Caldo estremo in Italia: cosa rischiamo davvero con una lunga ondata di calore
Incendi, salute, infrastrutture stradali, ferroviarie e aeronautiche, salute, forti temporali al termine: attenzione nei prossimi giorni agli impatti dell’ondata di caldo. Cosa succederà all’arrivo dei fronti freddi e in autunno?

Siamo alle prese una ondata di caldo di potenziale storico, la quarta della rovente estate 2026, sempre più avviata a insidiare il primato storico di quella del 2003.
Poche volte i modelli hanno prospettato così tanti giorni estremi. Ci si chiede cosa fare, come evitare il peggio in futuro, ma anche quali possano essere le conseguenze.
Non è catastrofismo parlarne, serve anche a conoscere e per quanto si può prevenire. Ecco dunque alcune delle possibili conseguenze del caldo in corso.
La salute
Il primo impatto delle ondate di caldo è quello sulla salute. La lunga ondata di caldo dell’estate 2003 causò circa 70000 vittime di eccesso di mortalità in Europa.
Attenzione anche in montagna, i 30°C arriveranno perfino a quasi 1500 m. Prudenza nelle discipline di alpinismo e arrimpicata, anche ad alta quota, con lo zero termico a 5000 m sono possibili crolli di parti di ghiacciai e di roccia per il disgelo del permafrost.
Problemi elettrici, condizionatori, blackout
L’uso dell’aria condizionata è inevitabile per chi la possiede e non ha problemi di povertà energetica. Con il gran caldo gli impianti lavorano a lungo e con alto consumo. Possono surriscaldarsi, con conseguenze su motori e circuiti, o possono aumentare la condensa, che se i tubi di scarico sono intasati può colare bagnando casa o i mobili sottostanti gli split.
Gli alti consumi elettrici possono poi avere conseguenze sia domestiche che generali. In casa, se l’impianto è vecchio o sottodimensionato, possono causare pericolosi principi di incendio. Meglio evitare, se non si ha impianto e allacciamento di potenza adeguata, di usare simultaneamente gli elettrodomestici.
E’ bene dunque prepararsi e attrezzarsi per questo rischio, presente in realtà tutto l’anno. Probabile che vari blackout interesseranno molte città nei prossimi giorni.
Trasporti e infrastrutture
Le ferrovie inglesi e svizzere in occasione di ondate di calore estreme in passato hanno sofferto ritardi e sospensioni di servizio per la dilatazione termica dei binari. Negli ultimi anni si sono attrezzate, pitturando di bianco binari e/o bagnando le linee.

In viaggio le auto soffrono il caldo, massima attenzione a controllo di livelli di acqua e olio e corretto funzionamento del radiatore. Una sosta in più non guasta mai. Anche perché le gomme, complice l’asfalto caldo, altrettanto si surriscaldano.
Gli impatti si estendono anche alle infrastrutture aeronautiche. Gli aeroporti possono avere problemi analoghi per quanto riguarda refrigerazione e impianti elettrici, sono ovviamente soggetti ad eventuali blackout, anche se dispongono di gruppi elettronici. Le piste e raccordi sono sotto stress, e i piloti dovranno adeguatamente gestire la minor efficienza dei motori per l’aria molto calda e meno densa.
Rischio incendi
Molti incendi boschivi sono innescati da piromani e incendiari, ma le ondate di caldo favorite dai cambiamenti climatici che ne aumentano il potenziale, in pratica forniscono “combustibile” per il fuoco. In queste condizioni basta poi poco, nell’agosto 2017 un grande incendio nel Riminese fu innescato dalle scintille di un trattore che arava che aveva urtato pietre nel terreno.
I prossimi giorni saranno ovviamente ad altissimo rischio incendi. Evitare dunque ogni comporamento che può favorirli, quindi evitiamo i barbecue nei parchi e boschi, ovviamente non buttare mozziconi di sigaretta non va comunque mai fatto, non accendere fuochi per diletto o compagnia.
Il rischio è che gli incendi divengano anche enormi, con pericolo per il fuoco ma anche impatti sanitari per i fumi.
I rischi di fine ondata di caldo: temporali e autunno
Le ondate di caldo si vede quando iniziano ma spesso non hanno una fine ben precisa e prevedibile.
Il contrasto col caldo accumulato da giorni, unito al contributo dei mari caldi, è lecito attendersi che al primo cambiamento di massa d’aria inneschi furiosi temporali, con potenti downburst e grandinate devastanti. Non si può sapere ad oggi dove colpiranno, ma la questione non è se e dove, ma quando e come.
Occhi puntati anche a fine estate e autunno, compreso settembre. Il calore dei mari potrebbe aumentare lintensità dei fronti freddi e delle tempeste equinoziali, nonché addirittura favorire eventuali Medicane.