Due nazioni in una sola città: il caso di una frontiera che unisce
Una linea di confine che un tempo separava due città oggi è il simbolo della loro unione. Nella prima Capitale della Cultura transfrontaliera d'Europa si possono visitare due nazioni al tempo stesso

Due nazioni si fondono in una sola città dall'anima multiculturale e dal lungo passato. Divisa per decenni per motivi politici, da qualche anno forma un tutt’uno quella che nel 2025 è diventata la prima Capitale Europa della Cultura transfrontaliera.
Il suo cuore è proprio Piazza Europa dove si trova una pavimentazione in pietra decorata da una linea che segna il confine esatto tra le due parti della città: una è quella Italiana, l’altra è quella Slovena.
E se tutto fa subito pensare a Berlino e al suo muro, è proprio perché anche qui, ancor prima della Guerra Fredda, c’era un confine fisico fin troppo tangibile.
Una città divisa dalla storia
Gorizia e Nova Gorica oggi sono il simbolo dell’amicizia tra Italia e Slovenia, ma non è sempre stato così. Quel piccolo lembo d’Europa è in realtà stato teatro di parecchi conflitti a partire dall’età dell’impero Austroungarico fino a tutto il '900.
Anche la città di Gorizia è così stata divisa in due. A partire dal 1947 una parte è rimasta italiana, sull’altra è stata costruita la sua gemella, concepita per diventare il simbolo della grandezza della Jugoslavia.
La cortina di ferro italiana
Il Muro di Gorizia è nato appunto nel 1947, precedendo quindi di parecchi anni quello ben più noto di Berlino, costruito nel 1961, ed è anche più longevo. Abbattuto nel 1989 il secondo, il Muro di Gorizia è esistito fino al 2004, quando la Slovenia è entrata a far parte dell’Unione Europea.
Il confine che per tanti anni ha separato due nazioni, oggi si è fortunatamente trasformato in un ponte virtuale che unisce le due città. Con esso mostre, spettacoli, iniziative culturali, ad anche buona cucina, continuano a valorizzare la storia e la cultura ma soprattutto le due anime di questa città.
Molte le cose da fare e da vedere sia sul versante Italiano che su quello sloveno. A Gorizia sono più evidenti le tracce del dominio austroungarico, mentre Nova Gorica, più moderna, si distingue per le sue ampie strade e un’atmosfera contemporanea.
Questo non vuol dire naturalmente che Nova Gorica sia priva di bellezza e di storia. Poco oltre l’abitato poi, già si può iniziare ad ammirare la rigogliosa natura della Slovenia.
La città slovena
Un viaggio a Nova Gorica potrebbe iniziare con il Museo sul confine di Stato nel Goriziano, importante testimonianza delle vicissitudini della città nel corso del ‘900.
La stazione ferroviaria in Piazza della Transalpina, la piazza principale, è un bell’edificio di inizio ‘900 dove si trovano ancora gli arredi originali. Con le sue atmosfere retrò, questo edificio di età austroungarica è tra i più antichi in città. Ai tempi della separazione da Gorizia fu "concesso" alla Jugoslavia, insieme alla linea ferroviaria.

Alla costruzione della ferrovia, appunto, si deve anche la realizzazione di un imponente ponte la cui campata unica raggiunge 80 metri di larghezza, la più grande nel suo genere.
Poco fuori dal centro si trovano il Castello di Kromberk, fortezza barocca del XVII secolo, e il Monastero della Castagnevizza, dove riposa Carlo X di Borbone, ultimo re di Francia.
La città italiana
Rispetto al centro storico di Gorizia Piazza della Transalpina si trova al confine. Il cuore del suo centro quindi è Piazza della Vittoria, con la chiesa di Sant’Ignazio, una delle chiese più importanti in città insieme al duomo di Sant'Ilario e Tiziano.
Passeggiando per le strade del centro sarà facile imbattersi in eleganti palazzi nobiliari. Uno di essi è Pazzo Coronini Cronberg. Qui Carlo X, che riposa in Slovenia, visse per alcuni anni.
Su tutto domina il Borgo Castello, dove sorge una fortezza dell’XI secolo, da cui si possono godere bellissimi panorami sul resto della città. Sulla stessa collina si trovano anche un importante museo dedicato alla Grande Guerra e il Museo della Moda e delle Arti Applicate.
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