Il mare intorno all'Italia fa registrare +24°C a giugno: se vivi sulla costa, preparati a notti tropicali senza fine

Il Mediterraneo si sta riscaldando a una velocità tre-quattro volte superiore alla media globale degli oceani, e questo calore extra sta modificando profondamente il clima delle nostre coste, in particolare al centro-sud.

L’estate meteorologica è iniziata solo da pochissimi giorni, eppure i mari attorno l’Italia registrano temperature, in superficie, fino a +23°C, addirittura +24°C il basso Tirreno orientale, attorno le Eolie. Stiamo parlando di valori da piena estate, anche se siamo solo a inizio giugno.

Il Mediterraneo si sta riscaldando a una velocità tre-quattro volte superiore alla media globale degli oceani, e questo calore extra sta modificando profondamente il clima delle nostre coste, in particolare di Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia.

Come un mare caldo riscalda l’aria

Il meccanismo è fisico e piuttosto diretto. Il mare ha una capacità termica enormemente superiore a quella dell’aria e del suolo. Quando la temperatura superficiale rimane elevata per settimane o mesi, diventa una vera e propria stufa che continua a cedere calore all’atmosfera anche dopo il tramonto.

Il Tirreno ha appena raggiunto valori di oltre +24°C, eppure siamo solo a inizio giugno.
Il Tirreno ha appena raggiunto valori di oltre +24°C, eppure siamo solo a inizio giugno.

Durante il giorno il sole scalda sia la terra che il mare. Di notte, però, la terra si raffredda rapidamente (bassa inerzia termica), mentre il mare rilascia lentamente il calore accumulato. Questo crea una circolazione locale persistente (brezze marine notturne più deboli o invertite) e mantiene l’aria umida e calda vicino alla costa.

Questo processo fa in modo che le temperature minime faticano a scendere sotto i +20°C +22°C, definendo le famose notti tropicali.

Il periodo delle notti tropicali

Nelle città direttamente affacciate sul Basso Tirreno e sullo Ionio, come Palermo, Messina, Catania, Reggio Calabria, Cagliari, questo effetto è amplificato dal fatto che il mare è più caldo proprio nei settori meridionali.

L’urbanizzazione trattiene ulteriormente il calore (isola di calore urbana), mentre l’umidità elevata rende la percezione termica ancora più opprimente.

Negli ultimi anni Sicilia e Calabria dominano le classifiche nazionali delle notti tropicali. Messina ha superato le 120 notti all’anno, seguita da Reggio Calabria, Palermo e Catania.

Anche in Sardegna, soprattutto lungo le coste meridionali e occidentali, si registrano decine di notti sopra i +20°C, con valori in forte crescita rispetto al clima del secolo scorso.

Studi scientifici sul Mediterraneo confermano che l’aumento delle notti tropicali è particolarmente marcato nelle aree costiere proprio a causa del riscaldamento delle acque superficiali. Il trend è più accentuato vicino al mare che nell’entroterra, dimostrando il ruolo chiave delle temperature della superficie del mare.

Un circolo vizioso in atto

Il mare caldo non solo mantiene alte le temperature notturne, ma prolunga le ondate di calore e immette più energia all’atmosfera sovrastante che può alimentare i fenomeni meteorologici estremi. È un feedback positivo.

Difatti, più il clima si scalda, più il mare assorbe e restituisce calore, rendendo il riscaldamento ancora più rapido.

Il Basso Tirreno a +24 °C a inizio estate è il segnale di un nuovo normale verso cui ci stiamo spostando. Un normale che rende le estati del Sud Italia sempre più simili a quelle di latitudini tropicali, con tutto ciò che ne consegue per ecosistemi marini, agricoltura, turismo e salute pubblica.

Questo processo fa in modo che le temperature minime faticano a scendere sotto i +20°C +22°C, definendo le famose notti tropicali.
Questo processo fa in modo che le temperature minime faticano a scendere sotto i +20°C +22°C, definendo le famose notti tropicali.

Probabilmente anche in quest’estate le temperature del Mediterraneo, in alcuni punti, raggiungeranno i +28°C +29°C, con ondate di calore marine sempre più frequenti.

Questo non solo prolungherà il caldo fino in autunno, ma favorirà pure l'arrivo di specie invasive (pesci tropicali, meduse, alghe) che metteranno in difficoltà le specie native come coralli, posidonie e molti pesci commerciali.

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