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Meteo estremo negli USA, dai +35°C alla neve in 12 ore: i video

In molti stati del Middle-West la veloce propagazione di questo fronte freddo ha prodotto un impressionante crollo termico di ben -35°C.

Si sa che gli Stati Uniti sono la patria del meteo estremo, e dei più grandi sbalzi termici mai registrati sul nostro pianeta. Nei giorni scorsi una intensa ondata di calore, davvero notevole per la prima decade di settembre, ha interessato l’intero sud-ovest degli USA, inclusa una larga parte del Middle-West, dove i termometri si sono spinti ben oltre la soglia dei +35°C +36°C, con punte superiori ai +45°C +47°C nelle aree desertiche più interne, fra California, Nevada e Arizona.

Ma questa ondata di calore nel Middle-West è stata subito seguita dall’irruzione di una massa d’aria molto fredda, di lontana origine artica, che è scivolata rapidamente fino alle grandi praterie degli Stati Uniti centrali.

L’avvezione d’aria fredda è stata accompagnata dalla discesa di un esteso fronte freddo, proveniente dagli USA settentrionali, che delimitava l’aria molto calda, d’estrazione desertica, ancora presente nel sud-ovest degli States, con l’aria molto fredda, di origine artica, discendente dai territori dell’Artico canadese. In molti stati del Middle-West la veloce propagazione di questo fronte freddo ha prodotto un impressionante crollo termico di oltre -35°C nel giro di 24 ore.

Tanto per fare un esempio la città di Laramie, nel Wyoming, ieri ha registrato una temperatura massima di ben +28°C, mentre l’altro ieri, domenica, la colonnina di mercurio aveva superato i +32°C. Stamattina a Laramie, dopo i +28°C di ieri, la temperatura è scesa sotto i +0°C, con l’arrivo della prima neve di stagione che ha coperto di bianco le strade e le campagne.

Nel centro di Denver, dopo i +33,5°C di lunedì,12 ore dopo, con l’arrivo dell’aria fredda da Nord, il termometro ha raggiunto +1°C, con l’arrivo della neve che in mattinata ha lasciato degli accumuli in città.

In un batter d’occhio siamo passati dall’estate all’inverno, con il ritorno della prima precoce neve di stagione fino a bassa quota fra Wyoming, Montana, South Dakota e Colorado. Ma lo sbalzo termico più impressionante è quello registrato nella città di Rapid City, in South Dakota, ubicata a 1000 metri di altezza, che è passata dai +38,8°C del 5 settembre ai -1,1°C della mattinata del 7 settembre, con il ritorno della neve.