Il meteorologo avvisa: forti temporali tra 18 e 19 maggio prima della svolta estiva, le aree a rischio

Ancora variabilità e piogge sparse su parte d'Italia prima dell'arrivo del campo di alta pressione che riporterà le temperature oltre le medie per un primo assaggio di estate 2026.

Abbiamo ormai superato la metà di maggio e il desiderio di estate inizia a farsi sentire sempre di più, anche se osservando il comportamento dell’atmosfera degli ultimi giorni sembrerebbe quasi di trovarsi in una fase ben diversa della stagione. Il mese continua infatti a mostrarsi particolarmente dinamico e lontano da quelle configurazioni stabili che normalmente iniziano a fare la loro comparsa in questo periodo dell'anno.

La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da condizioni decisamente movimentate a causa della mancanza di un solido campo di alta pressione sul Mediterraneo, situazione che ha favorito la discesa di masse d'aria più fresche e umide provenienti dal Nord Atlantico. Questo ha alimentato un contesto atmosferico molto instabile, con frequenti passaggi perturbati e fenomeni a tratti anche intensi.

Le perturbazioni che hanno attraversato il Paese hanno mostrato un'elevata energia, dando origine a episodi di maltempo intenso con grandinate, forti raffiche di vento e temporali localmente violenti, specialmente sulle regioni settentrionali.

L'instabilità prevista nel pomeriggio di lunedì 18 maggio sull'Italia.
L'instabilità prevista nel pomeriggio di lunedì 18 maggio sull'Italia.

Nel corso del weekend la situazione ha mostrato segnali di miglioramento sulla maggior parte della Penisola, con un graduale ritorno di schiarite e condizioni più tranquille. Fa eccezione la Puglia, dove la coda della perturbazione ha continuato a produrre piogge persistenti e cieli molto nuvolosi, soprattutto nella giornata di sabato. Solo nelle ore successive l'allontanamento del sistema perturbato verso i Balcani ha favorito l'ingresso di correnti di Maestrale più asciutte che hanno contribuito a ripulire rapidamente l'atmosfera e a restituire cieli decisamente più limpidi.

La tregua, tuttavia, potrebbe avere vita piuttosto breve. Lo scenario meteorologico sul Mediterraneo si prepara infatti a un nuovo cambiamento, con una nuova ondulazione delle correnti atlantiche in movimento verso l'Europa occidentale pronta a influenzare anche il nostro Paese.

Inizio di settimana instabile: ecco le aree più a rischio lunedì 18 maggio

Nelle prossime ore assisteremo quindi a un graduale aumento dell'instabilità atmosferica. Nuvolosità in aumento, piogge diffuse e temporali localmente intensi torneranno a interessare soprattutto le regioni più esposte alle correnti umide in arrivo da Ovest e Sud-Ovest.

Le previsioni per lunedì 18 maggio 2026.
Le previsioni per lunedì 18 maggio 2026.

L'Italia continuerà a trovarsi in una zona di incontro tra masse d'aria differenti: da un lato aria più mite presente sul Mediterraneo, dall'altro infiltrazioni più fresche provenienti dall'Europa occidentale.

L'Italia continuerà a trovarsi in una zona di incontro tra masse d'aria differenti: da un lato aria più mite presente sul Mediterraneo, dall'altro infiltrazioni più fresche provenienti dall'Europa occidentale.

Le prime aree a risentire di questo cambiamento saranno ancora una volta quelle del Nord, dove il peggioramento potrebbe manifestarsi in modo più evidente. Le nubi tenderanno ad aumentare progressivamente lasciando spazio a precipitazioni sparse, inizialmente irregolari ma successivamente più diffuse. Nord-Ovest ed alcune aree settentrionali potrebbero essere le più esposte a rovesci e temporali anche intensi.

Regioni tirreniche e fascia appenninica a rischio fenomeni intensi
Regioni tirreniche e fascia appenninica a rischio fenomeni intensi

Successivamente l'instabilità potrebbe estendersi verso parte del Centro Italia, coinvolgendo Toscana, Umbria e aree interne delle Marche. In queste situazioni tipiche della tarda primavera i fenomeni possono risultare molto disomogenei, con località interessate da piogge abbondanti e altre che potrebbero invece ricevere effetti decisamente più limitati.

Attenzione inoltre ai temporali pomeridiani, favoriti dal riscaldamento diurno e dai contrasti termici presenti nei bassi strati dell'atmosfera. In alcuni casi non si escludono fenomeni accompagnati da raffiche di vento improvvise e precipitazioni intense concentrate in poco tempo.

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Le regioni meridionali potrebbero invece restare più ai margini del peggioramento, pur in un contesto che continuerà a mantenersi variabile.

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