Queste sono le prime specie di animali scoperte nel 2026

Alcune di queste scoperte sono davvero sorprendenti e riguardano luoghi estremi dove è davvero difficile trovare vita animale. Si tratta delle prime specie individuate in questo inizio del 2026.

La Crocidura stanleyi, un toporagno nano scoperto nelle alture etiopi, a circa 2.600 metri di quota nei Monti Simien e sul Monte Damota. Questo piccolo animale, uno dei mammiferi più minuscoli al mondo, ha una testa leggermente appiattita e una coda corta e pelosa.
La Crocidura stanleyi, un toporagno nano scoperto nelle alture etiopi, a circa 2.600 metri di quota nei Monti Simien e sul Monte Damota. Questo piccolo animale, uno dei mammiferi più minuscoli al mondo, ha una testa leggermente appiattita e una coda corta e pelosa.

Nonostante il 2026 sia entrato di scena da soli 2 mesi, la scienza conferma la scoperta di nuove specie animali, alcune viventi in ecosistemi estremi, altre emerse dai fossili di ere antiche. Sebbene sia troppo presto per un conteggio definitivo, in media, ogni anno vengono descritte oltre 16.000 nuove specie, di cui circa 10.000 animali, principalmente insetti e invertebrati

le rivelazioni di questi primi mesi ci ricordano quanto sia ricca e fragile la biodiversità del nostro pianeta. Dalle alte montagne etiopi alle profondità saline del Great Salt Lake, passando per grotte cinesi e fossili giurassici, ecco un viaggio affascinante tra le novità del 2026.

Il piccolo mammifero scoperto in Etiopia

Si tratta della Crocidura stanleyi, un toporagno nano scoperto nelle alture etiopi, a circa 2.600 metri di quota nei Monti Simien e sul Monte Damota. Questo piccolo animale, uno dei mammiferi più minuscoli al mondo, ha una testa leggermente appiattita e una coda corta e pelosa.

La sua scoperta, frutto di un decennio di analisi genetiche avanzate, non solo arricchisce il catalogo della biodiversità africana, ma aiuta a comprendere come le specie si adattino agli ambienti montani.

Nominato in onore del ricercatore Bill Stanley, che catturò il primo esemplare nel 2015, questo sottolinea l'importanza della conservazione nelle highlands etiopi, dove habitat unici sono minacciati dai cambiamenti climatici.

Il verme rotondo del Grande lago salato

Nel cuore dello Utah, il Great Salt Lake, uno dei laghi più salati del mondo, si rivela un'oasi inaspettata per la vita. Qui, gli scienziati hanno identificato Diplolaimelloides woaabi, un nematode microscopico (un verme rotondo) appartenente alla famiglia Monhysteridae. Questo minuscolo organismo, endemico del lago, si nutre di batteri nelle stuoie algali.

È solo la terza specie animale nota in grado di sopravvivere a tale salinità estrema, accanto a gamberetti e mosche saline. Scoperto nel 2022 ma descritto nel 2026, il suo nome deriva dalla lingua Shoshone, con "woaabi" che significa "verme", in omaggio alle popolazioni indigene.

Ecco il panorama del Great Salt Lake, nel cuore dello Utah. Qui, gli scienziati hanno identificato Diplolaimelloides woaabi, un nematode microscopico (un verme rotondo) appartenente alla famiglia Monhysteridae.
Ecco il panorama del Great Salt Lake, nel cuore dello Utah. Qui, gli scienziati hanno identificato Diplolaimelloides woaabi, un nematode microscopico (un verme rotondo) appartenente alla famiglia Monhysteridae.

La sua presenza potrebbe indicare origini antiche, forse dal Cretaceo, o un arrivo via uccelli migratori. Significativamente, questo nematode potrebbe fungere da bioindicatore per monitorare la salute dell'ecosistema del lago, minacciato dall'attività umana.

Le 91 nuove specie fossili scoperte in Cina

In una piccola cava nella provincia di Hunan, in Cina, un team di ricercatori ha portato alla luce oltre 50.000 fossili dal periodo Cambriano, datati a circa 512 milioni di anni fa. Tra questi, ben 91 specie animali nuove per la scienza, inclusi antichi parenti di vermi, spugne, meduse e artropodi come i radiodonti con occhi a stelo e spine.

Molti fossili preservano parti molli come branchie, viscere e nervi, offrendo uno sguardo inedito sulla vita subito dopo l'estinzione di massa che eliminò fino alla metà delle specie marine a causa del calo di ossigeno.

Questa scoperta rivela come la vita si sia ripresa dopo il Cambiano, e suggerisce che larve marine viaggiassero attraverso oceani antichi. È la prima grande scoperta di fossili post-estinzione, evidenziando quanto le estinzioni di massa abbiano modellato l'evoluzione.