Dove sono gli extraterrestri? Alcune possibili risposte a Enrico Fermi

Enrico Fermi si è chiesto dove si trovassero le altre forme di vita intelligenti presenti nell’universo e da allora numerosi scienziati hanno provato a rispondere a questa domanda. Nell’articolo vedremo alcune teorie a riguardo.

Alieno
Rappresentazione di una possibile forma di vita extraterrestre evoluta

Come abbiamo già visto in un precedente articolo nel 1950 Enrico Fermi si è posto una domanda: se nell’universo ci sono centinaia di migliaia di galassie, con al loro interno centinaia di migliaia di stelle, alcune con sistemi planetari con pianeti potenzialmente abitabili, allora dove si trovano gli abitanti di questi mondi? Perché non siamo mai entrati in contatto con loro o con dei loro segnali?

Effettivamente trattandosi di numeri così elevati la probabilità di entrare in contatto con altre forme di vita intelligenti dovrebbe essere abbastanza grande, eppure ad oggi non risulta confermato nessun avvistamento e nessun segnale.

L’unico segnale anomalo di cui non si conosce ancora la natura è il cosiddetto Segnale Wow del 1977.

Sicuramente nel porre quel quesito Fermi ha comunque ottenuto un risultato: creare un dibattito, animare un confronto scientifico. Infatti nel corso di questi 70 anni tantissimi scienziati hanno provato a trovare una soluzione al dilemma di Fermi sviluppando le più svariate teorie, dalla più pessimistica alla più ottimistica.

Ipotesi della rarità della Terra

Iniziamo a vedere quella più negativa di tutte, ovvero quella secondo cui lo sviluppo di forme di vita pluricellulari sulla Terra sia stata possibile grazie ad una combinazione incredibilmente improbabile di eventi e circostanze sia a livello astrofisico che geologico. Questa prende il nome di “ipotesi della rarità della Terra” e risponde alla domanda di Fermi affermando che lo sviluppo di forme di vita extraterrestre non è affatto comune, è raro se non addirittura unico.

Secondo questa ipotesi la comparsa di forme di vita complesse richiederebbe tutta una serie di circostanze fortuite e fortunate di tipo astrofisico: una regione galattica abitabile, una stella centrale con un sistema planetario posizionato (almeno in parte) in una regione circumstellare abitabile; unite ad altrettante precise circostanze geologiche: un pianeta di dimensioni congrue dotato di magnetosfera e tettonica a placche, una chimica idonea della litosfera, dell’atmosfera e degli oceani.

Questa però non è l’unica ipotesi.

Civiltà con una vita troppo breve

Un’altra teoria vede invece possibile lo sviluppo di civiltà evolute ma queste hanno vita breve per cause sia naturali che culturali. Sicuramente questa teoria nasce dall’osservazione della nostra personale evoluzione e postula il fatto che le civiltà tendano naturalmente ad annientarsi.

L’essere umano ha infatti da svariato tempo i mezzi necessari per porre fine alla sua stessa esistenza, non solo, per raggiungere questo livello di evoluzione abbiamo sfruttato ed inquinato il pianeta a tal punto da alterare le condizioni meteo-climatiche che hanno favorito il nostro stesso sviluppo.

In questo modo le civiltà si sviluppano e annientano troppo in fretta per riuscire ad entrare in contatto con altre civiltà sviluppate poco prima o poco dopo.

Numerose altre teorie

Ancora un’altra ipotesi, più cinica, teorizza invece che esistano effettivamente altre forme di vita intelligenti ma che non siano interessate a dialogare con noi, probabilmente perché molto più evolute e ci ritengono quindi insignificanti.

Oppure esistono, ma sono al momento troppo lontane sia nello spazio che nel tempo, quindi semplicemente non siamo ancora stati in grado di captare un loro segnale, forse perché loro non hanno ancora intrapreso esplorazioni spaziali, o se lo hanno fatto non ci siamo ancora incontrati.

Tutto ciò ipotizzando però delle civiltà in un qualche modo antropomorfe, con i nostri stessi modi di fare e soprattutto di comunicare. Tuttavia è possibile che altre forme di vita evolute abbiano sviluppato differenti modi di comunicare che noi non possiamo neppure immagine, e di conseguenza non sappiamo come captare e interpretare.

Al momento nessuna di queste teorie può essere assunta come soluzione al quesito di Fermi, quindi ancora non sappiamo quale sia la risposta alla sua domanda “Dove sono tutti?”.

Al momento però nessuna di queste teorie può essere assunta come soluzione al quesito di Fermi, quindi ancora non sappiamo quale sia la risposta alla sua domanda “Dove sono tutti?”.