I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto

Tra pozze di acqua che ribolle e vulcanetti da cui erutta argilla liquida, la riserva naturale di Maccalube è un posto unico in cui osservare e studiare il fenomeno del vulcanismo di fango.

Maccalube in provincia di Agrigento è uno dei più suggestivi esempi di vulcanismo di fango.
Maccalube in provincia di Agrigento è uno dei più suggestivi esempi di vulcanismo di fango.

Esiste un luogo dal paesaggio unico ed inaspettato, considerando che si trova nel cuore del Mediterraneo. Chi visita questo luogo si trova dinanzi ad una vasta area di terreno priva di vegetazione, dalla natura prevalentemente argillosa, ma soprattutto, il che la rende unica, disseminata di piccoli vulcani “attivi”. Alcuni sono alti pochi centimetri, altri arrivano a qualche metro di altezza.

Sono vulcanetti “attivi” da cui esce un continuo flusso di argilla liquida, un flusso intervallato da sbuffi più intensi, simili a piccoli geyser. La differenza sostanziale con i classici geyser è che questi sono “geyser freddi”, l’argilla satura di acqua e di gas ha temperature simili alla temperatura ambiente.

Questi vulcani sono separati da acquitrini, o meglio pozze in cui l’acqua è continuamente movimentata da un flusso di bolle di gas naturale (metano) che emerge dal sottosuolo.

Le Maccalube di Aragona

Ci troviamo nella Sicilia centro-meridionale, a pochi chilometri dalla città di Agrigento (città illustre che diede i natali a Pirandello), nel territorio del comune di Aragona.

Questo luogo è noto come Maccalube di Aragona, uno dei più spettacolari esempi di vulcanismo di fango in Europa.

Il vulcanismo di fango alle Maccalube era noto già agli Arabi che ne scrissero durante la loro dominazione della Sicilia tra il IX e l’XI secolo. Si pensa che il nome Maccalube derivi proprio dalla parola araba “maqluba”, che significa “terra che ribolle”.

Per trovare luoghi simili ci si deve spostare ad esempio in Emilia Romagna, alle Salse di Nirano, o in Campania alle Bolle della Malvizza.

Le Maccalube si presentano come un terreno argilloso da cui emergono piccoli coni. Al centro di molti di essi si trova un vero e proprio cratere da cui, invece di uscire lava, esce lentamente fango liquido. Incredibilmente, nel giro di pochi giorni il paesaggio può cambiare, con vulcani che scompaiono e altri che ne spuntano dove non ce ne erano, dando la sensazione che il suolo sia vivo.

Come funzionano i vulcani di fango

Il vulcanismo delle Maccalube è un fenomeno in qualche modo simile ma anche molto diverso dal vulcanismo classico, quale quello dell’Etna o dei vulcani attivi delle Isole Eolie.

Esempio di vulcanello a Maccalube da cui fluisce argilla liquida.
Esempio di vulcanello a Maccalube da cui fluisce argilla liquida.

Il sottosuolo nel territorio di Aragona è ricco di sedimenti argillosi all’interno dei quali sono presenti sacche di gas naturale, prevalentemente composte da metano. Il metano qui presente si è formato nel corso di milioni di anni a seguito della decomposizione di materia organica sepolta nei sedimenti.

Il metano tende naturalmente a risalire verso la superficie. Durante questo percorso può trovare delle sacche in cui accumularsi e creare una crescente pressione nel sottosuolo. Quando la pressione diventa sufficiente, il gas attraverso vie di fuga, quali fratture o zone molto argillose, spinge verso l’alto una miscela di acqua, argilla e sedimenti.

Il risultato è una risalita lenta ma continua di fango liquido che fuoriesce in superficie formando i caratteristici coni, mentre il gas produce le tipiche bolle che scoppiano nei piccoli crateri.

A differenza del vulcanismo appena descritto, nel vulcanismo classico ciò che risale dal sottosuolo non è il metano, ma il magma, cioè la roccia fusa del mantello terrestre.

Questo risalendo, in analogia a quanto detto, può accumularsi in camere magmatiche e quando la pressione dei gas in esso presenti diventa sufficientemente alta, fuoriesce in superficie producendo eruzioni più o meno violente.

Se il magma è il motore del vulcanismo classico, il metano è il motore del vulcanismo di fango di Maccalube.

Una domanda che sorge spontanea riguarda la loro pericolosità, è confrontabile a quella dei vulcani classici?

Quale la loro pericolosità

I vulcani di fango sono quindi generalmente meno pericolosi dei vulcani magmatici. Le loro eruzioni sono quasi sempre lente e limitate.

Tuttavia, in rari casi possono verificarsi eventi improvvisi in cui il terreno si frattura e grandi quantità di fango e gas vengono espulse rapidamente.

Non possiamo non ricordare la tragedia dei "Vulcanelli" di Aragona avvenuta il 27 settembre 2014, quando un'esplosione improvvisa nella riserva naturale travolse e uccise i fratellini Carmelo e Laura Mulone, di 9 e 7 anni. In quell'occasione, il fenomeno fu inaspettatamente violento proiettando fango e detriti, e seppellendo i bambini sotto gli occhi del padre.

Il vulcanismo di fango a Maccalube è prezioso per i geologi che hanno la possibilità, come in un laboratorio naturale, di studiare, osservando direttamente, processi geologici superficiali che altrimenti resterebbero inaccessibili.