Come sarà la seconda metà di febbraio? Le novità dall'ultima linea di tendenza del modello europeo

Dopo un inizio di febbraio molto movimentato anche la seconda metà del mese promette di essere parecchio dinamica, ma con delle novità secondo i calcoli del modello europeo.

Dopo un inizio di febbraio condizionato dalle correnti atlantiche, con il continuo passaggio di perturbazioni e sistemi frontali atlantici, dall’ultima linea di tendenza, del centro di calcolo europeo, ECMWF, emerge come la seconda metà di febbraio 2026 si prospetta come un periodo di transizione meteorologica per l'Italia, con un graduale attenuamento delle correnti atlantiche umide e calde che hanno dominato la prima parte del mese.

Secondo le proiezioni a lungo termine, il Paese continuerà a essere influenzato da un flusso occidentale instabile, sebbene emergano segnali di possibili incursioni di aria più fredda dall'Europa centro-orientale, possibilmente legati a disturbi del vortice polare stratosferico.

La vera incognita di fine mese sarà proprio il vortice polare stratosferico, che disturbato, anche senza uno split completo, potrebbe influenzare in modo diretto il tempo fino alle latitudini europee, interagendo con la circolazione troposferica di fondo, presente già prima.

Dall’Atlantico scatenato alle possibili irruzioni artiche

Fino al 10 febbraio, l'Italia rimane sotto l'influenza dominante di correnti atlantiche, che causeranno piogge diffuse, venti sostenuti e nevicate sulle Alpi oltre i 1000-1400 metri, con temperature miti per la stagione.

Dalla seconda metà di febbraio il rallentamento delle correnti atlantiche potrebbe aprire ad un periodo con maggiori scambi meridiani sul continente.
Dalla seconda metà di febbraio il rallentamento delle correnti atlantiche potrebbe aprire ad un periodo con maggiori scambi meridiani sul continente.

A partire dalla metà del mese, intorno al 15-16 febbraio, le simulazioni modellistiche suggeriscono un tentativo di spinta di correnti artiche verso l'Europa centrale, con un parziale arretramento del flusso atlantico.

Questo potrebbe causare un calo termico, specialmente al Nord, senza però un affondo diretto sul Mediterraneo. In pratica aumentano le probabilità di vedere condizioni meteorologiche ideali per rivedere dei blocchi anticiclonici lungo le alte latitudini.

Alla base di questo cambiamento un disturbo del vortice polare in stratosfera che potrebbe interagire con le dinamiche di fondo presenti in troposfera. Ciò potrebbe favorire l’avvento di ondate di freddo significative sull’Europa orientale, con successiva influenza dell’Italia, o di una parte di essa.

Ancora precipitazioni sopra la media

In termini di precipitazioni, l'inverno 2025-2026 si conferma uno dei più piovosi degli ultimi decenni, con accumuli eccezionali in alcune aree come la Calabria tirrenica, dove potrebbero superare i 600 mm entro metà febbraio. Nella seconda metà del mese, le piogge si manterranno sopra la media, ma con una tendenza alla normalizzazione verso il 23 febbraio-1 marzo, quando i quantitativi di precipitazioni torneranno in linea con la climatologia.

Le precipitazioni attese a febbraio sull'Italia, si nota un surplus notevole, rispetto la media climatologica, in vaste aree del nostro Paese, soprattutto sui settori tirrenici.
Le precipitazioni attese a febbraio sull'Italia, si nota un surplus notevole, rispetto la media climatologica, in vaste aree del nostro Paese, soprattutto sui settori tirrenici.

La regione del Nord saranno le più esposte a eventuali ondate di freddo in discesa dall’Europa centro-orientale, con possibili episodi di nevicate fino a quote molto basse, fra Alpi e Appennini.

In tale contesto le regioni di Nord-Ovest, e i settori tirrenici, potrebbero vedere precipitazioni sopra le medie del periodo. Pioverà molto in regioni come la Liguria, la Toscana, il Lazio e l’Umbria.

Le regioni del Sud e le Isole (Sicilia e Sardegna) saranno le più colpite da precipitazioni intense, con fenomeni concentrati sulle coste tirreniche e accumuli elevati. Possibili nubifragi e venti forti fino a 80-100 km/h che potranno determinare mareggiate sui settori tirrenici.

Le temperature rimarranno sopra la media, con massime fino a +15°C +18°C, ma con una maggiore variabilità verso fine febbraio.

L'Italia rimarrà in un "limbo meteorologico" fino a fine mese, in attesa di eventuali sorprese fredde sulla parte finale del mese, se non addirittura a marzo. Questo scenario riflette un inverno molto volubile, influenzato da tutta una serie di indici e driver atmosferici.