Super El Niño in arrivo: cosa cambierà davvero per l'estate 2026 in Italia. Facciamo chiarezza

In questo articolo cercheremo di fare chiarezza sul fenomeno di El Niño e le sue possibili implicazioni sull'Italia, nei prossimi mesi. Davvero El Niño può influenzare il clima sull'Italia?

Le proiezioni indicano che El Niño sarà ancora nella fase iniziale o di rafforzamento durante i mesi estivi 2026. Il suo picco di influenza più probabile arriverà in autunno-inverno. Per questo, non sarà El Niño a determinare il carattere della prossima estate in Europa.
Le proiezioni indicano che El Niño sarà ancora nella fase iniziale o di rafforzamento durante i mesi estivi 2026. Il suo picco di influenza più probabile arriverà in autunno-inverno. Per questo, non sarà El Niño a determinare il carattere della prossima estate in Europa.

Si parla tanto del ritorno di El Niño, il fenomeno climatico periodico che scalda le acque dell’Oceano Pacifico equatoriale e che, secondo le ultime previsioni NOAA e WMO, ha elevate probabilità di svilupparsi entro luglio 2026 per poi consolidarsi e potenzialmente intensificarsi nei mesi successivi, fino all’inverno 2026-2027.

Molti si chiedono subito se El Niño causerà un’estate rovente in Italia e in Europa. La risposta è chiara e va data senza giri di parole, come cercheremo di fare in questo articolo.

Perché El Niño non comanda da noi

El Niño è un fenomeno potentissimo, ma la sua azione sul clima europeo e mediterraneo è indiretta e mediata. Non ordina la circolazione atmosferica, come fa sulle coste americane o in Asia sud-orientale.

Da noi, il bambino (El Niño) deve sempre “chiedere il permesso” alla circolazione atmosferica dominante tra Atlantico ed Europa. le configurazioni di alta e bassa pressione, lo spostamento del getto polare, l’oscillazione NAO (North Atlantic Oscillation) e i blocchi anticiclonici di origine subtropicale o africana.

In pratica, il pattern globale indotto da El Niño può favorire o sfavorire certe configurazioni, ma è la circolazione locale euro-atlantica a decidere se l’anticiclone africano o subtropicale si pianta sul Mediterraneo, se arrivano perturbazioni atlantiche o se prevalgono condizioni stabili e calde. Senza questa interazione con la circolazione regionale, El Niño da solo non basta a imporci siccità o ondate di calore prolungate.

El Niño e l’estate 2026

Le proiezioni indicano che El Niño sarà ancora nella fase iniziale o di rafforzamento durante i mesi estivi 2026. Il suo picco di influenza più probabile arriverà in autunno-inverno. Per questo, non sarà El Niño a determinare il carattere della prossima estate in Europa.

El Niño da solo non basta a imporci siccità o ondate di calore prolungate, senza le interazioni con la circolazione locale.
El Niño da solo non basta a imporci siccità o ondate di calore prolungate, senza le interazioni con la circolazione locale.

Le anomalie termiche e pluviometriche estive dipenderanno principalmente dalle configurazioni di blocco ad alta quota, dal trasporto di aria calda dal Sahara e in parte anche dalla circolazione monsonica fra Asia e Africa. Fenomeni che possiamo osservare anche in anni senza El Niño (basti pensare alle estati del 2022 o 2023/2024 in varie fasi ENSO).

Il caldo nel Mediterraneo, purtroppo non serve solo El Niño

Questo è forse il punto più importante e “scomodo”. Per avere caldo intenso, siccità e ondate di calore in Europa meridionale e nel Mediterraneo non serve El Niño. Possiamo averle (e le abbiamo avute) anche in condizioni neutrali o persino con La Niña. Il riscaldamento globale di fondo, unito a dinamiche regionali favorevoli (come l’espansione verso nord dell’anticiclone subtropicale), è più che sufficiente.

El Niño può al massimo aumentare le probabilità o l’intensità in certi periodi dell’anno (ad esempio favorendo, in alcuni casi storici, condizioni più calde su parte dell’Europa settentrionale-centrale o alterando le piogge autunnali/invernali), ma non è direttamente responsabile principale delle nostre estati bollenti.

El Niño può al massimo aumentare le probabilità o l’intensità in certi periodi dell’anno (ad esempio favorendo, in alcuni casi storici, condizioni più calde su parte dell’Europa settentrionale-centrale o alterando le piogge autunnali/invernali), ma non è direttamente responsabile principale delle nostre estati bollenti.
El Niño può al massimo aumentare le probabilità o l’intensità in certi periodi dell’anno (ad esempio favorendo, in alcuni casi storici, condizioni più calde su parte dell’Europa settentrionale-centrale o alterando le piogge autunnali/invernali), ma non è direttamente responsabile principale delle nostre estati bollenti.

Attribuirgli troppa colpa rischia di far passare in secondo piano le tendenze di lungo periodo legate ai gas serra e alla variabilità naturale euro-atlantica.

Cosa dobbiamo aspettarci sulla prossima estate?

Il segnale di El Niño sarà ancora debole o in sviluppo. Il meteo dipenderà dalle configurazioni atlantiche e mediterranee classiche. Il caldo anomalo è possibile (e statisticamente più probabile negli ultimi anni per via del trend climatico), ma non garantito dal Niño.

Riguardo l’autunno e l’inverno successivo, quello del 26/27, l’influenza indiretta di un El Niño (eventualmente forte) potrebbe essere più marcata, con possibili effetti su piogge, NAO e temperature medie.

A livello globale, invece, El Niño contribuirà a rendere il 2026 o soprattutto il 2027 tra gli anni più caldi a livello planetario, sovrapponendosi al riscaldamento antropico.

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