Scacco matto al flusso zonale, il gelo continentale si preparerà ad invadere l'Europa a fine mese

Crescono le probabilità di un ritorno del freddo e del gelo in Europa grazie ad una congeniale configurazione barica che chiuderà le porte al flusso zonale verso il continente. Ecco cosa potrebbe accadere.
Dopo la temporanea ripresa del flusso zonale, nei prossimi giorni, si assisterà ad un cambio di circolazione, su scala emisferica, che rischia di avere importanti ripercussioni sul tempo di fine gennaio.
Si tratterà di un complesso "effetto domino" che parte dai tropici per arrivare fino ai confini della stratosfera polare, spalancando nuovamente le porte del freddo sul vecchio continente.
Lo sviluppo di blocchi anticiclonici sul Nord Europa
Il protagonista principale della carta di analisi sarà lo scand blocking. In meteorologia, questo termine indica la formazione di una possente area di alta pressione posizionata sopra la Penisola Scandinava.
Questo anticiclone agisce come un vero e proprio "muro" (blocco) che impedisce alle perturbazioni atlantiche, cariche di aria mite e umida, di attraversare l'Europa.

Quando la circolazione zonale (da ovest verso est) si ferma, l'atmosfera è costretta a muoversi in senso opposto o lungo i meridiani, aprendo la strada a masse d'aria di origine polare continentale, se non addirittura russa.
Il motore tropicale: il ruolo della MJO
Sembra incredibile, ma il gelo in Europa potrebbe essere smosso anche dal contributo dei temporali equatoriali del Pacifico. L'analisi cita la Madden-Julian Oscillation (MJO) nelle fasi 7 e 8.
Va però precisato che la Madden-Julian Oscillation non favorisce direttamente lo sviluppo di questi anticicloni di blocco. Bensì, con il suo contributo di calore in troposfera, agevola l’amplificazione verso le alte latitudini delle onde di Rossby, che a loro volta alimenta lo sviluppo di queste creste anticicloniche alle alte latitudini.

In questo momento diverse onde Rossby stanno viaggiando dal Pacifico attraverso il continente americano, pronte a dare la spinta decisiva per gonfiare l'anticiclone scandinavo proprio verso la fine del mese.
I possibili flussi di calore in stratosfera
Quando le onde di Rossby sono molto forti, possono "urtare" e frangersi attorno il vortice polare stratosferico. È come se inviassero dei calci verso l'alto che trasferiscono calore e momento (energia di movimento).

Se questo disturbo sarà profondo, il vortice polare potrebbe destabilizzarsi, inviando i suoi frammenti gelidi verso le medie latitudini, Italia compresa. Anche se al momento questa probabilità rimane molto bassa.
L’arrivo del freddo in Italia
Se questo schema verrà confermato, l'Italia si troverebbe in una posizione di "scivolo". Con l'alta pressione sulla Scandinavia, l'aria fredda russa o artica sarebbe costretta a scorrere lungo il bordo orientale del blocco, dirigendosi verso sud-ovest.
Attualmente è impossibile conoscere esattamente la traiettoria e la reale intensità del canale freddo che si aprirà sull’Europa. Ma dato il contesto generale non è escluso l’irrompere del freddo continentale su alcune parti della nostra Penisola entro la fine del mese. Se il freddo interagirà con l’aria umida sul Mediterraneo, potremmo assistere anche ad importanti eventi nevosi.