El Niño: cos’è il fenomeno climatico da ripassare in vista dei prossimi mesi

El Niño è un fenomeno climatico naturale del Pacifico che influenza il clima globale. Comprenderne i meccanismi, tra venti Alisei e onde oceaniche, è fondamentale per interpretare le variazioni climatiche e prepararsi ai suoi effetti futuri.

Si tramanda che i pescatori peruviani siano stati i primi a notare come il riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico avveniva generalmente in prossimità della nascita "del bambino (El Nino)", cioè nel periodo di Dicembre, da cui il nome a questo fenomeno climatico.
Si tramanda che i pescatori peruviani siano stati i primi a notare come il riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico avveniva generalmente in prossimità della nascita "del bambino (El Nino)", cioè nel periodo di Dicembre, da cui il nome a questo fenomeno climatico.


Per comprendere il fenomeno di El Niño (per esteso chiamato El Niño Southern Oscillation ENSO) è necessario partire da alcuni concetti fondamentali legati alla distribuzione del calore sulla Terra.

Di tutta la superficie terrestre quella che riceve dal Sole la maggior quantità di calore è la fascia tropicale, una cintura che si estende dalla latitudine -230 (il cosiddetto “Tropico del Capricorno”) alla latitudine +230 (il cosiddetto “Tropico del Cancro”).

Questa fascia attraversa sia la terraferma sia gli oceani. In particolare, a differenza della terraferma, gli oceani svolgono un ruolo chiave come serbatoio e regolatore termico del sistema climatico.

Essi assorbono oltre l'85% dell'eccesso di calore trattenuto dall’atmosfera terrestre per l'aumentato effetto serra. Tuttavia, l'equilibrio che l’oceano svolge, nello specifico l'Oceano Pacifico, può alterarsi dando origine a variazioni climatiche su scala globale.

Il ruolo degli oceani e dei venti alisei

Il calore accumulato nella fascia tropicale dell'Oceano Pacifico è soggetto a spostamenti su grande scala, non tanto in latitudine, come avviene per la corrente del Golfo nell'Oceano Atlantico, piuttosto in longitudine.

La causa principale di questo spostamento è rappresentata dai venti Alisei, venti tropicali che soffiano da Sud-Est e da Nord-Est verso Ovest, favorendo un trasferimento di acqua calda dalle coste pacifiche dell’America Latina verso le coste orientali, cioè verso l'Australia e l'Indonesia.

Questo trasferimento può essere intensificato o smorzato dalla formazione delle onde oceaniche di Kelvin e di Rossby.

Le onde di Kelvin e Rossby: i motori nascosti

Queste onde vanno pensate come perturbazioni dinamiche con estensione di centinaia di km che si propagano lentamente anche sotto il livello superficiale e che riescono nell’arco di mesi (Kelvin) o anche più lentamente (Rossby) a trasmettere anomalie di calore e variazioni della profondità della termoclina, cioè lo strato che separa l’acqua calda superficiale da quella fredda più profonda.

Le onde oceaniche di Kelvin si propagano da Ovest verso Est, mentre quelle di Rossby in direzione opposta. Entrambe sono onde dinamiche legate alla rotazione terrestre e le variazioni dei venti tropicali ne innescano la propagazione.

Il fenomeno di El Niño e de La Niña sono il risultato della combinazione di questi tre meccanismi, Alisei, onde di Kelvin e onde di Rossby. Dei tre, è l’intensità degli Alisei che determinerà l’innesco dell'uno o dell'altra.

Questa mappa si riferisce ad un evento El Nino del 1997. E' una mappa altimetrica dove il colore bianco in direzione della costa dell'America Latina indica un'anomalia nel livello del mare superiore ai 35 cm, anomalia che ben mappa anche quella di calore, e il porpora un'anomalia inversa in direzione della costa orientale (Australia e Indonesia).
Questa mappa si riferisce ad un evento El Nino del 1997. E' una mappa altimetrica dove il colore bianco in direzione della costa dell'America Latina indica un'anomalia nel livello del mare superiore ai 35 cm, anomalia che ben mappa anche quella di calore, e il porpora un'anomalia inversa in direzione della costa orientale (Australia e Indonesia).

