Il "super El Niño" raggiunge il valore record di 3,4°C: "mai nulla di simile era stato osservato"

L'anomalia assoluta settimanale della temperatura della superficie marina nella regione Niño 3.4 ha raggiunto i +3,4 °C, il valore più elevato mai registrato. Tale dato si avvicina al livello previsto dai modelli per il picco trimestrale del "super El Niño".

Anomalia della temperatura della superficie del mare tra il 19 e il 25 ottobre 2026. La regione indicata come Niño 3.4 corrisponde all'area di monitoraggio di El Niño. Crediti: BoM.
Anomalia della temperatura della superficie del mare tra il 19 e il 25 ottobre 2026. La regione indicata come Niño 3.4 corrisponde all'area di monitoraggio di El Niño. Crediti: BoM.

L’anomalia settimanale assoluta della temperatura superficiale del mare (TSM) nel Pacifico equatoriale ha raggiunto gli impressionanti +3,4 °C nell’ultima settimana nella regione di monitoraggio di El Niño, secondo i dati della NOAA, l’Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti.

Secondo un’analisi esclusiva di Meteored Brasile, questo valore non era mai stato osservato prima.

D’altra parte, le anomalie settimanali relative non costituiscono ancora un record, ma hanno già raggiunto i +2,5 °C nello stesso periodo. Queste cifre confermano l’intensità eccezionale del riscaldamento; è però importante comprendere che le due misurazioni rappresentano concetti diversi e che i valori settimanali non determinano, da soli, la classificazione finale di El Niño. Qual è dunque l’effettiva intensità attuale di El Niño e che cosa suggeriscono questi valori settimanali?

Anomalie assolute e anomalie relative a confronto

L’anomalia assoluta indica quanto la temperatura supera la media climatica di riferimento. L’anomalia relativa sottrae il riscaldamento di fondo degli oceani tropicali, presentando valori inferiori.

I due valori descrivono il riscaldamento da prospettive diverse: le anomalie assolute rappresentano il fenomeno di El Niño sommato al riscaldamento globale, mentre le anomalie relative cercano di isolare il segnale del fenomeno di El Niño.

Serie storica delle anomalie settimanali assolute della TSM, basata sui dati della NOAA, con i due record più elevati in evidenza. Crediti: Meteored.
Serie storica delle anomalie settimanali assolute della TSM, basata sui dati della NOAA, con i due record più elevati in evidenza. Crediti: Meteored.

Nella serie storica della NOAA, iniziata nel 1981, non era mai stata osservata un’anomalia assoluta di 3,4 °C. Il valore più elevato dell’anomalia assoluta, escludendo l’evento del 2026/2027, è di 3 °C, registrato nella settimana del 18 novembre 2015.

Serie storica delle anomalie settimanali relative della TSM, basata sui dati della NOAA, con i due valori più elevati in evidenza. Crediti: Meteored.
Serie storica delle anomalie settimanali relative della TSM, basata sui dati della NOAA, con i due valori più elevati in evidenza. Crediti: Meteored.

In termini di anomalia relativa, il valore di 2,5 °C è inferiore al record di 2,9 °C osservato nella settimana del 29 dicembre 1982. Vale però la pena sottolineare che quel record fu raggiunto durante il picco dell’evento di quell’anno, mentre quello attualmente in corso non ha ancora raggiunto il suo massimo. Inoltre, non era mai stata osservata prima un’anomalia di 2,5 °C in ottobre.

Come verrà determinata l’intensità finale del super El Niño?

L’intensità finale di El Niño verrà determinata attraverso la media trimestrale delle anomalie della TSM nel Pacifico equatoriale, e non sulla base dei valori settimanali isolati più elevati. Nell’attuale metodologia ufficiale viene utilizzato il RONI, basato sulle anomalie relative; in precedenza il monitoraggio veniva effettuato attraverso l’ONI, basato sulle anomalie assolute.

Secondo gli indici più recenti, il trimestre luglio-agosto-settembre ha registrato un’anomalia di +1,7 °C secondo il RONI, corrispondente a un fenomeno di El Niño forte (superiore a +1,5 °C), e di +2,2 °C secondo l’ONI, collocandosi nella categoria molto forte (superiore a +2,0 °C).

Che cosa suggeriscono le anomalie settimanali?

Le anomalie settimanali non determinano l’intensità finale di El Niño, che viene calcolata a partire dalle medie trimestrali. Aiutano però a seguire l’evoluzione del fenomeno e, in questo momento, mostrano un segnale importante: il riscaldamento del Pacifico equatoriale sta già raggiungendo valori vicini a quelli previsti dai principali modelli per il picco dell’evento.

L’insieme dei modelli dell’IRI prevede un’anomalia assoluta trimestrale nell’ordine di 3,5 °C tra i trimestri ottobre-novembre-dicembre e novembre-dicembre-gennaio. Crediti: Meteored/IRI.
L’insieme dei modelli dell’IRI prevede un’anomalia assoluta trimestrale nell’ordine di 3,5 °C tra i trimestri ottobre-novembre-dicembre e novembre-dicembre-gennaio. Crediti: Meteored/IRI.

La colonna del modello IRI indica che la media trimestrale delle anomalie assolute potrebbe avvicinarsi a +3,5 °C nei periodi ottobre-novembre-dicembre e novembre-dicembre-gennaio.

Per raggiungere questa media, il riscaldamento dovrà mantenersi su livelli molto elevati nei prossimi mesi. Ciò suggerisce che le anomalie settimanali potrebbero rimanere vicine ai valori attuali o persino aumentare ancora leggermente fino alla fine dell’anno, prima che l’evento raggiunga il suo picco.