Ritorno dall’orlo dell’estinzione: avvistato l’ultimo erede del dodo

Il dodo, l’uccello estinto nel XVII secolo, ha un parente stretto che però non si vedeva da diversi anni, tanto da far temere che fosse estinto a sua volta. Dalle Isole Samoa, però, arriva una buona notizia

Isole Mauritius
Le Isole Mauritius, dove un tempo viveva il dodo

Risale al lontano 1662 l’ultimo avvistamento del dodo, simpatico uccello incapace di volare, nel suo habitat originario. Sulle Isole Mauritius, dove il dodo viveva, la presenza dell’uomo unita alla maggiore fragilità delle specie insulari che si sviluppano in assenza di predatori, ha causato il mix letale che ha portato purtroppo all’estinzione.

La caccia indiscriminata e l’introduzione sulle Isole Mauritius di specie invasive che divoravano le uova, come ratti arrivati a bordo delle navi o maiali, hanno portato quindo alla scomparsa di questa specie.

Il parente più prossimo del dodo è il Manumea, noto anche come “piccione dal becco dentato”, ed è a sua volta una specie molto rara e anche più difficile da avvistare perché in grado di volare. Vive sulle lontane Isole Samoa ma non se ne avevano notizie da cinque anni.

Un simbolo raro tra speranza e rischio di estinzione

Il Manumea è l’uccello simbolo delle Isole Samoa ma si trova in particolare sull’isola di Upolu. Essendo capace di volare ha maggiori difese contro i predatori, sia umani che animali, ed è quindi riuscito a sopravvivere più a lungo rispetto al suo antenato.

Samoa - Manumea
Le fitte foreste delle Isole Samoa sono l'habitat naturale del manumea

Questo però non lo mette interamente fuori pericolo, infatti il manumea è classificato non solo come estremamente raro, ma anche in “pericolo critico” di estinzione.

Per cinque anni si erano interrotti completamente gli avvistamenti, anche a causa della mancanza di risorse per supportare ricerche costanti, tanto che tra gli studiosi locali i timori per la sua stessa esistenza iniziavano a farsi concreti. Di recente, invece, un nuovo fortunato avvistamento fa ben sperare per la sopravvivenza del manumea e anche del suo habitat.

Nuovi avvistamenti nelle foreste di Upolu

Sul finire dello scorso anno un team di ricerca ha finalmente potuto scorgere di nuovo un esemplare di Manumea tra la vegetazione delle foreste di Uafato, un villaggio della costa nord-est dell’isola di Upolu.

Non c’è stato modo di fotografare l’uccello, che volava tra i fitti rami degli alberi, ma gli avvistamenti sono stati diversi e indipendenti e questo conferma che siano veritieri.

Naturalmente un semplice avvistamento non basta ad assicurare un futuro alla specie ma è in via di realizzazione un progetto che ha per obiettivo la salvaguardia dei manumea e che passa attraverso la raccolta del DNA e la riproduzione controllata.


Scopo del progetto non è solo lo studio del comportamento e dell’ecologia di un animale moto simile al Dodo, ma anche l'osservazione e la conservazione del suo habitat. Il Manumea ad esempio contribuisce alla diffusione dei semi, ed è quindi molto utile a tenere in vita la foresta tropicale in cui abita.

Un aiuto fondamentale dalle nuove tecnologie

Riscoprire il Manumea non è stata un’impresa facile ma l’impiego delle nuove tecnologie ha aiutato la ricerca e ha fatto ben sperare per il suo buon esito. Ad esempio è stato possibile registrare, isolare ed identificare il canto dell’uccello tra quello di altre cento specie che vivono sull’isola, mesi prima dell’avvistamento.

È stato anche possibile fare una selezione più accurata delle aree dove cercare, grazie a fattori come la distanza da insediamenti umani e lo studio dei dati storici come gli avvistamenti precedenti, anche molto vecchi.