Venezia, il MOSE si è alzato già 23 volte in poche settimane per fermare l'acqua alta: è record, ma non è finita

Da settimane l'Italia fa i conti con continue perturbazioni, cicloni e tempeste, in un inverno eccezionalmente piovoso, specie in certe aree. Anche per Venezia i mesi di gennaio e febbraio sono stati particolari, con un record di episodi di marea che hanno richiesto già 23 innalzamenti delle paratie del MOSE.

Da settimane Venezia continua a fare i conti con le maree. All'inizio di febbraio la situazione appariva già da eccezionale, con 15 alte maree in nove giorni, di cui dieci sopra i 110 centimetri, "un record per il periodo", secondo quanto ha detto Alvise Papa, responsabile del Centro Maree del Comune di Venezia. Questo periodo dell'anno è statisticamente tra i più tranquilli, ma quanto avvenuto tra seconda metà di gennaio e prima parte dei febbraio non ha precedenti stando ai dati recenti.

Ma la situazione non è cambiata anche nei giorni a seguire, con continue alte maree che hanno portato a un'attivazione record del MOSE, il sistema di paratie inaugurato nel 2020 che blocca gli eventi di acqua alta evitando l'allagamento della città. Anche il 17 febbraio è stato attivato, per l'ennesima volta, il MOSE, per un nuovo picco di marea e potenziale acqua alta.

L'11 febbraio il Mose era già stato attivato 18 volte dall'inizio dell'anno, tutte concentrate in una finestra di poco più di due settimane: una frequenza "del tutto inusuale", stando alle parole dello stesso Papa, riportate da Il Post.

Il 15 febbraio si è arrivati alla 23ª attivazione del MOSE, con la bocca di porto del Lido che toccava i 126 centimetri e in città si registravano 92 centimetri — ben al di sotto della soglia di allagamento, proprio grazie alle paratoie. Oggi, riporta Il Gazzettino, sono già 19 giorni di fila di maree.

L'anno scorso, nello stesso periodo si era registrata una sola alta marea, e negli ultimi 15 anni soltanto una volta, nel 2014, si era arrivati a quota 11, riporta l'agenzia ANSA.

Cosa sta succedendo?

Il problema è noto da tempo. L'innalzamento del mare Adriatico — effetto diretto del riscaldamento globale — insieme al fenomeno della subsidenza (abbassamento del suolo), ha abbassato la soglia oltre la quale Venezia si allaga.

Il MOSE finora ha funzionato, evitando dal 2020 ad oggi l'allagamento della città numerose volte. Secondo un calcolo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ogni singola apertura delle paratoie evita circa 26 milioni di euro di danni potenziali alla città — considerando l'erosione delle strutture causata dall'acqua salata, i danni ai negozi, agli edifici, alle infrastrutture.

Per commercianti e residenti, la differenza tra avere e non avere il MOSE è concreta e visibile. Ma c'è anche un prezzo ambientale che si paga ogni volta che le paratoie si alzano, e che diventa sempre più difficile ignorare man mano che le chiusure si moltiplicano.

La laguna di Venezia non è un bacino d'acqua stagnante: è un ecosistema vivo, che si rinnova con lo scambio d'acqua con il mare, attraverso le maree. Quando il MOSE chiude le bocche di porto, questo scambio si interrompe. La laguna si isola. E se le chiusure si accumulano, come sta succedendo in queste settimane, i tempi di ricambio dell'acqua si allungano pericolosamente. Questo problema è stato affrontato da un recente articolo del quotidiano "il manifesto".

I problemi della chiusura così frequenta della laguna

Sul fronte scientifico, uno studio dell'Università di Padova ha evidenziato come le barriere mobili impediscano, durante le maree eccezionali, l'allagamento delle barene — le zone basse e pianeggianti tipiche delle lagune. Questo limita l'accumulo di sedimenti necessari alla loro crescita verticale e alla loro stessa sopravvivenza in un contesto di innalzamento del mare.

Il CNR di Padova prevede che entro il 2050 le morfologie lagunari oggi situate tra i 25 e i 50 centimetri sopra il livello del mare si ridurranno di 16 chilometri quadrati.

Un sistema pensato per poche attivazioni l'anno

Forse il punto più critico è questo: il MOSE è stato progettato per essere usato per un numero di volte molto basso ogni anno, per qualche ora ogni volta. Già nel 2024 si erano contate 28 attivazioni nell'arco di 12 mesi. Quest'anno siamo già a 23 in meno di due mesi. Il record stagionale (che include la fine del 2025) è arrivato a 38 chiusure: il massimo dall'entrata in funzione del sistema, nel 2020.

Secondo le proiezioni degli studiosi, se il Mose continuerà ad essere attivato con questa frequenza crescente, potrebbe diventare eccessivamente stressato — sul piano tecnico, economico e ambientale — già tra il 2060 e il 2070. Nello scenario climatico peggiore, entro fine secolo la laguna potrebbe restare chiusa fino a 260 giorni all'anno. Un futuro in cui la laguna non sarebbe più un ecosistema marino, ma qualcosa di completamente diverso.

Riferimenti dell'articolo

Il Mose si alza per la 23/a volta dall'inizio dell'anno - https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/02/15/il-mose-si-alza-per-la-23a-volta-dallinizio-dellanno_ebb62eba-cfbb-4cb0-a7a3-348840317dd8.html

Venezia, il Mose fa felice i commercianti ma trasforma la laguna in uno stagno - https://ilmanifesto.it/venezia-il-mose-fa-felice-i-commercianti-ma-trasforma-la-laguna-in-uno-stagno

Le alte maree proseguono, il Mose sollevato di continuo - https://www.veneziatoday.it/cronaca/alte-maree-proseguono-mose-sollevato.html

Il Mose di Venezia è attivissimo - https://www.ilpost.it/2026/02/11/mose-venezia-molto-attivo/