Oltre 100 mm di pioggia in una settimana: il Friuli è la regione più a rischio tra l'8 e il 14 giugno

Dalle analisi del nostro modello di riferimento, ECMWF, a medio termine, tra lunedì 8 e domenica 14 giugno sulle aree pedemontane del Friuli-Venezia Giulia, in particolare nell'Udinese, potrebbero accumularsi complessivamente oltre 100 mm di pioggia.
Tra l'8 e il 14 giugno il Friuli-Venezia Giulia si conferma la regione più esposta all'instabilità atmosferica del Nord Italia. La sua posizione geografica, al confine con l'arco alpino orientale e aperta alle influenze umide da sud-ovest, la rende particolarmente vulnerabile a fenomeni convettivi intensi.
Le previsioni del modello ECMWF indicano accumuli di pioggia che potrebbero superare i 100 mm sull'Udinese in una settimana, con temporali pomeridiani ricorrenti sulle aree alpine e prealpine.
Questo scenario, tipico di una fase di transizione estiva, vedrà il passaggio di impulsi perturbati o di aria umida in quota che alimenteranno episodi di piogge e temporali, soprattutto sulle aree alpine e prealpine.
Il Friuli-Venezia Giulia la regione più esposta
Dalle analisi del nostro modello di riferimento, ECMWF, a medio termine, tra il 7 e il 14 giugno sulle aree pedemontane, in particolare nell'Udinese, potrebbero accumularsi complessivamente oltre 100 mm di pioggia. Sulle Alpi orientali, vicino i confini con l’Austria, gli accumuli saranno ancora più elevati.

Si tratterà però di precipitazioni diluite in più episodi temporaleschi, distribuiti nell'arco della settimana, piuttosto che di un evento continuo e generalizzato che rischierebbe di provocare danni e disagi sul territorio.
Il ruolo chiave dell'orografia friulana
L'orografia del Friuli gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo e nell'intensificazione dei moti convettivi, nelle ore pomeridiane e serali. Le Prealpi Carniche e Giulie, insieme alla pianura che digrada rapidamente verso la costa, creano un ambiente ideale per il sollevamento forzato delle masse d'aria calde e umide.
Questo meccanismo orografico amplifica l'instabilità preesistente, anche con geopotenziale alto in quota, il riscaldamento diurno del suolo e l'umidità disponibile in basso strati possono innescare celle temporalesche autonome, soprattutto nel pomeriggio e nelle prime ore serali.

Nell'Udinese pedemontano, dove l'effetto di sbarramento è più marcato, gli accumuli possono risultare significativi in tempi brevi, con il rischio di fenomeni forti o grandine isolata.
Evoluzione attesa nel periodo tra l'8 e il 14 giugno
Nei prossimi giorni, soprattutto fra l’8 e il 10 giugno, saranno possibili episodi sparsi di instabilità, più probabili sui rilievi e in estensione alle pedemontane. Accumuli moderati, con temporali pomeridiani.
Fra l’11 e il 14 giugno la situazione potrebbe diventare più dinamica, con maggiore probabilità di rovesci e temporali organizzati. È in questa fase che gli accumuli potrebbero avvicinarsi o superare i 100 mm cumulati sulle zone più esposte, lungo la pedemontana.
Le temperature si manterranno generalmente sopra la media stagionale, con valori massimi tra i +24°C e i +28°C in pianura, favorendo ulteriormente lo sviluppo convettivo diurno.
Le precipitazioni non saranno però uniformi, mentre le aree montane e pedemontane riceveranno i quantitativi maggiori, la fascia costiera e la bassa pianura saranno interessate in modo più intermittente e marginale.
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