Einstein Telescope, nuovo passo per la candidatura della Sardegna: accordo con la Germania per il telescopio del futuro

La candidatura della Sardegna a ospitare l'Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo dedicato allo studio delle onde gravitazionali, compie un nuovo passo avanti con la firma a Nuoro di un Memorandum tra i principali enti di ricerca italiani e tedeschi.

Foto di gruppo EINSTEIN TELESCOPE durante la giornata del 17 luglio.
Foto di gruppo EINSTEIN TELESCOPE durante la giornata del 17 luglio.

Venerdì 17 luglio, il progetto Einstein Telescope (ET) e la candidatura della Sardegna a ospitarlo, con il sito nell’area di Sos Enattos, sono stati sotto i riflettori a Nuoro e Lula. La Sardegna e la Lusazia, regione della Sassonia, in Germania, hanno compiuto insieme un nuovo passo per ET, il futuro osservatorio europeo di terza generazione per le onde gravitazionali.

I principali enti di ricerca italiani e tedeschi impegnati in queste ricerche hanno infatti sottoscritto, a Nuoro, un Memorandum of Agreement (MoA) per rafforzare la cooperazione scientifica tra le due candidature e promuovere la realizzazione dell'infrastruttura nella configurazione cosiddetta a "doppia L" (2L).

La cerimonia della firma, che si è svolta al termine di un workshop scientifico ospitato dal Museo Etnografico della Sardegna, ha coinvolto l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Università Tecnica di Dresda e il Karlsruhe Institute of Technology (KIT).

L'accordo, che segue la dichiarazione di intenti sottoscritta nel gennaio 2026 a Roma nella sede del Ministero dell’Università e della Ricerca, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dallo Stato Libero di Sassonia, ha confermato la volontà di proporre una candidatura congiunta basata sulla geometria a 2L, che prevede la realizzazione di due interferometri, situati uno in Sardegna e uno in Lusazia.

La proposta punta a valorizzare le caratteristiche geologiche e le competenze scientifiche dei due territori, massimizzando le potenzialità scientifiche di ET e consolidando la cooperazione europea nella ricerca di frontiera.

Cos'è il progetto Einstein Telescope

È uno dei principali progetti di ricerca europei con impatto scientifico di livello mondiale, e l’Italia è candidata a ospitarlo in Sardegna nell’area della miniera dismessa di Sos Enattos, nel Nuorese. Si tratta della grande infrastruttura sotterranea per il futuro rivelatore di onde gravitazionali di terza generazione.

ET sarà in grado di osservare un volume di universo almeno mille volte maggiore rispetto agli attuali strumenti .
ET sarà in grado di osservare un volume di universo almeno mille volte maggiore rispetto agli attuali strumenti .

ET sarà in grado di osservare un volume di universo almeno mille volte maggiore rispetto agli attuali strumenti di seconda generazione, gli interferometri LIGO negli Stati Uniti e Virgo in Italia, le cui collaborazioni scientifiche hanno osservato per la prima volta, nel 2015, le onde gravitazionali, previste cento anni prima da Albert Einstein. La scoperta è stata premiata con il Nobel per la fisica nel 2017.

È uno dei principali progetti di ricerca europei con impatto scientifico di livello mondiale, e l’Italia è candidata a ospitarlo in Sardegna nell’area della miniera dismessa di Sos Enattos, nel Nuorese. Si tratta della grande infrastruttura sotterranea per il futuro rivelatore di onde gravitazionali di terza generazione. ET sarà in grado di osservare un volume di universo almeno mille volte maggiore rispetto agli attuali strumenti

Alla cerimonia hanno partecipato i presidenti di INFN, INAF e INGV, Antonio Zoccoli, Roberto Ragazzoni e Fabio Florindo, la prorettrice alla ricerca e al trasferimento tecnologico dell'Università Tecnica di Dresda, Angela Rösen-Wolff, il co-responsabile scientifico dello studio di fattibilità dell'Einstein Telescope in Lusazia, Christian Stegmann, la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, la Segretaria di Stato del Ministero della Scienza della Sassonia, Heike Graßmann, i sindaci di Nuoro e Lula, Emiliano Fenu e Mario Calia, e il sindaco della cittadina sassone Ralbitz-Rosenthal, Hubertus Rietscher. Nel corso della mattinata, inoltre, è stato letto un breve messaggio del Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

A margine della cerimonia è stato firmato anche un accordo di collaborazione tra la Regione Sardegna e la Regione Umbria, alla presenza delle presidenti Alessandra Todde e Stefania Proietti.

Inaugurato un punto informativo a Lula

Nel pomeriggio l'attenzione si è spostata a Lula, nel cuore del sito candidato di Sos Enattos, dove è stato inaugurato il punto informativo dedicato all'Einstein Telescope, presso il Salone “Giovanni Paolo II”, in via Karl Marx 1. La giornata si è conclusa presso l'ex miniera di Sos Enattos con l'evento di lancio del futuro centro di ricerca ET-SUnLab, il cui avvio dei lavori di costruzione è previsto nelle prossime settimane.

"Una grande infrastruttura di ricerca può nascere solo da una grande collaborazione: così opera la scienza e solo così potremo dotare l’Europa di uno strumento scientifico unico al mondo, capace di produrre nuova conoscenza e consolidare la leadership europea nella ricerca fondamentale nei decenni a venire", ha affermato Roberto Ragazzoni, presidente dell'INAF.

"Lo stesso spirito di curiosità che spinse Galileo a rivolgere lo sguardo al cielo continua a ispirare la scoperta e a promuovere il progresso tecnologico, economico e sociale", aggiunge Fabio Florindo, presidente dell'INGV.