Le anomalie della tropopausa, ecco come influenzano i fenomeni meteorologi

Il risultato è una destabilizzazione dell’atmosfera, con la formazione di moti ascensionali e nubi e cumulonembi che possono dare origine a piogge e temporali

Questi “su e giù” della tropopausa crea delle anomalie che possono essere di due tipi, positive e negative. Le anomalie positive si hanno quando aria della stratosfera (molto secca, fredda e stabile) scende e “invade” la parte alta della troposfera.
Questi “su e giù” della tropopausa crea delle anomalie che possono essere di due tipi, positive e negative. Le anomalie positive si hanno quando aria della stratosfera (molto secca, fredda e stabile) scende e “invade” la parte alta della troposfera.

La tropopausa è lo strato dell’atmosfera che si trova più o meno tra i 12 e i 13 km di altezza (un po’ più in basso ai poli, un po’ più in alto verso l’equatore). È il “soffitto” della troposfera, la parte dell’atmosfera dove avvengono quasi tutti i fenomeni meteorologici che ci interessano, come nuvole, pioggia e temporali.

Questa tropopausa non è fissa, ma si alza e si abbassa continuamente a seconda del tipo di aria che passa. Quando arriva aria fredda dal Polo la tropopausa si abbassa. Quando circola aria calda dai tropici la tropopausa si alza.

Le anomalie positive della tropopausa

Questi “su e giù” della tropopausa crea delle anomalie che possono essere di due tipi, positive e negative. Le anomalie positive si hanno quando aria della stratosfera (molto secca, fredda e stabile) scende e “invade” la parte alta della troposfera.

Questa aria stratosferica può finire dentro la corrente a getto (il forte fiume di vento che soffia a grande altezza), instabilizzando la colonna d’aria troposferica.

Cosa provoca?

Sopra una zona di aria umida (per esempio dentro o vicino a una depressione), questa aria secca e vorticosa che scende dalla stratosfera crea un forte contrasto termico, ma ancora di più igrometrico. L’aria umida sotto vuole salire, quella secca sopra la spinge.

Il risultato è una destabilizzazione dell’atmosfera, con la formazione di moti ascensionali e nubi e cumulonembi che possono dare origine a piogge e temporali, in alcuni casi, sistemi temporaleschi molto intensi e persistenti.

Queste anomalie aiutano i meteorologi a capire dove ci saranno i contrasti più forti tra masse d’aria diverse, e quindi dove è più probabile che si formino depressioni (ciclogenesi) e fronti che portano brutto tempo.
Queste anomalie aiutano i meteorologi a capire dove ci saranno i contrasti più forti tra masse d’aria diverse, e quindi dove è più probabile che si formino depressioni (ciclogenesi) e fronti che portano brutto tempo.

In pratica quando si vede un’anomalia positiva della tropopausa di questo tipo alle nostre latitudini, è un segnale che può arrivare forte maltempo.

Le anomalie negative della tropopausa

Quando l’aria della troposfera (quella umida) sale tanto da avvicinarsi al limite della stratosfera. Questo avviene sotto una zona di alta pressione (anticiclone). In questo caso l’atmosfera diventa più stabile, quindi il tempo tende a essere più tranquillo e sereno.

Una anomalia negativa della tropopausa tende a favorire stabilità, tempo bello o comunque più calmo, con venti deboli. Insomma, le condizioni tipiche del bel tempo.

L’importanza di queste anomalie nelle previsioni meteorologiche

Queste anomalie aiutano i meteorologi a capire dove ci saranno i contrasti più forti tra masse d’aria diverse, e quindi dove è più probabile che si formino depressioni (ciclogenesi) e fronti che portano brutto tempo.

Esistono anche anomalie più basse nell’atmosfera, legate al riscaldamento o al raffreddamento dell’aria vicino al suolo, ma quelle più importanti per prevedere forti temporali sono soprattutto le anomalie positive in quota.

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