È arrivato il Super El Niño, ed un inverno del passato potrebbe anticipare come sarà quello del 2026/2027 in Germania
Il più forte El Niño degli ultimi anni si sta avvicinando e uno sguardo alla storia meteorologica mostra cosa potrebbe aspettarci nell'inverno 2026-2027.

È tornato, e questa volta arriva in versione XXL. Nel Pacifico si è sviluppato un El Niño come non se ne vedevano da anni. Le acque oceaniche sono insolitamente calde e gli esperti parlano ormai di uno degli eventi più intensi mai registrati.
Non sorprende quindi che in Germania inizi a circolare una domanda: cosa farà questo gigante climatico e che effetti avrà sull'inverno tedesco? La risposta interessante non arriva da un modello meteorologico né da una sfera di cristallo, ma dall'analisi degli inverni passati caratterizzati da El Niño. E quello che emerge è tutt'altro che scontato.
Un gigante climatico nel Pacifico, mentre la Germania osserva con attenzione
Partiamo da una verità che potrebbe sorprendere molti: El Niño si sviluppa a migliaia di chilometri di distanza, al largo delle coste del Sud America. Se e in che modo i suoi effetti riescano a raggiungere l'Europa è tutt'altro che certo. Per Paesi come Australia e Perù le conseguenze sono molto più evidenti, mentre per l'Europa centrale resta difficile prevedere con precisione cosa accadrà.
Ed è proprio questo a rendere la situazione così interessante. Le acque calde del Pacifico modificano infatti le grandi correnti atmosferiche su scala globale. A volte questo impulso può tradursi in Germania in una ondata di freddo, altre volte può favorire una successione di correnti occidentali miti. Le carte vengono rimescolate, ma nessuno può sapere in anticipo quale sarà lo scenario vincente.
L'inverno 2009/2010: quando El Niño portò neve e gelo
Guardare al passato può far sperare in un inverno da cartolina. Anche nell'inverno 2009/2010 era presente El Niño e la Germania visse una stagione invernale memorabile: gelida, molto nevosa, con laghi ghiacciati e bambini sulle slitte dalla costa fino alle Alpi.
La neve rimase al suolo per settimane e durante la notte le temperature scesero ampiamente sotto lo zero. Per molti fu uno degli inverni più belli degli ultimi anni. Chi desidera un vero inverno nevoso guarda proprio a quel ricordo e spera che la storia possa ripetersi.
2015/2016: caldo record invece della neve
Ma attenzione, perché arriva la doccia fredda. Solo pochi anni dopo, nell'inverno 2015/2016, si verificò un El Niño altrettanto potente, ma il risultato fu completamente opposto. La Germania visse il dicembre più caldo dall'inizio delle misurazioni, con temperature quasi primaverili.
Al posto di pupazzi di neve e pattinaggio sul ghiaccio fiorirono i primi fiori, nei giardini spuntarono i crochi e alla vigilia di Natale molte persone poterono stare all'aperto con temperature superiori ai 10 °C.
Lo stesso fenomeno atmosferico, ma un risultato meteorologico completamente opposto. Proprio per questo qualsiasi previsione sull'inverno fatta troppo presto deve essere considerata con estrema cautela.
Perché la parte finale dell'inverno può spesso riservare sorprese
C'è però un elemento che potrebbe far drizzare le antenne agli amanti del freddo. Negli anni caratterizzati da El Niño, l'inverno in Europa centrale inizia spesso in modo mite: novembre e dicembre tendono a essere relativamente caldi e caratterizzati da correnti occidentali. Il momento più interessante arriva spesso nella parte finale della stagione.
El Niño può infatti contribuire a destabilizzare in quota il cosiddetto vortice polare. Quando questo enorme vortice di aria fredda nella stratosfera viene disturbato, può aprire una sorta di via di fuga per l'aria gelida artica. A quel punto, proprio nei mesi di gennaio e febbraio, possono verificarsi improvvisi episodi di freddo intenso, con gelo e neve, quando ormai molti non se li aspettano più.
La conclusione: suspense fino all'ultimo
Cosa significa tutto questo per l'inverno 2026/2027? A dire il vero, El Niño può aumentare la probabilità di determinati scenari, ma non decide da solo quale sarà il tempo. Può aumentare le possibilità di vivere situazioni sorprendenti in entrambe le direzioni: dal Natale senza neve fino a una tardiva e intensa irruzione artica, tutto resta aperto.
Il consiglio è quindi di non sbilanciarsi troppo presto e di osservare soprattutto l'andamento della parte finale dell'inverno. Sarà allora che si potrà capire se questa stagione finirà nei libri di storia come una delusione mite o come una sorprendente parentesi gelida. La situazione resta quindi molto interessante.