Allerta caldo, i meteorologi colorano di rosso le mappe per fare allarmismo? No: è il clima che è cambiato

Le sempre più intense e prolungate ondate di calore estivo scatenano ogni volta la discussione. C’è chi sostiene che è tutto normale, perché in estate deve fare caldo. E c’è anche chi accusa i meteorologi di fare allarmismo colorando apposta di rosso le mappe. Come stanno veramente le cose?

Da qualche anno, con le sempre più frequenti, intense e durature ondate di caldo, si scatenano anche i tormentoni degli scettici del cambiamento climatico. Si sentono sempre più affermazioni come “è estate ed ha sempre fatto caldo”, “è luglio, deve far caldo” e simili. Un'altra affermazione che si è diffusa è il luogo comune secondo cui le mappe meteo sarebbero ora volutamente più rosse del passato, a parità di temperatura. Qualcuno accusa perfino i meteorologi di farlo apposta, per creare allarmismo, per acchiappare click, per promuovere l’auto elettrica e il cappotto termico.
Naturalmente non c’è niente di vero in tutto questo.

Caldo nel 1976 con mappe più chiare?

Alcuni meme diffusi via social nella scorsa ondata di caldo di maggio 2026, confrontavano due presunte previsioni con le stesse temperature, ma con mappe pallide nel 1976 e rosso vivo nel 2026. Anzitutto, basta consultare annali e reanalisi, nel 1976 non vi fu nessuna ondata eccezionale di caldo in Italiaa maggio, ma anche nell'estate.

Se andiamo a ben vedere per esempio a Bologna vi furono in effetti diversi giorni caldi, ma non furono mai superati i 33°C. A Roma il giorno più caldo fu di appena 32°C, e agosto fu perfino fresco, mai oltre i 30°C.
C’è però dell’altro, in quegli anni quotidiani e TV presentavano mappe solo in bianco e nero, dunque è ridicolo parlare di mappe pitturate in rosso rispetto a quell’epoca, semplicemente non erano rosse perché non esisteva la TV a colori!

D’estate ha sempre fatto caldo, ma ora fa più caldo

Se anche in questi giorni, almeno al momento, non si sono superati record storici assoluti, non vuol dire che l’ondata di caldo non sia anomala. Non basta confrontare “oggi ci sono stati 35°C, ma anche nel tal anno ci furono 35°C” per fare climatologia. Ma il clima non funziona così e i cambiamenti climatici si vedono soprattutto nelle medie e negli indici climatici.

Oggi rispetto agli anni Settanta abbiamo più notti tropicali, ovvero notti con temperatura minima maggiore di 20°C, più giorni caldi con Tmax oltre i 30°C, più periodi caldi intesi come sequenze di giorni che superano il 90° percentile della media rispetto ai periodi di riferimento standard della climatologia.

La mappa delle anomalie termiche è uguale estate e inverno, qua il rosso non significa caldo in termini assoluti ma relativi, rispetto alla media climatica.
La mappa delle anomalie termiche è uguale estate e inverno, qua il rosso non significa caldo in termini assoluti ma relativi, rispetto alla media climatica.

Secondo ISPRA per esempio nel 2024 in Italia ci sono state mediamente 25 notti tropicali in più del passato, e nel 2025 17 ondate di calore. I 30°C paiono la normalità ora, ma se guardiamo per esempio alla lunga serie dell’Osservatorio Geofisico di Modena scopriamo che fino agli anni 1980 raramente si avevano più di 20 giorni caldi all’anno, ora sono in media almeno 60, con picchi di 80 giorni caldi in estati estreme come 2003 e 2023.

I motivi: sindrome della rana e bias cognitivi

Le ripetute ondate di caldo degli ultimi anni ci stanno facendo apparire normale ciò che in passato non lo era. In pratica è la sindrome della rana bollita. Che dice:

se metto una rana in una pentola con l’acqua bollente, la rana salta fuori e si salva, ma se scaldo l’acqua poco alla volta, la rana si lessa.

In pratica la rana non si accorge del cambiamento perché avviene poco alla volta, ma inesorabile fino a portarci in zona pericolosa.
A questo si aggiungono i bias mentali e psicologici, per cercare di rifugiarsi da una scomoda verità.

La scala colorimetrica di Meteored usa il rosso a partire dai 30°C, poi via via più scuro col salire della temperatura, mentre per opposto l'azzuro inizia da 0°C. I colori non cambiano con la stagione, e non sono stati cambiati.
La scala colorimetrica di Meteored usa il rosso a partire dai 30°C, poi via via più scuro col salire della temperatura, mentre per opposto l'azzuro inizia da 0°C. I colori non cambiano con la stagione, e non sono stati cambiati.

Il bias della normalità, secondo cui ciò che vediamo sempre più spesso diventa normale anche quando non lo è, o non lo era in passato. Il Bias della disponibilità: ricordiamo meglio le sensazioni dei dati. "Da bambino faceva caldo anche allora." Ma la climatologia non si fa con sensazioni e ricordi personali, si fa con dati osservati, modelli e metodi statistici. Infine il bias di conferma: cerchiamo informazioni che confermano ciò che già pensiamo, o ciò che vorremmo per cercare di evitare di affrontare grandi problemi.

Non è il colore delle mappe che cambia

Le mappe moderne usano colori più contrastati, ma questo avviene già da molti anni. I colori sono fissi, con scale colorimetriche identiche inverno ed estate, proprio per dare un riferimento all’utente. Si può discutere di grafica. Si può discutere di comunicazione.

Ma non si può discutere di un dato di fatto: un colore non cambia la temperatura. Il colore usato non aumenta le notti tropicali. Il colore non aumenta la media delle temperature o il numero di giorni caldi consecutivi. Ma c’è di più, ci sono altri elementi che ci confermano che le estati sono più calde.

Il colore non fa ritirare i ghiacciai, non aumenta la dimensione dei chicchi di grandine o la violenza dei temporali, e non fa innalzare il livello del mare. I gas serra si, e il colore non basta per negare quel che dobbiamo fare: abbandonare i combustibili fossili, fermare la deforestazione, piantare alberi e rendere più sostenibili agricoltura e zootecnica. Solo così si potranno combattere veramente le ondate di caldo.