Quando i venti Alisei si indeboliscono, si ha una redistribuzione del calore da Ovest verso Est, la temperatura media oceanica di fronte alle coste dell’America Latina si innalza, la termoclina si abbassa e si ha il fenomeno di El Niño. Quando i venti Alisei si rinforzano, si ha una redistribuzione di calore da Est verso Ovest, la temperatura media oceanica di fronte alle coste dell’America Latina si abbassa e si ha il fenomeno de La Niña.


In questo scenario, che sarebbe solamente dipendente dagli Alisei, si inseriscono le onde di Kelvin e di Rossby che hanno l'effetto combinato di intensificare ancor più questi fenomeni, come anche di smorzarli.

L’interazione tra onde rapide di Kelvin e quelle più lente di Rossby può amplificare o smorzare sia El Niño che La Niña.

Effetti climatici, ciclicità e capacità di previsione

Durante il fenomeno di El Niño, di fronte alle coste dell'America Latina la superficie oceanica ha temperature di alcuni gradi superiori alla media, il livello degli oceani lì cresce di oltre 30 cm, la termoclina diventa più profonda, riducendo la risalita di acqua fredda (upwelling), e favorendo il riscaldamento superficiale. L'eccesso di evaporazione carica l'atmosfera di così tanta umidità da produrre una stagione di piogge torrenziali.

Le due mappe mostrano l'evoluzione dell'anomalia nella temperatura superficiale dell'Oceano Pacifico che nell'arco di 1 anno ha portato alla manifestazione dell'evento di El Nino nel 2015. Credit: NASA Earth Observatory maps by Michala Garrison, using data from the MUR SST (Multi-scale Ultra-high Resolution Sea Surface Temperature) project.
Le due mappe mostrano l'evoluzione dell'anomalia nella temperatura superficiale dell'Oceano Pacifico che nell'arco di 1 anno ha portato alla manifestazione dell'evento di El Nino nel 2015. Credit: NASA Earth Observatory maps by Michala Garrison, using data from the MUR SST (Multi-scale Ultra-high Resolution Sea Surface Temperature) project.

Durante il fenomeno de La Niña, essendo stato il calore dell’oceano trasportato verso l'Asia, la superficie dell'oceano di fronte alle coste dell'America Latina risulta alcuni gradi più fredda del normale, la termoclina si alza per cui viene facilitata la risalita in superficie di acqua fredda. La riduzione drastica di umidità atmosferica tende a determinare una stagione più fresca e secca.

Durante El Niño si hanno tendenzialmente piogge torrenziali in molte regioni dell’America Latina, ma siccità e incendi dal lato opposto, cioè in Australia e Indonesia. Durante La Niña, si ha clima fresco secco e arido in molte regioni dell’America Latina e piogge torrenziali sulla costa orientale pacifica.

Se gli effetti sulle coste dell'America Latina e su quelle opposte, cioè quelle australiane e indonesiane sono diretti, sono indiretti gli effetti sugli altri continenti: El Niño favorisce il rilascio di calore dall’oceano all’atmosfera, aumentando temporaneamente la temperatura globale.

Il fenomeno non è strettamente periodico, si ripresenta a distanza tra 2 e 7 anni. L'ultimo evento di El Niño è stato registrato nel 2023-2024.

Il prossimo non sappiamo esattamente quando si verificherà. Secondo l'ultimo aggiornamento mensile sul clima stagionale globale della World Meteorological Organization (WMO), le osservazioni ed i modelli indicano la possibile formazione di condizioni favorevoli, già dal 2026 ma senza certezze sui tempi.

Anche l'intensità non è facilmente prevedibile, anche se con l'approssimarsi si parla sempre più di un super El Niño che dovrebbe portare ad anomalie di temperatura contribuendo temporaneamente a nuovi record di temperatura globale.

Grazie alle osservazioni satellitari e quelle in loco con le boe oceaniche che permettono di misurare livello e temperatura superficiale, possiamo in tempo quasi reale vedere la formazione di queste perturbazioni che trasmettono anomalie di calore e così prevedere il loro arrivo sulle coste, dando così indicazioni su quando si manifesterà il fenomeno di El Niño o de la Niña.

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