Maltempo, onde di 5 metri nel Mediterraneo: decine di morti in due naufragi al largo di Italia e Turchia
Arrivano notizie di decine di vittime nel Mediterraneo centrale, a seguito del naufragio di alcune imbarcazioni con persone che dall'Africa tentavano di raggiungere l'Europa. Fino a venerdì, il mare aperto vedrà condizioni molto pericolose, con onde alte fino a 5 metri e forte vento.

Il maltempo che sta colpendo con forza il Sud e il centro dell'Italia, generato da un vortice ciclonico nel cuore del Mediterraneo, sta purtroppo causando anche situazioni di grave pericolo in alto mare. Nelle ultime ore è arrivata la notizia di due naufragi avvenuti al largo dell'Italia e della Turchia, quindi in due zone diverse, causati entrambi dal forte maltempo. Ci sarebbero 19 morti, ma il bilancio è probabilmente provvisorio.
Le agenzie stampa informano in queste ore di 19 cadaveri che sono stati sbarcati a molo Favarolo dell'isola di Lampedusa. Una motovedetta della guardia costiera italiana, alle 3 della notte, ha fatto un intervento di soccorso a 85 miglia da Lampedusa, in area Sar libica. Su un barcone agganciato dalla nave italiana sono stati trovati diversi cadaveri, persone che stavano cercando di raggiungere le coste dell'Europa in fuga da quelle nord africane.
Forte maltempo, ciclone nel Mediterraneo
La situazione meteo in queste ore e fino a venerdì vede un ciclone in pieno Mediterraneo centrale, con mare molto mosso. Le ONG che si trovano in mare per soccorrere eventuali imbarcazioni in pericolo hanno diramato l'allerta in tutte le lingue, dal francese all'arabo, per segnalare il pericolo reale che si corre mettendosi in viaggio con imbarcazioni di fortuna con questa situazione meteo.
️️ WEATHER ALERT ️️
— Mediterranea Saving Humans (@RescueMed) April 1, 2026
From today until Friday, a storm is expected in the central #Mediterranean with winds of up to 40 knots and waves up to 5 meters high.
It is dangerous to go to sea, especially sailing from the coasts of #Libya and #Tunisia. pic.twitter.com/k7Jb3IeiUD
I naufragi
Durante il trasferimento conclusosi poco dopo le ore 13, altre persone migranti, fra cui più donne, hanno perso la vita. Tutti sarebbero morti per ipotermia, informa l'agenzia stampa ANSA.
"Si ritiene che tutti siano morti per ipotermia", ha scritto l'agenzia, che ha citato i forti venti, la pioggia e le basse temperature nella zona. Lampedusa è un punto di approdo fondamentale per i migranti che attraversano il Mediterraneo dal Nord Africa, e molti muoiono durante il pericoloso viaggio.
Cinque i migranti, fra cui un bambino, sono stati portati al Pte: tutti sono in gravissime condizioni e non si esclude che possano venire trasferiti, non appena il quadro clinico lo permetterà, con l'elisoccorso del 118. Tutto è ancora in corso di ricostruzione, ma pare che il gruppo di migranti sia partito dalla Libia l'altro ieri, quando le condizioni meteo erano buone, informa ancora ANSA.
Le condizioni meteo però sono andate peggiorando, a seguito di un vero ciclone che si è andato intensificando nel Mediterraneo, lo stesso che sta portando tanto maltempo sulle regioni del centro-sud Italia, facendo attivare anche allerta rossa in Abruzzo.
Da ieri c'è forte vento e piove ininterrottamente su Lampedusa dove al momento ci sono 10 gradi. Oltre al maltempo, con forte vento e mare mosso, un grave problema per le persone decedute in alto mare sarebbe stata l'ipotermia, per le basse temperature registrate. Ricordiamo, stiamo vivendo in queste ore una nuova ondata di maltempo invernale con temperature sotto la media.
L'altro naufragio
L'altra tragedia è avvenuta nell'Egeo. Diciotto migranti a bordo di un gommone sono annegati nel Mar Egeo al largo della costa di Bodrum, nel sud-ovest della Turchia, secondo quanto riferito dalla guardia costiera turca e riportato dalle agenzie stampa.
"A seguito delle operazioni di ricerca e soccorso, 21 migranti senza documenti sono stati tratti in salvo vivi, mentre sono stati recuperati i corpi di altri 18", ha dichiarato la guardia costiera in un comunicato.
Una strage senza fine nel Mediterraneo
Quest'anno, secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni delle Nazioni Unite, 624 migranti sono morti o dispersi nel Mediterraneo centrale. Nel primo trimestre del 2026 il numero delle vittime e dei dispersi in mare è il dato più alto registrato negli ultimi sedici anni. Si tratterrebbe però di stime al ribasso. Di molti migranti che si mettono in viaggio dalle coste nord africane non abbiamo infatti registrazioni ufficiali, e diventa difficile identificare le vittime non rivenute.
Resta poi da stabilire un altro inquietante dato, quello delle vittime nel Mediterraneo a seguito del ciclone Harry, che ha devastato la costa siciliana a metà gennaio. A seguito di quell'evento meteo straordinario, la costa ionica siciliana è stata spazzata da una violentissima mareggiata, e in alto mare sono state registrate onde altissime.
Si teme che durante quell'evento meteo di cui tanto si è parlato in Italia ed Europa per gli effetti sulle coste, siano morte oltre mille persone, persone che stavano tentando la traversata in mare dall'Africa all'Europa.
Il Mediterraneo centrale si conferma la rotta migratoria più letale al mondo, con migliaia di persone che ogni anno rischiano la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), come si legge nel report interattivo “Missing Migrants and Countries in Crisis”, dal 2014 ad oggi sono morte o scomparse oltre 28mila persone nel “mare nostrum”, di cui la maggior parte proprio nel tratto che separa la Libia dall’Italia, ovvero il Mediterraneo centrale.
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