Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?

Con l'avvento del fenomeno di El Niño la Sicilia, e molte altre aree dell'Europa meridionale, si dovranno preparare ad una carenza di piogge nei prossimi anni?

Il legame tra El Niño e le condizioni climatiche in Sicilia non è diretto, ma indiretto e mediato dalla circolazione atmosferica locale nell’area euro-atlantica.
Il legame tra El Niño e le condizioni climatiche in Sicilia non è diretto, ma indiretto e mediato dalla circolazione atmosferica locale nell’area euro-atlantica.

Il ritorno di El Niño previsto entro l’estate non determinerà automaticamente una siccità in Sicilia, ma studi scientifici mostrano una teleconnessione che aumenta significativamente la probabilità di condizioni più secche e calde nel Mediterraneo, soprattutto nella fase di transizione verso il 2027.

El Niño nasce come fenomeno oceanico nel Pacifico equatoriale e, solo quando il segnale si trasmette all’atmosfera, altera la circolazione globale. Questo influenza l’Oscillazione Nord Atlantica (NAO) e la posizione dell’anticiclone subtropicale, modificando così i percorsi delle perturbazioni atlantiche verso l’Europa meridionale.

Cosa succede periodicamente negli anni di El Niño

Durante fasi El Niño (soprattutto medie-forti), si osservano spesso spostamento verso nord o indebolimento delle perturbazioni atlantiche. Al contempo si avverte un rafforzamento e prolungamento di anticicloni sul Mediterraneo.

Ciò si traduce, spesso, in una sensibile riduzione delle precipitazioni e aumento delle temperature, con maggiore evaporazione.

Gli effetti sul Mediterraneo arrivano tipicamente con 6-12 mesi di ritardo rispetto al picco oceanico di El Niño. Un evento che si sviluppa nell’autunno/inverno 2026/27 avrà quindi l’impatto maggiore sulla primavera-estate 2027 in Sicilia.

Il ruolo della circolazione dominante sull’area euro-atlantica

Il legame tra El Niño e le condizioni climatiche in Sicilia non è diretto, ma indiretto e mediato dalla circolazione atmosferica locale nell’area euro-atlantica. El Niño modifica i pattern globali, ma i suoi effetti sul Mediterraneo dipendono fortemente da come questi segnali si combinano con modalità di variabilità regionale come l’Oscillazione Nord Atlantica (NAO) e altri pattern di circolazione locale.

Gli effetti sul Mediterraneo arrivano tipicamente con 6-12 mesi di ritardo rispetto al picco oceanico di El Niño. Un evento che si sviluppa nell’autunno/inverno 2026/27 avrà quindi l’impatto maggiore sulla primavera-estate 2027 in Sicilia.
Gli effetti sul Mediterraneo arrivano tipicamente con 6-12 mesi di ritardo rispetto al picco oceanico di El Niño. Un evento che si sviluppa nell’autunno/inverno 2026/27 avrà quindi l’impatto maggiore sulla primavera-estate 2027 in Sicilia.

El Niño si sviluppa inizialmente come fenomeno oceanico nel Pacifico equatoriale. Solo quando il segnale di riscaldamento si trasmette all’atmosfera altera la circolazione di Walker e genera onde Rossby che si propagano verso est. Queste onde possono influenzare l’area euro-atlantica, ma l’impatto finale sul Mediterraneo dipende dalla risposta della circolazione locale.

Molto importante sarà l’impatto dell’interazione con la NAO (spesso verso fase negativa o neutra durante El Niño forti). Poi bisognerà vedere pure la posizione e intensità dell’anticiclone subtropicale e come la sua distribuzione influenzi il percorso dei fronti e delle depressioni sull’Atlantico.

Evidenze scientifiche principali

In uno studio di Vicente-Serrano et al. (2005), pubblicato su Water Resources Research analizza l’impatto di El Niño/La Niña sulla siccità nella Penisola Iberica (area con teleconnessioni simili al Sud Italia).

Durante i mesi estivi e autunnali di anni di El Niño si registrano valori significativamente negativi dell’SPI (Standardized Precipitation Index), indicativi di siccità, soprattutto nelle zone costiere mediterranee. Il segnale è più marcato in primavera-estate.

Nello studio di Kambezidis et al. (2024), pubblicato su Atmosphere, si evidenzia una teleconnessione tra ENSO e il Mediterraneo. El Niño influenza la NAO e altera le proprietà degli aerosol e il bilancio radiativo. Eventi El Niño forti tendono a produrre un effetto di raffreddamento relativo (ma con maggiore stabilità atmosferica) e correlano con anomalie di precipitazione nel bacino.

Analisi storiche e modelli mostrano che alcuni El Niño estremi sono associati a grandi siccità in Europa meridionale.
Analisi storiche e modelli mostrano che alcuni El Niño estremi sono associati a grandi siccità in Europa meridionale.

Studi sul Mediterraneo più ampio (Mariotti et al. e altri) confermano che la variabilità interannuale delle precipitazioni euro-mediterranee può essere influenzata da ENSO, con variazioni stagionali. Si registrano condizioni più secche in certe fasi El Niño, specialmente quando combinate con NAO negativa.

Analisi storiche e modelli mostrano che alcuni El Niño estremi sono associati a grandi siccità in Europa meridionale. La correlazione non è perfetta (è una teleconnessione, non una relazione causa-effetto diretta), ma diventa più robusta quando El Niño è forte.

Il ruolo amplificatore del cambiamento climatico

La siccità in Sicilia non dipende solo da El Niño. Il riscaldamento globale rende già il Mediterraneo uno dei hotspot mondiali per l’aumento delle siccità. El Niño aggiunge 0,1-0,2°C alle temperature globali e aumenta l’evaporazione, aggravando lo stress idrico su una regione già vulnerabile.

In Sicilia, dove le reti idriche perdono molta acqua e l’agricoltura è fortemente dipendente dalle piogge invernali-primaverili, un nuovo deficit di piogge, possibile a partire dal 2027, fino ai prossimi 2-3 anni successivi, può tradursi in una siccità idrologica prolungata fino all’estate.

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