Daniele Ingemi, meteorologo: "Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo"

Il maltempo potrebbe tornare a picchiare in modo molto duro entro la parte finale del mese, con il rischio di nuovi eventi precipitativi estremi. Ecco perché.
Dopo una fase di crescente attenzione verso il rafforzamento del flusso atlantico, la prossima settimana si aprirà con una pausa anticiclonica sul Mediterraneo e sull’Italia.
Temperature in generale rialzo, cieli più limpidi e un temporaneo allontanamento delle perturbazioni più organizzate caratterizzeranno questa parentesi, offrendo un respiro dopo le piogge e i nubifragi delle settimane precedenti.
Cosa accadrà a fine mese?
Questa tregua, tuttavia, non segnerà l’inizio di una fase prolungata di bel tempo. Difatti, non sarà destinata a durare a lungo. Verso la fine del mese l’anticiclone sposterà progressivamente il proprio baricentro verso l’Europa centro-orientale.

Il Mediterraneo si troverà così esposto lungo il bordo meridionale della struttura anticiclonica, in una posizione classicissima e potenzialmente critica per lo sviluppo di ciclogenesi.
In questo contesto, l’aria più fresca in discesa da est, scorrendo proprio sul bordo meridionale dell’alta pressione, entrerà sull’area mediterranea e interagirà con l’aria più calda e umida preesistente sul bacino.
L’incontro tra masse d’aria di diversa natura e temperatura è il meccanismo fondamentale che, storicamente, alimenta i minimi depressionari mediterranei e le relative precipitazioni intense.
Verso un periodo instabile
Una configurazione di questo tipo potrebbe quindi aprire la porta a un periodo di grandi piogge, con rischio di fenomeni localmente abbondanti, persistenti e a tratti anche temporaleschi, soprattutto sulle regioni più esposte ai flussi umidi meridionali o orientali.

Le aree tirreniche, parte del Centro-Sud e alcuni settori del Nord Italia potrebbero risultare particolarmente sensibili, a seconda della precisa traiettoria dei minimi depressionari che andranno a scavarsi sul Mare Nostrum.
Non si tratterà necessariamente di un unico evento, ma piuttosto di una fase più dinamica e instabile, in cui le precipitazioni potranno ripetersi a più riprese, con possibili accumuli significativi in pochi giorni.
Perché non bisogna sottovalutare questo pattern?
Lo schema che si delinea dal 30 ottobre in poi richiama pattern noti per la loro capacità di produrre eventi pluviometrici rilevanti sul Mediterraneo, soprattutto in autunno, quando il mare conserva ancora una notevole quantità di calore e umidità.

Pertanto, ogni volta che in questo periodo dell’anno l’anticiclone si sposta sull’Est o Nord Europa, la zona del Mediterraneo rimane esposta a possibili intense ondate di maltempo.
Sarà fondamentale seguire l’evoluzione dei modelli numerici nei prossimi giorni per precisare tempi, localizzazione e intensità delle precipitazioni.
Il segnale di fondo appare già piuttosto chiaro. Dopo la parentesi anticiclonica di inizio settimana, il Mediterraneo rischia di tornare protagonista di una fase meteorologica più agitata e potenzialmente molto piovosa, con tutte le implicazioni che ciò comporta per il territorio e per le attività umane.