco atlantico solido e proteso verso il Nord Europa, capace di spingere un secondo e più incisivo impulso di aria artica verso l'Italia tra giovedì 19 e venerdì 20. Se questa visione venisse confermata, assisteremmo a un nuovo sensibile calo termico con neve a quote collinari sul medio-basso Adriatico e al Sud.
Al contrario, il modello americano GFS propone una traiettoria più orientale, con l'alta pressione che manterrebbe i suoi massimi più a Nord, spingendo il nocciolo gelido verso i Balcani. In questo caso l'Italia resterebbe ai margini del freddo intenso, vivendo giornate soleggiate ma con frequenti sferzate di venti secchi di grecale.
Sintesi previsionale: ventilazione tesa e mari agitati
L'analisi degli ensemble suggerisce che, a prescindere dall'esatta traiettoria del secondo impulso, le temperature rimarranno prossime alle medie stagionali, cancellando l'anomalia mite delle settimane scorse.
La ventilazione sarà protagonista assoluta la settimana, con il Maestrale prima e la Tramontana poi, che manterranno i mari da molto mossi ad agitati, con mareggiate persistenti sui versanti esposti di Sardegna, Sicilia e Calabria.
In sintesi, la porta atlantica è ufficialmente chiusa e ci aspetta una settimana di spiccata dinamicità. Il freddo "di stagione" non sarà un episodio fugace ma maggiormente presente, con maggiori probabilità per un innevamento duraturo per la dorsale appenninica e per le Alpi.