Un laboratorio naturale inaspettato, la nascita di ibridi tra maiali e cinghiali in Giappone

Dopo l'incidente nucleare di Fukushima, i maiali domestici si sono incrociati con i cinghiali selvatici, dando origine a un ibrido inaspettato nella zona di esclusione giapponese.

Animali ibridi sono stati identificati nei dintorni di Fukushima, frutto dell'incrocio tra cinghiali selvatici e maiali domestici dopo l'evacuazione dell'area.
Animali ibridi sono stati identificati nei dintorni di Fukushima, frutto dell'incrocio tra cinghiali selvatici e maiali domestici dopo l'evacuazione dell'area.

Negli ultimi anni, un fenomeno biologico sorprendente e insolito ha attirato l'attenzione di biologi e ambientalisti: la comparsa di una nuova specie ibrida tra maiali domestici e cinghiali selvatici nella zona di esclusione della centrale nucleare di Fukushima, in Giappone.

Questo fenomeno, conseguenza indiretta del grave incidente nucleare del marzo 2011, verificatosi dopo un forte terremoto e uno tsunami che hanno causato danni alla centrale di Fukushima Daiichi, è ora documentato dalla comunità scientifica come un caso unico di ibridazione in ambiente naturale.

Come è nato il “cerdoli”?

Dopo l'incidente nucleare di Fukushima, vaste aree intorno alla centrale sono state evacuate e sono rimaste praticamente disabitate dagli esseri umani. Migliaia di maiali domestici, precedentemente allevati nelle fattorie della regione, sono stati liberati o sono fuggiti nell'ambiente selvaggio.

Senza la presenza umana, questi maiali sono entrati in contatto con la popolazione locale di cinghiali (Sus scrofa), una specie selvatica ampiamente diffusa in Giappone e in molte altre regioni del mondo.

La convivenza tra queste due popolazioni ha portato alla riproduzione tra individui di specie diverse: una specie ibrida naturale che ha dato origine a quella che alcuni hanno soprannominato “cerdoli”, risultato dell'incrocio tra maiali e cinghiali selvatici.

Caratteristiche dell'ibrido

Gli esemplari risultanti da questa ibridazione presentano tratti distintivi di ciascun genitore, come le dimensioni e la morfologia. Pesano tra gli 80 e i 100 kg circa e sono generalmente più bassi e larghi di un tipico cinghiale selvatico.

Hanno un pelo più lungo e folto, comune nei cinghiali selvatici, e una colorazione più scura con macchie chiare. Il muso tende ad essere più piatto, simile a quello dei maiali domestici, e molti hanno una minore avversione al contatto umano.

Questa combinazione di caratteristiche dimostra chiaramente il contributo genetico di entrambi i genitori, rendendo il “cerdoli” un animale molto diverso da entrambi i genitori.

Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente gli esperti è la capacità riproduttiva di questi ibridi. Mentre i cinghiali selvatici hanno normalmente da tre a sei piccoli all'anno, gli ibridi hanno mostrato fino a 16 discendenti all'anno in condizioni selvatiche.

Questo numero di cucciolate, significativamente superiore, può creare un serio problema per l'ecosistema. Un tasso di riproduzione così elevato favorisce un rapido aumento della popolazione, rendendo difficile il suo controllo e portando potenzialmente all'invasione di aree agricole o naturali dove altre specie dipendono da un equilibrio ecologico stabile.

Lo studio scientifico e le implicazioni ecologiche

I ricercatori coinvolti in questo studio riferiscono che l'assenza di esseri umani e la liberazione dei maiali domestici hanno creato un'“esperienza naturale eccezionale”, consentendo di osservare in tempo reale come specie affini possano incrociarsi quando vengono messe a contatto prolungato nell'ambiente selvatico.

Uno studio pubblicato sul Journal of Forest Research analizza questa popolazione ibrida e classifica il fenomeno come uno degli episodi di ibridazione più ampiamente documentati finora tra animali domestici e fauna selvatica.

“Sebbene fosse già noto che l'ibridazione tra suini reintrodotti in natura e cinghiali selvatici può contribuire alla crescita della popolazione, questo studio dimostra, attraverso l'analisi di un evento di ibridazione su larga scala dopo l'incidente nucleare di Fukushima, che il rapido ciclo riproduttivo dei suini domestici è ereditato attraverso la linea materna”.

Anderson, D et al. Sebbene la ricerca sia ancora in corso, gli scienziati sottolineano che questa situazione potrebbe non essere l'unica. In diverse parti del mondo sono stati osservati ibridi tra specie affini (come maiali e cinghiali), specialmente in zone dove la presenza umana è diminuita.

I rischi e la gestione

Il fenomeno solleva diverse questioni importanti per la biologia della conservazione e la gestione delle specie invasive, come l'impatto ecologico, l'interazione con gli esseri umani e la classificazione di questi animali come invasori.

La rapida crescita demografica degli ibridi può modificare le reti trofiche (catene alimentari) e competere con le specie autoctone per le risorse.

Per quanto riguarda gli esseri umani, data la minore paura degli esseri umani, gli ibridi possono avvicinarsi alle zone agricole e alle abitazioni, aumentando il rischio di conflitti o danni.

Fotografia di ibridi sospetti (indicati dalle frecce) tra suini domestici e cinghiali selvatici, scattata nella zona di evacuazione il 31 agosto 2017. Fonte: Anderson, D., Takagi, T., Ishiniwa, H., & Kaneko, S. (2026)
Fotografia di ibridi sospetti (indicati dalle frecce) tra suini domestici e cinghiali selvatici, scattata nella zona di evacuazione il 31 agosto 2017. Fonte: Anderson, D., Takagi, T., Ishiniwa, H., & Kaneko, S. (2026)

Pertanto, in alcuni paesi in cui sono presenti anche ibridi di maiale e cinghiale, gli organismi ufficiali richiedono un monitoraggio e misure di controllo più rigorose, poiché considerano queste popolazioni come specie invasive.

La comparsa del cosiddetto “cerdoli” nella regione di Fukushima è un esempio affascinante di come grandi cambiamenti ambientali, in questo caso causati da un incidente umano, possano innescare fenomeni biologici rari.

L'ibridazione tra maiali domestici e cinghiali selvatici qui osservata offre un'opportunità unica per studiare l'evoluzione e l'adattamento in tempo reale.

Tuttavia, sottolinea anche la necessità di riflettere sulle conseguenze ecologiche di eventi che alterano profondamente gli habitat naturali: dal rilascio di animali domestici all'abbandono dei terreni agricoli, questi fattori possono avere effetti a lungo termine che solo ora cominciano ad essere compresi.

Riferimenti dell'articolo:

Anderson, D., Takagi, T., Ishiniwa, H., & Kaneko, S. (2026). "Maternal lineage of rewilded swine in Fukushima contributes to faster introgression in wild boar populations." Journal of Forest Research, 1–6.