Eventi meteo estremi in Italia: cosa sono e quanto sono aumentati? I dati storici aggiornati al 2026

Alluvioni, grandinate, siccità e ondate di calore segnano sempre più spesso la cronaca italiana. Gli archivi di Legambiente e ISPRA permettono di ricostruire gli andamenti, distinguendo tra fenomeni atmosferici estremi e rispettivi danni registrati nel corso dei decenni.

Gli eventi estremi in Italia hanno causato gravi danni e vittime negli ultimi anni.
Gli eventi estremi in Italia hanno causato gravi danni e vittime negli ultimi anni.

Negli ultimi anni gli eventi meteorologici estremi sono diventati protagonisti sempre più frequenti delle cronache italiane, e non solo.

Sorge il dubbio se il numero di tali eventi stia oggettivamente aumentando rispetto al passato o sia solo risultato di una maggiore e più rapida diffusione di informazioni a livello nazionale.

La risposta a questi dubbi viene dalle osservazioni meteorologiche e dal censimento dei danni prodotti dagli eventi estremi, consultabili negli archivi scientifici.

1. Che cosa si intende per evento meteorologico estremo?

Un evento meteorologico estremo è un fenomeno che assume caratteristiche eccezionali rispetto alle condizioni climatiche normalmente osservate in un determinato luogo e periodo dell'anno.

Dal 2015 al 2025 gli eventi censiti sono passati da 60 a 376, con una crescita del 527%.
Dal 2015 al 2025 gli eventi censiti sono passati da 60 a 376, con una crescita del 527%.

Per un fenomeno meteorologico l’essere estremo dipende dalla località. Ad esempio, una stessa precipitazione di 100 millimetri in 24 ore può essere eccezionale in una località dove piove molto poco - quindi essere classificato come evento estremo - ed invece può essere abbastanza frequente in un'altra località, dove le piogge molto intense sono abituali - quindi non essere considerato come evento estremo.

Dipende anche dal periodo dell’anno. Un evento di pioggia intensa abbastanza frequente durante l’inverno in una data località, può diventare estremo nella stessa località se avviene in estate, quando la piovosità è generalmente bassa.

Per un fenomeno meteorologico l’essere classificato come estremo dipende dalla località e dal periodo dell’anno in cui avviene.

Per una classificazione quantitativa degli eventi meteo gli scienziati ricorrono generalmente ai percentili. Se l’intensità di un evento meteorologico supera, ad esempio, il 95° percentile allora viene classificato estremo.

Immaginate di avere per una data località 10.000 misure storiche di precipitazione giornaliera tutte relative al mese di Ottobre. Queste misure si distribuiranno tra un valore minimo (ad esempio 0 mm/giorno) ed uno massimo (ad esempio 35 mm/giorno). Immaginiate che il 95% di queste misure sia inferiore a 30 mm/giorno. Se il 4 Ottobre, ad esempio, cadono in un giorno 32 mm di pioggia, tale evento (superando il 95° percentile) sarà classificato come evento estremo per il mese di Ottobre.

Lo stesso esempio lo si può applicare non solo alla precipitazione, ma anche a grandinate violente, tempeste di vento, ondate di calore e periodi prolungati di siccità.

Un aspetto fondamentale è distinguere l'intensità del fenomeno dalle sue conseguenze. Lo stesso evento, ad esempio un'alluvione con una precipitazione di 100 mm/ora avrà un diverso impatto e diverse conseguenze che dipenderanno dalle caratteristiche del territorio, dall'urbanizzazione, dalla permeabilità del suolo e dalla capacità dei corsi d'acqua di smaltire le portate.

Nel 2025 dominano gli allagamenti da piogge intense (139), i danni da vento (86) e le esondazioni fluviali (37).
Nel 2025 dominano gli allagamenti da piogge intense (139), i danni da vento (86) e le esondazioni fluviali (37).

Per questo motivo succede che un episodio meteorologico particolarmente intenso non produce necessariamente una catastrofe (ad esempio sulla cima di una montagna isolata), mentre un fenomeno meno eccezionale che si verifica su una città può provocare danni enormi.

2. Come sono cambiati gli eventi estremi in Italia negli ultimi dieci anni?

ISPRA e l’Osservatorio Città Clima di Legambiente e possiedono preziosissimi archivi che raccolgono, rispettivamente, gli episodi meteorologici estremi e gli eventi che hanno prodotto danni sul territorio italiano. I numeri sono impressionanti: si passa da 60 eventi estremi con danni registrati nel 2015 ai 247 del 2020, ai 383 del 2023 e ai 376 del 2025.

Il numero di eventi estremi con danni in Italia è aumentato di di oltre il 500% nell’arco dei 10 anni dal 2015 a 2025.

Attenzione! Questo dato non dice che il numero di eventi estremi è aumentato del 500% ma è una percentuale che si riferisce agli eventi che hanno prodotto danni.

Nell'arco di tempo che va dal 2015 al 2025 il numero di eventi estremi censiti è aumentato di oltre cinque volte. L’anno più disastroso sotto questo aspetto è stato il 2023 seguito dal 2025.

Scia di sedimenti riversatasi nel Mare Adriatico, dopo intense precipitazioni e gli allagamenti del 2024 in Emilia Romagna. Credit: Sentinel/ESA
Scia di sedimenti riversatasi nel Mare Adriatico, dopo intense precipitazioni e gli allagamenti del 2024 in Emilia Romagna. Credit: Sentinel/ESA

Tra gli eventi estremi più dannosi registrati nel 2025 vi sono gli allagamenti dovuti alle piogge intense, con 139 casi, i danni causati dal vento, con 86 episodi, le esondazioni fluviali, con 37 episodi, le frane associate a precipitazioni con 33 eventi e danni da grandinate con 31 eventi.

Rispetto al 2024, nel 2025 gli eventi di temperature record sono aumentate in Italia del +94,1%, le frane da piogge intense aumentate del +42,4% e i danni causati da intense raffiche di vento del +28,3%.

Nei primi cinque mesi del 2026 gli eventi estremi disastrosi sono stati 82 eventi sull'intero territorio nazionale.

Questi dati testimoniano un aumento degli eventi dannosi documentati. Non dimostrano, da soli, che tutti i fenomeni atmosferici estremi siano diventati sei volte più frequenti.

ll rapporto causa-effetto tra il cambiamento climatico e l'impennata nell'aumento di eventi estremi che hanno prodotto danni è ben documentato.

3. Cosa confermano le misure scientifiche e quale ruolo ha il cambiamento climatico?

Il cambiamento climatico sta modificando concretamente le condizioni nelle quali si sviluppano gli eventi estremi, ma l'evoluzione non è identica per tutte le categorie di fenomeni. La fragilità rispetto alla diversa tipologia di eventi in generale sta aumentando.

Mentre le misure delle grandezze meteorologiche, e la costruzione di loro serie storiche, permettono in maniera oggettiva ed accurata di monitorare il cambiamento climatico, più complicato è avere un metro comune di misura dell’impatto di tali cambiamenti in termini di danni economici.

Comprenderne l'evoluzione degli eventi estremi è indispensabile per migliorare la prevenzione, i sistemi di allerta e le misure di adattamento ai rischi, soprattutto in Italia, essendo questa caratterizzata da territori densamente abitati, coste urbanizzate e diffusa fragilità idrogeologica.