Il “vento dell’eclissi” esiste davvero: la scienza conferma un mito di 300 anni

Il fenomeno è ancora più raro dell'eclissi stessa, dato che si può presentare solo se preesistono determinate condizioni in atmosfera. Ecco quali.

Quello che i presenti stavano sperimentando era il "vento dell'eclissi" (eclipse wind). Per oltre 300 anni, questo fenomeno è stato considerato poco più di una suggestione o un mito folkloristico.
Quello che i presenti stavano sperimentando era il "vento dell'eclissi" (eclipse wind). Per oltre 300 anni, questo fenomeno è stato considerato poco più di una suggestione o un mito folkloristico.

Durante la storica eclisse dell’11 agosto 1999, in Cornovaglia migliaia di persone con il naso all'insù notarono un dettaglio inquietante. Proprio nel momento dell'oscurità totale, la temperatura crollò e un improvviso cambio di vento sferzò la folla.

Quello che i presenti stavano sperimentando era il "vento dell'eclissi" (eclipse wind). Per oltre 300 anni, questo fenomeno è stato considerato poco più di una suggestione o un mito folkloristico.

Dal "Senso di Orrore" di Halley alla Scienza Moderna

Il primo a documentare formalmente il fenomeno fu il celebre astronomo inglese Edmond Halley, nel 1715. Osservando un'eclissi totale, si accorse come il freddo e l'umidità improvvisamente subirono dei cambiamenti, innescando una ventilazione definita anomala.

Il primo a documentare formalmente il fenomeno fu il celebre astronomo inglese Edmond Halley, nel 1715. Osservando un'eclissi totale, si accorse come il freddo e l'umidità improvvisamente subirono dei cambiamenti.
Il primo a documentare formalmente il fenomeno fu il celebre astronomo inglese Edmond Halley, nel 1715. Osservando un'eclissi totale, si accorse come il freddo e l'umidità improvvisamente subirono dei cambiamenti.

Per secoli, la comunità scientifica è rimasta scettica. Isolare il "vento dell'eclissi" dalle normali correnti atmosferiche locali era quasi impossibile con i vecchi strumenti. Molti ritenevano che si trattasse di un'illusione psicologica dovuta al repentino calo della luce e del calore sulla pelle.

La svolta del mondo scientifico

Il punto di svolta accademico è arrivato quando i fisici dell'atmosfera hanno iniziato a trattare le eclissi come dei giganteschi esperimenti di laboratorio naturali. I ricercatori hanno raccolto, standardizzato e revisionato la letteratura scientifica e i parametri meteorologici di 44 eclissi solari documentate dal 1834 ad oggi.

Analizzando i dati combinati di questi 44 eventi unici, gli scienziati hanno cercato anomalie ripetitive in quattro parametri chiave. Ossia la radiazione solare netta, la temperatura al suolo e in quota, la pressione dell’aria e la direzione e velocità del vento.

I modelli matematici hanno evidenziato uno schema inequivocabile. Durante il passaggio del cono d'ombra, le stazioni meteo registravano costantemente una variazione del vento non spiegabile con le normali previsioni del giorno. Il fenomeno non era una coincidenza; era una firma fisica dell'eclissi.

Cosa Succede all'Atmosfera durante l’eclissi?

L'analisi dei dati ha svelato il meccanismo fisico che si cela dietro questo raro evento meteorologico. Non si tratta di una tempesta generata dal nulla, ma di un rapido "spegnimento" del motore atmosferico terrestre.

Normalmente, il Sole riscalda la Terra, l'aria calda sale e genera turbolenza e vento. Quando la Luna oscura il Sole, il terreno si raffredda in pochi minuti. L'aria calda smette di salire di colpo.

Questo stop termico stabilizza la fascia d'aria a contatto con il suolo. I dati delle 44 eclissi mostrano che, nella maggior parte dei casi, il vento superficiale diminuisce significativamente di velocità (fino al 9% in meno), creando una strana quiete diffusa.

Analizzando i dati combinati di questi 44 eventi unici, gli scienziati hanno cercato anomalie ripetitive in quattro parametri chiave. Ossia la radiazione solare netta, la temperatura al suolo e in quota, la pressione dell’aria e la direzione e velocità del vento.
Analizzando i dati combinati di questi 44 eventi unici, gli scienziati hanno cercato anomalie ripetitive in quattro parametri chiave. Ossia la radiazione solare netta, la temperatura al suolo e in quota, la pressione dell’aria e la direzione e velocità del vento.

Nelle zone in cui il cielo è perfettamente sereno, l'improvvisa sacca di aria fredda e pesante (generata dall'ombra della Luna) crea una piccola zona di alta pressione locale.

L'aria circostante si sposta per riequilibrare la pressione, provocando una rotazione della direzione del vento di circa 20 gradi. È precisamente questo cambio repentino può essere appena percepito fisicamente dagli osservatori come il "vento dell'eclissi".

Perché è un evento rarissimo?

Sebbene lo studio sulle 44 eclissi ne certifichi l'esistenza, i meteorologi avvertono che il vento dell'eclissi è un fenomeno estremamente elusivo. Si presenta in modo netto solo se si allineano condizioni atmosferiche perfette.

L’eclissi stessa, da sola, non basta per produrlo. Ma occorre avere delle condizioni meteorologiche, preesistenti, più che favorevoli per ottenerlo. Come la presenza di un cielo sereno, o la presenza di un vento molto debole, o assente, in un contesto anticiclonico.

Se la giornata è già molto ventosa a causa di una perturbazione sinottica (come una depressione o un fronte freddo), il debole effetto termico dell'eclissi viene letteralmente spazzato via e il “vento dell’eclissi” non può manifestarsi.