Le persone bionde e dagli occhi azzurri presenti nel Sud Italia discenderebbero dagli Illiri e non dai Normanni

Secondo studi più recenti in alcune aree del Sud Italia l'alta percentuale di persone bionde e dagli occhi chiari sarebbe da imputare a migrazioni di popoli facenti capo agli Illiri.

Sebbene l'impatto normanno sia spesso sovrastimato, esso ha contribuito al biondismo in province specifiche come Palermo e la zona di Otranto (l'antico nome del Salento). I Normanni, una minoranza guerriera di origine scandinava e francese, conquistarono il Sud Italia nell'XI secolo, integrandosi rapidamente nel tessuto sociale locale.
Sebbene l'impatto normanno sia spesso sovrastimato, esso ha contribuito al biondismo in province specifiche come Palermo e la zona di Otranto (l'antico nome del Salento). I Normanni, una minoranza guerriera di origine scandinava e francese, conquistarono il Sud Italia nell'XI secolo, integrandosi rapidamente nel tessuto sociale locale.

La gente che vive nelle regioni del Sud Italia spesso viene associata ai tipici tratti mediterranei, con capelli scuri, occhi castani e carnagione olivastra. Eppure, in alcune aree meridionali, come in Campania, nell’area appenninica, e parti della Sicilia, si osserva una presenza significativa di persone con capelli biondi e occhi azzurri.

Questo fenomeno sfida i luoghi comuni e affonda le radici in complessi processi migratori e genetici che hanno modellato la popolazione italiana nel corso dei millenni.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il biondismo non è esclusivo del Nord Italia, ma raggiunge picchi sorprendenti proprio al Sud, grazie a eredità antiche e, in misura minore, a contributi normanni.

Le origini illiriche, un'eredità dalle pianure della Pannonia

La popolazione del Sud Italia porta nei suoi geni una forte componente illirica, derivante da antiche migrazioni che interessarono la penisola italica. Gli Illiri, un gruppo etnico indoeuropeo originario dei Balcani occidentali, migrarono verso l'Italia meridionale intorno alla fine dell'età del bronzo e all'inizio dell'età del ferro, tra l'XI e il IX secolo a.C.

Queste popolazioni provenivano dalle pianure della Pannonia, corrispondenti grosso modo all'odierna Ungheria, e si stabilirono principalmente lungo la costa adriatica orientale, inclusa la Puglia. In particolare, tribù come gli Iapigi (o Iapigi), considerati di origine illirica, si insediarono in Apulia, dividendola in sottogruppi come i Dauni, i Peucezi e i Messapi.

La Sicilia occidentale, in particolare l'area di Palermo, ha una delle percentuali di biondismo fra le più alte del Sud Italia.
La Sicilia occidentale, in particolare l'area di Palermo, ha una delle percentuali di biondismo fra le più alte del Sud Italia.

Questi migranti illirici portarono con sé tratti genetici tipici delle popolazioni centro-europee, inclusi capelli chiari e occhi azzurri. A differenza di altre regioni del Sud, influenzate da conquiste greche, romane o arabe, la Puglia, e in particolare il Salento, mantenne una certa "purezza" genetica.

Le popolazioni illiriche non furono sovraffatte dai Greci mediterranei in epoca pre-romana né dagli Arabi nell'alto medioevo, permettendo la conservazione di questi caratteri fenotipici.

Nel Salento, questa eredità si fonde con influenze minoiche, creando un mix unico. Le migrazioni illiriche interessarono non solo la Puglia, ma anche aree come il Veneto costiero e il Friuli, spiegando somiglianze fenotipiche tra queste regioni apparentemente distanti.

L'Influsso normanno molto limitato

Sebbene l'impatto normanno sia spesso sovrastimato, esso ha contribuito al biondismo in province specifiche come Palermo e la zona di Otranto (l'antico nome del Salento). I Normanni, una minoranza guerriera di origine scandinava e francese, conquistarono il Sud Italia nell'XI secolo, integrandosi rapidamente nel tessuto sociale locale.

Studi sul DNA mitocondriale e autosomico rivelano che le popolazioni del Sud Italia condividono una continuità genetica con popolazioni di origini balcaniche e centro-europee.
Studi sul DNA mitocondriale e autosomico rivelano che le popolazioni del Sud Italia condividono una continuità genetica con popolazioni di origini balcaniche e centro-europee.

Numericamente esigui, non alterarono drasticamente il pool genetico complessivo, ma lasciarono tracce evidenti in zone come la Sicilia occidentale e il Salento, dove furono accolti senza grandi conflitti.

In Sicilia, ad esempio, l'area fra Trapani e Palermo mostra una diffusione di capelli biondi e rossi (rutilismo) superiore alla media regionale, attribuibile in parte ai Normanni.

Similmente, in Campania, la provincia di Benevento presenta percentuali elevate di biondismo, intorno al 7-10%, superiori alla media meridionale. Tuttavia, questo influsso è relativo poiché i Normanni rappresentavano una élite militare, non una migrazione di massa, e il loro impatto genetico è concentrato in enclavi specifiche piuttosto che diffuso.

Cosa ci dicono gli studi sul DNA?

Le tecniche di ricerca genetica contemporanee confermano queste ipotesi con dati scientifici solidi. L'aplogruppo Y-cromosomiale I1-M253, un marcatore tipicamente associato a popolazioni germaniche e scandinave, è presente in alcune zone del Sud Italia, indicando influenze normanne o dall'Europa centrale, incluso il Nord Italia. La sua frequenza è più alta in aree come la Sicilia occidentale, dove il DNA nord-europeo raggiunge percentuali significative.

Ancora più rivelatore è l'aplogruppo R1a1a, diffuso nel Salento, che sottolinea la derivazione da migrazioni illiriche della fine dell'età del bronzo.

Studi sul DNA mitocondriale e autosomico rivelano che le popolazioni del Sud Italia condividono una continuità genetica con popolazioni di origini balcaniche e centro-europee.

Ricerche recenti, come quelle pubblicate su “Nature”, evidenziano contaminazioni più antiche e recenti in Sicilia e nel Sud Italia, confermando un mix di componenti mediterranee, balcaniche e nordiche.