Oggi siamo più lontani dal sole: ecco perché

A inizio luglio la Terra tocca il punto più lontano dal Sole: l'afelio. Eppure non è la distanza ad influire sulle stagioni. È l'inclinazione del pianeta rispetto ai raggi solari.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 06 Lug 2018 - 08:21 UTC
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Il 6 luglio del 2018 la Terra raggiunge l'afelio, il punto più lontano dal sole

Il 6 luglio del 2018 il nostro pianeta tocca il punto più lontano dal Sole di tutto l’anno: in questa giornata la distanza della Terra dal Sole è di circa 152.000.000 chilometri. Questo punto, chiamato “afelio”, viene toccato ogni anno in questo periodo, i primi giorni di luglio, anche se ogni anno la data può variare. Può sembrare strano che proprio a luglio, quando nell’emisfero settentrionale è ormai piena estate, la distanza del nostro pianeta dal sole sia massima. Come vedremo però, la distanza non ha niente a che vedere con le stagioni.

L’afelio, il punto in cui la Terra si trova più lontana dal sole, si contrappone al perielio, il punto più vicino. Il perielio, il punto dell’orbita terrestre più vicino al Sole, si trova a circa 147.000.000 di chilometri di distanza dall'astro.

La presenza di un massimo e un minimo di distanza della Terra dal Sole, è dovuto al fatto che l’orbita terrestre è ellittica e non circolare. Il percorso che la Terra compie intorno al Sole ha quindi la forma di un’ellisse, in cui uno dei due fuochi è occupato dal Sole.

La prima legge di Keplero

Fu il grande astronomo tedesco Keplero, contemporaneo di Galileo Galilei, a formulare l’ipotesi che le orbite dei pianeti fossero ellittiche e ad inserire il concetto di afelio e perielio.

Secondo la prima legge di Keplero, le orbite descritte dai pianeti sono ellissi, di cui il Sole occupa la posizione di uno dei due fuochi. Questo vuol dire che ci sarà un punto in cui il pianeta si troverà più lontano dal Sole (Keplero usò il greco “apo” che significa “lontano”, ed “helios” che significa “sole” per creare la voce “afelio”), mentre in un altro momento toccherà un punto di massima vicinanza (“peri”, in greco esprime concetto di vicinanza, da lì la parola “perielio”).

La distanza della Terra dal Sole passa quindi da un massimo di circa 152 milioni di chilometri, ad un minimo di 147 milioni di chilometri dal Sole. Questa differenza di distanza non è abbastanza grande da influire sul riscaldamento del nostro pianeta. In sostanza, la maggiore o minore vicinanza della Terra dal Sole è impercettibile per gli esseri viventi.

La distanza del Sole dalla Terra non influisce sulle stagioni

Il succedersi delle stagioni quindi, non è legato alla distanza della Terra dal Sole, bensì alla sua inclinazione rispetto ai raggi solari.
Il nostro pianeta compie la sua orbita ellittica intorno all'astro inclinata di circa 23°. A seconda della sua posizione lungo l’orbita, i raggi solari incidono maggiormente sull'emisfero nord o sud del pianeta, determinando l’alternarsi delle stagioni, "introdotte" da solstizi ed equinozi.

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