Ondata di caldo o caldo permanente? Il calore nell'estate 2026 è ormai fisso, ecco le tendenze

L’estate 2026 si appresta a insidiare la storica estate 2003 e quelle del 2022 e 2025. Nell’ambito di un caldo persistente praticamente da maggio, ora arriva la terza fase estrema. Cos’è un’ondata di caldo e si differenzia dall’onda di calore?

In questi giorni siamo alle prese con la terza ondata di caldo dell’estate 2026. La prima fu addirittura a maggio, ancora a primavera, la seconda ha colpito duro la seconda metà e la fine di giugno. L’arrivo dei temporali ai primi di luglio ha fatto gridare alla “rinfrescata”.

Se ci ben guardiamo però in molte città da un mese il termometro non è nemmeno sceso sotto ai 30°C soglia di giorno caldo. Ora, dopo vari giorni fra 32 e 35°C, stiamo entrando in una nuova fase di picco di caldo, considerata la terza ondata di caldo dell’estate. Di fatto però il caldo non se ne è mai andato. Siamo dunque entrati in un’alta nuova normalità, dove il caldo è permanente?

Ondata di caldo o di calore?

Giornalisticamente si usa maggiormente il termine ondata di caldo, di fatto inteso come sinonimo di onda di calore, che è il termine di fatto usato dal WMO, Organizzazione meteorologica mondiale. In inglese infatti si dice Heat Wave. Stesso termine usa il WHO, Organizzazione Mondiale della Sanità. Il WHO ad esempio la definisce come

“Un'ondata di calore è un periodo durante il quale un eccesso locale di calore si accumula attraverso una successione di giorni e notti insolitamente caldi.”

Anche scientificamente si preferisce il termine heat wave, onda di calore, per definire i periodi di caldo intenso. Un termine dunque che non intende solo caldo, ma lunghi periodi in cui si accumula appunto calore, con impatti su salute, infrastrutture, agricoltura, acqua e altro.

Definizione di onda di calore

Interessante infatti approfondire dal sito del WMO cosa si intende per “onda di calore” e “calore estremo”.

Un'ondata di calore non è una semplice successione di giornate calde, ma un accumulo progressivo di calore dovuto a giorni e soprattutto notti insolitamente caldi, che non consentono a persone, edifici e ambiente di raffreddarsi.

La definizione oggettiva di onda di calore dipende dalle condizioni climatiche locali e dal modo in cui persone, infrastrutture ed ecosistemi si adattano ad esse.
Spesso però abbiamo a che fare con qualcosa di più di una onda di calore, il caldo estremo.

Il caldo estremo, secondo il WMO, si verifica quando le alte temperature e altre condizioni ambientali creano rischi elevati per la salute umana, gli ecosistemi, le infrastrutture e i mezzi di sussistenza. Caldo estremo possono essere 30°C in Scandinavia come nell’estate 2025.

Condizioni di caldo estremo, ricorda il WMO, mettono a dura prova il corpo umano, e sono uno dei pericoli meteorologici e climatici più letali a livello globale. Per gli allerta meteo, ARPAE emette allerta rossa per temperature estreme calde in Emilia Romagna quando si ha un giorno oltre i 40°C, o almeno due giorni a 39°C.

La situazione dell’estate 2026

In climatologia si considera “giorno caldo” quando si superano i 30°C. Negli anni 1970/80 per sempio al nord erano in media una ventina, raramente 30-35. Dal XXI secolo quasi tutti gli anni se ne contano almeno 35-40, con picchi perfino di 70-80 in anni come 2003 e 2022.

In arrivo una nuova "stretta di calore", potremmo chiamarla così la nuova fase intensa nell'ambito del caldo persistente dell'estate 2026. verso il 16-18 luglio poi sussiste il rischio di caldo estremo verso i 40°C.
In arrivo una nuova "stretta di calore", potremmo chiamarla così la nuova fase intensa nell'ambito del caldo persistente dell'estate 2026. verso il 16-18 luglio poi sussiste il rischio di caldo estremo verso i 40°C.

Abbiamo consultato i dati degli ultimi 30 giorni, e notiamo che a Milano Linate dal 13 giugno la massima è sempre oltre i 30°C, con 7 giorni oltre i 35°C. Clamorosa Firenze, che ha situazione analoga ma con ben 14 giorni consecutivi oltre 35°C di cui 7 consecutivi da “febbre”, oltre i 37°C. Meno estrema invece la situazione a Roma e al sud, per ragioni sinottiche meno colpite dall’onda di calore.

Se allarghiamo lo sguardo anche a maggio, ha avuto a Milano 10 giorni caldi, così nel corso della “stagione calda” allargata, sono già 37 i giorni oltre 30 gradi.

Ricordiamo che anche in piena estate sarebbe normale, climaticamente, avere dei passaggi di fronti freddi veramente rinfrescanti, con brevi fasi di giornate comunque estive, ma piacevoli, a 26-28°C e senza notte tropicale.
Di fatto dunque siamo sotto una continua “ondata di caldo”, con fasi acute prolungate di onda di calore e picchi di caldo estremo.

Quando terminerà l’ondata di caldo permanente?

Quella che sta iniziando ora dunque non è, a rigore, una nuova onda di calore, ma una fase acuta nell’ambito di una estate di caldo intenso persistente. Ci sarà però anche un picco di caldo estremo fra il 16 e 18 luglio, con massime attorno ai 40°C un po’ in tutt’Italia e addirittura anche superiori nell’interno si Sardegna e Sicilia.

Seguirà una flessione, ma non una vera rinfrescata, ECMWF in molte città non vede scendere il termometro sotto ai 30°C per almeno 12-15 giorni.
Andando oltre ci affidiamo a cluster e subseasonal ECMWF, da cui pur senza dettagli il caldo pare dominare per diverse settimane. Del resto il periodo climaticamente peggiore dell’anno deve ancora arrivare, compresi i ben noti giorni della canicola di inizio agosto.