Un anticiclone da record si avvicinerà all'Europa il 30 marzo: Previsioni per fine mese in Italia

Gli ultimi aggiornamenti modellistici indicano un possibile cambio di scenario per la fine di marzo. Dopo una fase di marcata instabilità e freddo tardivo, un imponente campo di alta pressione, in avvicinamento da ovest, tenterà di estendere il proprio dominio su parte del continente, tuttavia ci sono ancora molti dubbi, evidenziati anche dalle diverse ipotesi evolutive dei principali global model.

L’analisi dei modelli di oggi, martedì 24 marzo, evidenzia un possibile cambio della guardia nello scenario meteorologico europeo per la fine del mese.

L'attuale dinamicità, introdotta da un'improvvisa quanto incisiva elevazione dell'anticiclone atlantico verso nord, oltre l'Islanda, con la conseguente discesa di masse di aria fredda di origine artico-marittima fin sulla nostra penisola, potrebbe cedere il passo a una poderosa rimonta pressoria (1044 hPa), questa volta destinata ad interessare l'Europa Occidentale.

Tuttavia questa eventualità mantiene ancora dei margini di incertezza non trascurabili, evidenziati sia dalle ensamble, che dalle divergenze ancora presenti tra i due principali modelli globali.

La dinamica atmosferica di fine marzo

Mentre il periodo tra il 25 e il 28 marzo sarà caratterizzato da un'irruzione d'aria polare, capace di riportare condizioni quasi invernali su gran parte della penisola, con neve anche a quote collinari sull'Appennino ed un crollo termico di oltre 10°C, a partire dal 29-30 marzo, la situazione successiva potrebbe ribaltarsi completamente.

Infatti, dopo un primo avvicinamento e potenziamento della figura anticiclonica dall'Atlantico verso l'Europa Occidentale, si profilerebbe la probabile discesa, sul suo fianco orientale, di una goccia fredda che, andando a collocarsi sul Marocco, potrebbe innescare la risalita di masse d'aria calda di matrice subtropicale nordafricana verso nord, verso l'Anticiclone stesso.

A fine mese una poderosa rimonta pressoria (1044 hPa) destinata ad interessare l'Europa Occidentale potrebbe portare aria molto calda fin sull'Italia.
A fine mese una poderosa rimonta pressoria (1044 hPa) destinata ad interessare l'Europa Occidentale potrebbe portare aria molto calda fin sull'Italia.

Questo un flusso caldo che salirebbe dal Nord Africa verso il Mediterraneo Occidentale, sembrerebbe poter raggiungere anche la penisola italiana o fermarsi appena ad ovest, interessando eventualmente solo la Sardegna.

Il confronto tra i modelli: la versione di ECMWF

L'incertezza sull'incisività di questa "bolla" calda sull'Italia emerge anche dalla diversa visione di ECMWF e GFS. Il modello europeo vede abbastanza probabile l'avanzata del caldo verso est: il run 00 di oggi evidenzia l'avanzata del caldo da ovest verso l'Italia, a partire dal pomeriggio di lunedì 30 marzo e fino a giovedì 2 aprile. Questo porterebbe i termometri su valori sopra media su tutto il Paese.

La sinergia di una potente cellula di alta pressione sin avvicinamento dall'Atlantico, insieme ad una goccia fredda sul Marocco, potrebbe produrre la risalita di masse d'aria calda di matrice subtropicale nordafricana verso nord, capaci di produrre una fase calda di tipo quasi estivo sulla Penisola. Ma ci sono ancora molte incertezze su questa previsione.
La sinergia di una potente cellula di alta pressione sin avvicinamento dall'Atlantico, insieme ad una goccia fredda sul Marocco, potrebbe produrre la risalita di masse d'aria calda di matrice subtropicale nordafricana verso nord, capaci di produrre una fase calda di tipo quasi estivo sulla Penisola. Ma ci sono ancora molte incertezze su questa previsione.

Poi lo stesso anticiclone tornerebbe poi ad allungarsi verso nord, di nuovo verso l'Islanda ed anche oltre, fin sull'Artico, interessando anche le Isole Faroe. Non si farebbe attendere una nuova risposta ad est, con una nuova poderosa discesa di aria fredda da nord e tempo perturbato sull'Europa.

L'ingresso di questa perturbazione fredda sul Mediterraneo, potrebbe innescare la formazione di altri minimi depressionari, con un nuovo peggioramento sull'Italia con l'allontanamento dell'aria calda ed un clima più freddo già a partire da venerdì 3 aprile.

La versione del modello americano GFS

In netta contrapposizione con la forte spinta anticiclonica calda, ipotizzata dal centro europeo, il modello americano GFS delinea uno scenario meno statico e decisamente più movimentato per l'Italia. Secondo le ultime corse del modello statunitense, l'anticiclone non riuscirebbe a mettere radici profonde sul Mediterraneo centrale.

La struttura di alta pressione, pur tentando la risalita tra il 30 e il 31 marzo, verrebbe costantemente disturbata da infiltrazioni instabili provenienti dal Nord Atlantico. In questa visione, il "core" del caldo rimarrebbe confinato tra la Penisola Iberica e la Francia, mentre l'Italia si troverebbe sul bordo orientale della cupola pressoria.

Questo posizionamento esporrebbe le nostre regioni, in particolare quelle adriatiche e il Sud, a correnti più vivaci e meno calde. Invece di un rialzo termico uniforme e marcato, GFS ipotizza una maggiore variabilità e una tenuta delle temperature su valori più vicini alle medie stagionali, limitando ai settori più occidentali e alla Sardegna, per poche ore tra lunedì e martedì, l'anticipo d'estate proposto da ECMWF.

Differenze sulla tenuta nel lungo periodo

Volendo valutare la linea di tendenza dei modelli nel periodo successivo, pur dovendo sottolineare il crollo di attendibilità di tali valutazioni, considerando oltre al calo fisiologico dell'affidabilità dei modelli deterministici a questa distanza temporale e la crescente incertezza, già manifestata sia nelle ensamble che nel confronto tra i diversi modelli, il quadro si fa ulteriormente incerto.

Infatti tra i due modelli il peggioramento successivo divergerebbe sia nella tempistica che nella dinamica. Mentre ECMWF ipotizza una "bolla calda" fino al 2 aprile, prima di soccombere alla discesa artica con direttrice meridiana, il modello GFS anticipa i tempi del cedimento, puntando su una discesa fredda sull'Europa Orientale ed una successiva retrogressione da nord-est verso sud-ovest.

Secondo gli americani, già tra l'1 e il 2 aprile la struttura anticiclonica dovrebbe arretrare ulteriormente verso ovest per l'arrivo di un nucleo di "aria relativamente fredda" in arrivo dai Balcani.

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Questo scenario trasformerebbe il ponte verso aprile in una fase di forte instabilità atmosferica, con il rischio di temporali pomeridiani che colpirebbero soprattutto le zone interne e appenniniche. In sintesi, dove ECMWF vede una transizione netta dal caldo al maltempo freddo, GFS propone una fase di transizione più incerta, dove l'alta pressione faticherebbe comunque per l'intero periodo a proteggere l'Italia, per poi lasciarla vulnerabile a frequenti intrusioni instabili nordorientali.