Allarme vento alle Olimpiadi: raffiche fino a 90 km/h in arrivo, gare a rischio annullamento

I Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 devono fare i conti con un lunedì meteorologicamente complesso. Una intensa perturbazione atlantica sta attraversando l’arco alpino, portando venti di burrasca e nevicate che stanno condizionando pesantemente il regolare svolgimento delle competizioni.
Questa mattina, i dati provenienti dai principali modelli meteorologici, come anche le osservazioni dirette, indicano una situazione critica per le località d'alta quota. Mentre i poli di pianura (Milano) godono di condizioni variabili, i siti montani di Cortina d’Ampezzo, Bormio e Livigno risentono pesantemente dell’influenza di un vortice depressionario che si sta approfondendo fino a 990 hPa.
La neve, sebbene abbondante sui versanti confinali, tende a essere intermittente sui versanti italiani, ma la visibilità resta precaria a causa del fenomeno dello "scaccianeve" provocato dalle forti raffiche.
La Corrente a Getto accelera il vento sulle vette
Dietro a questi venti di burrasca c'è la Corrente a Getto. Questo potente flusso d'aria ad alta quota sta scorrendo con estrema velocità da nord-ovest proprio sopra l'Arco Alpino. La sua intensità è tale da influenzare la ventilazione anche alle quote inferiori fin sui campi di gara attraverso un trasferimento di quantità di moto, con l'energia del "getto" che si scarica verso il basso, esasperando le raffiche che si incanalano tra crinali e valli.
Questo scenario crea una ventilazione compressa e turbolenta che rende il monitoraggio anemometrico sui campi di gara estremamente complesso.
Infatti, proprio loro natura, questi venti possono variare improvvisamente di intensità e di direzione, rappresentando una sfida per la sicurezza degli atleti.
L’insidia del vento: gare di sci alpino e snowboard a rischio
Il vento è il nemico numero uno per lo Sci Alpino a Bormio e lo Snowboard a Livigno. La conferma della gravità arriva dai siti specializzati: le qualificazioni dello Snowboard Slopestyle sono state anticipate per evitare le raffiche più violente previste per oggi. Raffiche di tale portata rendono pericoloso l'uso degli impianti e compromettono la regolarità delle discese.

Per lo Slalom maschile sulla Stelvio, le manche restano confermate, ma la giuria monitora il vento in quota, che potrebbe forzare interruzioni temporanee o l'abbassamento della partenza per garantire l'equità della gara, con il rischio di un annullamento se le condizioni non dovessero migliorare entro i limiti temporali previsti.
Neve e visibilità a quote differenziate
La quota neve si attesta oggi intorno ai 1000-1200 metri. A Livigno (1800m) cade neve asciutta, ideale per il fondo ma problematica per la visibilità nel freestyle. Altrove, la neve più umida potrebbe rendere il manto troppo morbido per lo sci alpino.
Parallelamente nel Biathlon ad Anterselva, la presenza di una spessa copertura di nubi basse e stratificate annulla completamente i contrasti, generando il temuto effetto "luce piatta". In questa condizione di omogeneità di luce gli atleti perdono la percezione dei dossi e delle irregolarità della pista, aumentando drasticamente il rischio di cadute nelle discese tecniche.
Il tiro al poligono, già reso incerto dalle improvvise raffiche trasversali, diventa particolarmente difficile con una messa a fuoco del bersaglio alterata dalla scarsa profondità visiva.
Gare "di volo" sotto osservazione: il Salto con gli Sci e il Big Air
Il programma serale, che prevede le attesissime finali del Freeski Big Air femminile e del Salto con gli sci Superteam maschile, resta appeso a un filo. Queste discipline rappresentano l'anello più debole di fronte al maltempo. Infatti la portanza aerodinamica e la stabilità in volo sono parametri che non ammettono compromessi. Con raffiche che ai trampolini di Predazzo e sulle rampe del Big Air superano già i 40-50 km/h, la sicurezza degli atleti è seriamente compromessa.

Le ultime analisi confermano che le turbolenze in quota stanno creando pericolose e improvvise raffiche. Per questo motivo, i delegati tecnici FIS hanno già messo in pre-allarme le squadre per una possibile posticipazione o annullamento delle sessioni.
Se entro le ore 20:00 le raffiche non dovessero mostrare un'attenuazione significativa, l'ipotesi più probabile è il rinvio delle finali a domani, martedì 17 febbraio. Una decisione definitiva è attesa a breve, ma la linea della prudenza sembra prevalere per evitare che la sfida olimpica si trasformi in un pericoloso azzardo.
Prospettive per i prossimi giorni e recuperi
Come accennato, per domani martedì 17 febbraio, è prevista una tregua con ampie schiarite e temperature basse, tuttavia anche per domani i forti venti settentrionali presenti in quota potrebbero creare non poche difficoltà ai giochi olimpici, costringendo gli organizzatori a nuovi rinvii.
Ci sarà una finestra di tempo più stabile, sotto il punto di vista delle precipitazioni, tuttavia, tra giovedì e venerdì, un secondo minimo depressionario a carattere invernale potrebbe riportare bufere di neve e venti forti su tutto l'Arco Alpino.