Gli antichi teatri greci in Sicilia: i segreti dell’acustica che sfida il vento
Gli antichi teatri greci sono ancora oggi un esempio di architettura perfetta, costruiti in modo geniale per garantire la propagazione del suono e la riduzione dei rumori di fondo. Ecco quali sono i segreti dei più bei teatri greci della Sicilia

Costruiti sul fianco di una collina, tra cielo e mare dove spesso il vento soffia forte, gli antichi teatri greci che si possono ammirare in Sicilia sono ancora adesso sorprendenti per la perfezione della loro acustica.
La voce degli attori si propaga fino all’ultimo gradone, il brusio delle voci degli spettatori, invece, non arriva lontano e anche i suoni della natura non costituiscono un problema.
Il tutto si deve alla sapienza e ad una lunghissima esperienza dei costruttori che conoscevano i materiali e le geometrie adatte per gestire il suono senza bisogno di casse, cavi e amplificatori.
I teatri greci della Sicilia e l’equalizzazione passiva
Quando si parla di sistemi di equalizzazione passiva si fa riferimento a quelle costruzioni realizzate in modo da distribuire i suoni in modo naturale e senza bisogno di apparecchi elettrici.
Gli antichi teatri greci sono la massima espressione di questo sistema di costruzione, e su di essi, infatti, sono stati poi modellati i teatri della Magna Grecia in sud Italia, quelli di età romana e più tardi anche gli altri grandi teatri al chiuso d’Europa.
I tre segreti dell’acustica nei teatri greci
Le tecniche costruttive utilizzate dai Greci per ottenere dei teatri dall’acustica perfetta erano fondamentalmente tre.
Il primo era legato alla forma stessa del teatro, che doveva garantire un’ottima visibilità agli spettatori e naturalmente anche un ottimo ascolto.
Studiando i teatri antichi della Sicilia, come quello di Segesta o Taormina, si è potuto constatare che la disposizione e la pendenza dei gradoni abbattono le basse frequenze come il fruscio del vento tra gli alberi e amplificano quelle più alte, come il suono della voce degli attori.
Il secondo segreto era legato alla posizione del teatro, che doveva essere costruito in modo che il vento proveniente dalla costa arrivasse alle spalle degli attori o lateralmente, in modo da trasportare la voce verso il pubblico.
I teatri, infatti, venivano costruiti solo dopo un lungo periodo passato a studiare l’andamento dei venti dominanti
Per finire, una grande importanza l’aveva anche il materiale. I teatri dovevano essere ricavati da colline di roccia calcarea poiché questa non assorbiva il suono ma lo faceva rimbalzare, amplificandolo.
Gli “amplificatori” degli antichi teatri greci
Pur essendo costruiti con una tecnica eccezionale, i teatri dell'antichità avevano dei sistemi di amplificazione del suono aggiuntivi. Questi erano detti echeia, ed erano vasi di bronzo o terracotta che venivano posti sotto le gradinate, con l’apertura rivolta verso il palco. Diventavano così delle casse armoniche, secondo quanto racconta Vitruvio accordate su note specifiche e utili in particolare quando c’erano molto vento.
Gli attori poi indossavano delle maschere in modo da poter interpretare anche più di un ruolo.
I tratti del volto erano esagerati, quasi caricaturali, in modo da rendere i personaggi facilmente riconoscibili, ma le maschere avevano anche un’apertura ad imbuto in corrispondenza della bocca, detta magafon.
Queste aperture servivano appunto ad amplificare la voce e ad indirizzarla con più precisione.
Teatri greci in Sicilia: tre tesori di arte ed ingegneria
Il sud Italia può vantare un patrimonio invidiabile di antichi teatri risalenti all’epoca greca, oggi considerati monumento nazionale e spesso ancora in uso.
Chi viaggia in Sicilia non può pedersi quelli meglio conservati, che sono già di per sé un vero spettacolo.

Quello di Taormina è famoso per la posizione in cui si trova, che offre un panorama sull’Etna davvero eccezionale. Anche con le modifiche di età romana, rimane una testimonianza perfetta del genio del popolo greco.
Altrettanto celebre, il Teatro Greco di Siracusa è un’opera monumentale, scavata nel colle Temenite. La cavea conta sessantasette ordini di gradini interamente scolpiti nella roccia. Nonostante le spoliazioni che il teatro ha subito nel corso dei secoli, oggi è ancora in uso.
Per finire, il Teatro di Segesta si trova sul Monte Barbaro dove soffia la tramontana. Rispetto agli altri questo teatro ha una particolarità: è sostenuto non solo dal naturale profilo della collina, ma anche da un muro di contenimento.
Questo lo rende rende un caso praticamente unico.