Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio

Sarà un fine settimana all'insegna del maltempo sulle regioni meridionali, con piogge frequenti, ma anche temporali e prime spolverate di neve sull'Appennino. Ecco le regioni più a rischio.
La fase stabile e soleggiata di questi ultimi giorni ha già le ore contate. Già a partire dalla giornata di venerdì 30 ottobre, masse d’aria più fredde, in discesa dall’Europa orientale, tramite i Balcani, andranno ad intrufolarsi lungo il margine più meridionale dell’anticiclone, molto robusto, presente su gran parte dell’Europa.
Una configurazione barica ben definita sull’Europa sta creando le condizioni ideali per la formazione di una depressione che sarà capace di portare piogge intense e i primi segnali invernali sull’Appennino meridionale.
Il motore del cambiamento, l’anticiclone e il flusso freddo retrogrado
Il protagonista iniziale di questa evoluzione è il robusto promontorio anticiclonico posizionato sull’Europa centrale.

Questa struttura di alta pressione, piuttosto estesa e tenace, non si limiterà a garantire tempo stabile e soleggiato su gran parte del continente, ma avrà un effetto decisivo sulla circolazione a quote medio-alte.
Questo tipo di dinamica è tipica delle configurazioni a blocco. In questa dinamica l’aria fredda non scende direttamente dal nord Europa, ma viene incanalata da est/nord-est, acquisendo caratteristiche continentali e risultando particolarmente efficace una volta giunta sul mare, ancora relativamente caldo in superficie.
L’evoluzione della saccatura e la nascita della depressione
Nel corso del fine settimana una saccatura retrograda scivolerà proprio sul bordo orientale di questo anticiclone. Inizialmente allungata, la struttura tenderà a chiudersi e a isolarsi, trasformandosi in una vera e propria depressione centrata fra il basso Tirreno e il Mar Ionio.
Questa evoluzione è particolarmente significativa, poiché una volta isolata, la depressione potrà alimentarsi dell’energia termica e dell’umidità del Mediterraneo, intensificandosi e divenendo più stazionaria.

Stazionando intorno i mari dell’Italia meridionale questa depressione originerà un’area di maltempo organizzata che interesserà in modo diretto le regioni meridionali e parte del medio-basso Adriatico, il tutto accompagnato da freddi e sostenuti venti di Grecale e Tramontana.
Le aree più esposte al maltempo
La depressione porterà precipitazioni diffuse sulle coste del medio-basso Adriatico e su gran parte del Sud. Gli accumuli più significativi sono attesi soprattutto su parte della Puglia (in particolare i settori ionici e adriatici meridionali), e la Calabria, sia sul versante tirrenico che su quello ionico, con possibili fenomeni più intensi e persistenti.
Qui le piogge, e probabilmente pure qualche temporale, saranno più intense sui settori orientali e settentrionali, dove l’interazione tra la circolazione depressionaria e l’orografia potrà esaltare le precipitazioni.

In queste aree non si escludono temporali, anche di una certa intensità, e accumuli pluviometrici elevati in poche ore o nell’arco di 24-36 ore. Le zone interne e montuose potranno registrare valori particolarmente rilevanti a causa dell’effetto stau. Specie se la depressione stazionerà per maggior tempo lungo lo Ionio.
Prime spolverate di neve sull’Appennino meridionale
L’afflusso di aria più fredda associato alla saccatura e alla successiva depressione non si limiterà a generare pioggia. Sull’Appennino meridionale, a partire dalle quote medio-basse, sono attese le prime spolverate di neve sulle vette dei più importanti contrafforti montuosi.
Non si tratterà di un episodio nevoso importante, ma di un segnale chiaro dell’ingresso di aria più fresca, capace di far scendere la quota neve fino a valori insoliti per la fine di ottobre in alcune zone montane calabresi e lucane.