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Potrebbero arrivare in Europa post-uragani più forti?

I resti dell’uragano Ophelia, che arrivò a raggiungere la  categoría di uragano grande il fine settimana del 14 e 15 ottobre, attraversò lunedì le coste dell’Irlanda e dell’Inghilterra come una potente  burrasca. Potrebbe ripetersi in futuro questo fenómeno con maggior frequenza sull’Europa? 

Natalia Cristiano Natalia Cristiano 20 Ott 2017 - 16:01 UTC
Uragano Ophelia
Post Ophelia colpendo il 16 ottobre 2017 le Isole Britanniche, secondo l’immagine di MODIS-Terra.

Il grande uragano Ophelia (cat. 3) è arrivato più a est nel bacino dell’Atlantico che qualsiasi altro grande uragano e questo ha rotto gli schemi di molti meteorologi. Così come si ruppero gli schemi quando Vince si formó come un uragano di categoria 1 di fronte alle coste della Spagna nell’ottobre del 2005. 

 L’arrivo dei cicloni tropicali e subtropicali alle coste occidentali d’Europa è un fenómeno raro, ma ogni tanto si verifica con cicloni tropicali sia di lungo che di corto percorso che finiscono morendo di fronte alle coste dei paesi occidentali. In altre occasioni soffrono una trasformazione extratropicale passando a una burrasca derivata da un ex o post ciclone tropicale. 

 Nella loro traiettoria possono avere un impatto avverso sulle zone costiere europee generando piogge, venti intensi, inondazioni e maree cicloniche. La burrasca post Ophelia ha lasciato danni importanti in Irlanda, tre morti e vari feriti durante il suo arrivo il 16 ottobre del 2017, oltre a interruzioni della corrente e altri danni materiali. Tutto ció 12 ore dopo aver smesso di essere un uragano di cat.1 di fronte alle coste della penisola ibérica. 

Alcuni cicloni tropicali dell’ Atlántico centrale si formano lontano dalle soglie di 26,5/27º C della temperatura dell’acqua del mare (SST), come lo fanno i loro omologhi nei Caraibi. Così Ophelia si è mantenuto e sviluppato nelle zone con un SST di 26/25 ºC. Una zona dove le anomalie di SST si sono aggirate sui 1/2º C al di sopra del normale. L’instabilità è stata favorita in certo grado dalle temperature fredde as alto livello e sempre con un ambiente di bassa corrente del vento.

Post Ophelia
Grandi onde colpiscono il pontile del porto di Porthcawl, nel Wales.Vía Evening Standard.

Man mano che il pianeta continua a surriscaldarsi a causa degli effetti del riscaldamento globale causato dagli esseri umani, c è da aspettarsi l’arrivo di altri uragani che mantengano la loro forza in latitudini più alte, come uragani e post uragani.

Cosí come riassume Jeff Masters di Wunderground.com, uno studio del 2014 diretto da Jim Kossin, "The poleward migration of the location of tropical cyclone maximum intensity", ha concluso che negli ultimi 30 anni c`é stata una pronunciata migrazione verso il polo dei cicloni tropicali che raggiungono la  massima intensità del loro ciclo di vita a latitudini medie.

Le tendenze verso il polo sono evidenti nei dati storici globali sia nell’emisfero nord che in quello sud, con tasse di 53 e 62 kilometri per decennio, all’incirca.  

Gli scienziati formularono l’ipotesi  che questo cambiamento verso i poli potrebbe essere vincolato all’espansione dei tropici, possibile conseguenza del riscaldamento globale causato dall’umanità. Ma indicarono che, finora, la tendenza osservata nella base di dati dei cicloni tropicali dell’Atlantico è stata minima.

L’assenza di una base di dati prolungata da uragani e post uragani  nel lato est del bacino atlántico  fa si che le conclusioni e prospettive future no siano del tutto chiare. Il riscaldamanento climatico è con noi:  temperatura più alte in zone tropicali del mare, anomalie più alte e persistenti con espansione delle zone d’influenza tropicale, estati più lunghe ecc… Rimane da vedere come si comporterà la corrente del vento in queste proiezioni future.

Ma non è tutto, alcuni studi più recenti vanno oltre e prevedono che con il cambiamento climatico si verificheranno più uragani e post uragani che colpiscano l’Europa.  Così, per esempio, conclude il suo studio Reindert J. H. (2013 et al.) “More hurricanes to hit western Europe due to global warmingen” Geophysical Research Letters.

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