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14 novembre 1951, la grande alluvione del Polesine

Il 14 novembre del 1951 il Polesine, un'area geografica situata nell'attuale provincia di Rovigo, venne devastato da un'alluvione di immense proporzioni che causò cento vittime e 180.000 sfollati.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 14 Nov 2018 - 07:46 UTC
La rotta del Po a Malcantone, 14 novembre 1951.

A metà novembre del 1951 si verificò in Italia uno dei peggiori eventi alluvionali della storia recente del paese: l’alluvione del Polesine. Fu un disastro di immense proporzioni causato dalla piena eccezionale del fiume Po, che il 14 novembre tracimò per la rottura degli argini inondando le povere campagne di quest’area del Veneto situata nella provincia di Rovigo. Ci furono circa cento vittime, 180.000 sfollati e danni enormi che causarono una emigrazione di massa.

La grande piena del fiume Po

Dopo giorni di piogge incessanti sul bacino idrografico del Po, il fiume più lungo d’Italia e con un’area di alimentazione estesissima, si verificò a partire dal 12 novembre una piena eccezionale che attraversò senza creare problemi l’intera Pianura Padana. I problemi si verificarono nel tratto finale del fiume, dove la portata della piena fu eccezionale.

Fu nella sera del 14 novembre che si verificò il disastro, con tracimazioni del fiume nella zona fra Occhiobello e Canaro, Paviole, Bosco e Malcantone. L’argine cedette e milioni di metri cubi di acqua si riversarono nelle povere campagne del Polesine, costringendo migliaia di persone, soprattutto contadini, a fuggire. Persero tutto: la casa chi la possedeva, ed i beni chi, come i braccianti che lavoravano lì in condizioni durissime, la casa non l’aveva. L'alluvione causò un esodo massiccio che cambiò per sempre la regione.

Nelle campagne del Polesine milioni di metri cubi d'acqua

Alcune stime suggeriscono che la portata delle rotte lungo gli argini fu superiore ai 7.000 m³/s a fronte di una portata massima complessiva che toccò, in quella piena eccezionale, i 12.800 m³/s. In sostanza, a causa delle falle negli argini oltre la metà della portata del Po si riversò nelle campagne del Polesine, causando un disastro senza precedenti. Del resto in termini di volume d’acqua esondati, è stata probabilmente la più grande alluvione della storia contemporanea nel territorio italiano.

Il disastro come già detto causò circa cento vittime. Molte di queste si trovavano a bordo di un camion, in fuga dalle aree alluvionate. La piena li travolse. L’alluvione del Polesine del 1951 è ricordata come la prima grande alluvione del dopoguerra e purtroppo la prima di una lunghissima serie di disastri idrogeologici avvenuti in Italia fino ai nostri giorni, fino agli eventi di pochi giorni fa.

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