Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende

In Sicilia c'è un tesoro nascosto tra le cime dei Monti Peloritani. All'interno di una straordinaria riserva naturale si trovano le tracce di un’antica città fortificata che ha fatto fronte all'avanzata araba

La catena dei Monti Peloritani Si estendono fa parte dell'Appennino Siculo e si estende da Capo Peloro fino ai Nebrodi
La catena dei Monti Peloritani Si estendono fa parte dell'Appennino Siculo e si estende da Capo Peloro fino ai Nebrodi


Oltre alle sue tante mete iconiche, la Sicilia custodisce anche diverse gemme nascoste ancora da conoscere. Una di queste è l’area archeologica situata sul Monte Scuderi, una delle cime più alte della catena dei Peloritani.

Qui, tra panorami che nelle giornate più limpide spaziano dalle Eolie, all’Etna alle coste della Calabria, si trovano gli antichi reperti bizantini che raccontano del periodo delle invasioni arabe in Sicilia, in alto Medioevo, fino alla caduta di Taormina.

Una riserva naturale ricca di biodiversità e storia

La Riserva Naturale di Fiumedinisi e Monte Scuderi, in provincia di Messina, è un’area unica sia per la biodiversità che per la stratificazione del terreno che la rende un sito non comune.

Al suo interno si trova infatti una grande varietà di alberi che costeggiano le fiumare, di rapaci e di piccoli mammiferi, ma anche diversi giacimenti minerari di rame, zinco, argento, antimonio e così via.

Questa riserva straordinaria ha anche un’altra particolarità: a circa 1253 metri di altitudine l’area presenta importanti tracce della presenza umana. I resti archeologici più affascinanti sono proprio quelli dell'antico insediamento fortificato.

Per la maggior parte si tratta di reperti risalenti al periodo tra l’VIII e il IX secolo d.C. ma in realtà l’area è stata frequentata praticamente sempre, anche se per diversi motivi.

Micos, la città sulla montagna

In cima al Monte Scuderi si può vedere oggi ciò che resta di una cittadella fortificata. Con ogni probabilità si tratta di Micos, nome che deriva dal greco antico e vuol dire dirupo. Di questo antico insediamento si trovano diverse testimonianze anche scritte, ad esempio nei resoconti di geografi ed esploratori arabi, come Al-Idrisi e An-Nuwayri.

Uno dei diversi sentieri nel verse che permettono di esplorare i Monti Peloritani
Uno dei diversi sentieri nel verse che permettono di esplorare i Monti Peloritani

Micos è un luogo un po’ misterioso, che ebbe un ciclo vitale non molto lungo. Di esso si sa che fu costruito volutamente in posizione impervia per consentire alla popolazione locale di trovare rifugio durante le incursioni arabe dell’alto medioevo.

La posizione, per quanto strategica, non fu però sufficiente e alla fine anche Micos dovette cadere sotto la forza degli attacchi nemici, nel 902 d.C.

In quello stesso anno cedette anche la vicina Taormina, ma se quest'ultima ha avuto un destino molti diverso, Micos è finita nell'oblìo, in apparenza quasi dimenticata anche dalla storia.

Il Monte Scuderi attraverso i secoli

A giudicare dalle ricerche effettuate nell’area, il Monte Scuderi è stato abitato fin dalla preistoria e anche dopo la caduta di Micos. Tra le sue pendici c’erano cavità per conservare il ghiaccio rimaste in uso fino al XIX secolo ed è possibile che il monte sia stato scalato ed esplorato fino al XVI secolo, anche perché era legato ad una leggenda.

Secondo la storia della “truvatura” sul monte c’era una grotta abitata da una principessa e da un serpente che custodivano un un tesoro formato da tre mucchi di monete, d'oro, d'argento e di rame.

Nei secoli, il monte è stato esplorato per questo motivo, da quanti speravano davvero di trovare il tesoro, ma anche per esigenze più concrete, in particolare la ricerca dei filoni metalliferi di cui era nota la presenza già dall’antichità.

Le rovine archeologiche da vedere

A prescindere dalle leggende, per quanto affascinanti, i reali ritrovamenti archeologici sono costituiti in particolare da mura perimetrali a secco in pietra calcarea che chiudevano i due punti d’accesso, e da una grande cisterna per la raccolta delle acque piovane che aiutava la popolazione a resistere all'assedio.

Ci sono poi altri ambienti rettangolari e agglomerati di pietra di cui ancora non è del tutto chiaro l’uso.

Oltre alle strutture architettoniche, nell’area sono stati ritrovati tanti altri reperti come monete dall’età bizantina, frammenti di anfore e oggetti in ceramica e tegole.

Come e quando andare a Micos

Per arrivare all’area archeologica di Micos ci sono alcuni sentieri che si inerpicano sul Monte Scuderi, tra l’erica e i silenzi che caratterizzano questa montagna.

Sul versante est si trova l’itinerario più frequentato. Da Itala Superiore il sentiero prosegue lungo una pista forestale fino al passo di Puntale Lanzaro e da lì fino alla cima per un totale di circa 11 Km.

Sul versante Ovest c’è invece l’itinerario che attraversa la Riserva Naturale Orientata Fiumedinisi e Monte Scuderi. Con i suoi 19 Km di lunghezza, questo percorso è più lungo è anche più impegnativo del precedente.

I periodi migliori sono soprattutto maggio-giugno e settembre-ottobre. Le temperature ancora miti sono idonee a lunghe passeggiate, i boschi sono rigogliosi e le giornate lunghe.

Nel pieno dell'estate invece il caldo siciliano può rendere la salita molto pesante, mentre in inverno pioggia e nebbia possono rovinare la passeggiata. In questi periodi è sempre consigliabile verificare il meteo prima di mettersi in cammino.