Allarme caravelle portoghesi in Sicilia, si moltiplicano gli avvistamenti a causa delle condizioni meteo marine
Ci sarebbe il continuo passaggio di perturbazioni atlantiche dietro l'aumento di avvistamenti di caravelle portoghesi fra le coste di Sardegna e Sicilia. L'ultimo esemplare rinvenuto spiaggiato a Favignana.

Negli ultimi giorni, fra le spiagge di Sardegna e Sicilia, si è assistito all’avvistamento e alla segnalazione di diversi esemplari di caravella portoghese. L’ultimo caso viene dalle Egadi, con l’avvistamento e la segnalazione ai ricercatori dell’Ispra da un abitante di Favignana.
Le caravelle portoghesi, spesso confuse con meduse, in realtà è un sifonoforo, ossia una colonia di polipi specializzati che lavorano insieme come un unico organismo. Il suo veliero blu-violaceo, un sacco gassoso che funge da galleggiante, può raggiungere i 15-30 centimetri di lunghezza, mentre i tentacoli velenosi si estendono fino a 30 metri sott'acqua.
Questi tentacoli iniettano un veleno neurotossico che paralizza le prede e può causare dolore intenso, ustioni, nausea e, in rari casi, reazioni allergiche gravi negli umani. In Sicilia, episodi simili si sono verificati in passato. Ma gli avvistamenti odierni sembrano più diffusi, forse a causa di condizioni meteorologiche estreme.
Il ruolo dei venti atlantici
Probabilmente questo aumento di segnalazioni nelle coste di Sardegna e Sicilia può essere causato dai venti persistenti da ovest e alle recenti tempeste atlantiche. La caravella portoghese, priva di propulsione autonoma, si muove passivamente spinta dai venti e dalle correnti oceaniche.

Nelle ultime settimane le continue perturbazioni atlantiche che hanno colpito l’area del Mediterraneo, con forti venti di Ponente, direttamente dallo Stretto di Gibilterra, hanno favorito l'ingresso di colonie atlantiche, spingendole verso il Mediterraneo occidentale e centrale.
Studi recenti indicano che tali incursioni sono in aumento, con avvistamenti nel Mediterraneo che triplicano negli anni di tempeste intense. In regioni come la Spagna e le Canarie, fenomeni simili sono stati registrati all'inizio del 2026, suggerendo un pattern regionale legato al riscaldamento globale.
Quali conseguenze per i nostri mari?
Le conseguenze di questi avvistamenti non sono da sottovalutare. Oltre al rischio per la salute umana, con punture che possono richiedere intervento medico, c'è un impatto sull'ecosistema marino. Le caravelle predano piccoli pesci e plancton, alterando temporaneamente la catena alimentare locale.

Fortunatamente, ci sono modi per mitigare i rischi. Gli esperti consigliano di evitare il contatto diretto. Quindi di non toccare gli esemplari spiaggiati, poiché i tentacoli rimangono velenosi anche dopo la morte.
Cosa fare in caso di contatto ravvicinato?
In caso di puntura, risciacquare con acqua di mare (non dolce), rimuovere i tentacoli con pinzette e applicare impacchi caldi per neutralizzare il veleno.
Questo episodio in Sicilia ci ricorda quanto il nostro mare sia connesso all'oceano e vulnerabile alle condizioni atmosferiche. Mentre le caravelle portoghesi continuano a navigare spinte dai venti, è nostro dovere vigilare e agire per preservare l'equilibrio marino.
Per ora si raccomanda la massima prudenza sulle spiagge, ed in caso di avvistamenti si consiglia di avvisare enti come l’Ispra, alla mail dedicata [email protected] con documentazione fotografica o video.