Il "Super El Niño" rientra nella categoria "molto forte" dopo aver raggiunto i +2°C
El Niño 2026-2027 ha raggiunto la soglia della categoria “molto forte” registrando la scorsa settimana un’anomalia relativa di +2°C nella regione Niño 3.4. Il riscaldamento è tra i primi e i più intensi mai osservati, paragonabile al 1997.

Secondo i dati della NOAA diffusi questo lunedì 14 settembre, l’anomalia relativa della temperatura della superficie del mare (TSM) nella regione di monitoraggio del fenomeno El Niño (Niño 3.4) ha raggiunto per la prima volta +2°C nell’evento 2026-2027, entrando nella soglia della categoria “molto forte”. Sebbene ufficialmente l’intensità di El Niño venga stabilita sulla base di una media trimestrale e non settimanale, questa è la prima settimana che rientra nella categoria “molto forte”. Ecco i dettagli.
Il riscaldamento nel Pacifico raggiunge un’anomalia di +2°C
Mentre il mese di agosto è stato caratterizzato da un rallentamento del riscaldamento nell’Oceano Pacifico equatoriale, con le anomalie stabili intorno a 1,8°C, la settimana centrata sul 9 settembre è tornata a riscaldarsi e, per la prima volta nel 2026, l’anomalia ha raggiunto i +2°C, la soglia di un evento “molto forte” — o di un “Super El Niño”, come è stato convenzionalmente definito dai media.
Il grafico qui sotto mostra l’andamento delle anomalie relative della TSM dal settembre 1981, inizio della serie storica resa disponibile dalla NOAA, evidenziando le date in cui ogni evento ha raggiunto per la prima volta un’anomalia di +2°C.

In questa serie storica, l’analisi di Meteored evidenzia che l’evento del 2026 è praticamente alla pari con quello del 1997, uno degli eventi più intensi della storia, quando la soglia di +2°C fu raggiunta nella settimana centrata sul 3 settembre, con meno di una settimana di differenza.
Se consideriamo i dati “grezzi” delle anomalie assolute della TSM, vale a dire senza sottrarre il valore del “riscaldamento di fondo” degli oceani tropicali, come invece avviene con l’anomalia relativa, il riscaldamento è ancora più eccezionale e si avvicina ai 3°C (+2,9°C nell’ultima settimana, secondo i dati della NOAA).
Questo significa che il riscaldamento medio degli oceani tropicali sta aggiungendo quasi 1°C nella zona centrale del Pacifico equatoriale.
Il riscaldamento del 2026 è eccezionale
Il grafico qui sotto mostra l’evoluzione della TSM nella regione Niño 3.4 dal 1981, la principale area utilizzata per il monitoraggio di El Niño. La linea rossa rappresenta il 2026, mentre quella gialla corrisponde al 2025. Le linee nere mostrano le climatologie di riferimento (1982-2010 e 1991-2020), mentre le linee grigie rappresentano gli altri anni della serie storica.
Questo comportamento si riflette in una sequenza storica di record. Da più di 90 giorni consecutivi, la temperatura giornaliera della superficie del mare nella regione Niño 3.4 è la più alta mai osservata per ciascuna delle rispettive date dall’inizio della serie storica, nel 1981.
Nonostante ciò, il 2026 non detiene ancora il record assoluto della serie. Il valore più alto mai registrato nella regione Niño 3.4 si è verificato nel novembre 2015, quando la temperatura media giornaliera ha raggiunto i 29,82°C durante uno degli eventi di El Niño più intensi mai osservati.

Tuttavia, il confronto con il 2015 richiede cautela. Il record fu raggiunto in prossimità del picco di quell’evento, mentre l’attuale El Niño è ancora in fase di intensificazione e siamo soltanto a settembre. In altre parole, il fenomeno del 2026 ha ancora ampio margine per continuare a riscaldarsi nelle prossime settimane.
Le previsioni dei principali modelli climatici indicano un picco superiore a 3°C di anomalia nella regione Niño 3.4 tra ottobre e novembre. Inoltre, una grande quantità di acqua calda rimane accumulata sotto la superficie del Pacifico tropicale, fornendo energia per il mantenimento e una possibile intensificazione del fenomeno. Se questo scenario sarà confermato, il record assoluto osservato nel 2015 sarà probabilmente superato entro la fine dell’anno.