Effetto inatteso del ciclone Harry: scienziati maltesi scoprono un sorprendente aumento della biodiversità marina

Mentre sulla terraferma i danni erano evidenti, in mare gli effetti si sono protratti per giorni, rivelando un ecosistema dinamico e resiliente che darà beneficio alla biodiversità marina dell'area colpita.

La tempesta Harry ha agito come un catalizzatore naturale, "fertilizzando" il mare e stimolando una fioritura di vita sottomarina.
La tempesta Harry ha agito come un catalizzatore naturale, "fertilizzando" il mare e stimolando una fioritura di vita sottomarina.

Quando pensiamo alle tempeste, l'immaginario collettivo evoca immagini di devastazione terrestre. Ma il ciclone extratropicale Harry, che ha colpito sia Malta che l’estremo Sud Italia, fra il 20 e il 21 gennaio 2026, ha rivelato un volto nascosto e sorprendentemente benefico per l'ecosistema marino.

Questa tempesta ha agito come un catalizzatore naturale, "fertilizzando" il mare e stimolando una fioritura di vita sottomarina. Queste scoperte emergono da uno studio condotto dagli scienziati del Malta College of Arts, Science and Technology (MCAST), che hanno utilizzato il servizio digitale marino STREAM per monitorare in tempo reale le reazioni del Mediterraneo.

Lo studio maltese

Sotto la direzione del Prof. Aldo Drago, all'Istituto per l'Ingegneria e i Trasporti di MCAST, il team ha sfruttato dati satellitari per quantificare gli effetti invisibili della tempesta. Non tutto il male viene per nuocere, potrebbe dirsi in questo caso.

Mentre sulla terraferma i danni erano evidenti, in mare gli effetti si sono protratti per giorni, rivelando un ecosistema dinamico e resiliente.

Il servizio STREAM, un'innovazione operativa unica nel suo genere, ha permesso di tracciare con precisione pixel per pixel l'evoluzione del fenomeno, confrontandola con la climatologia trentennale per validare le osservazioni.

Uno degli elementi chiave è stato il deposito di nutrienti nel mare, trasportati da un'enorme nuvola di polvere sahariana sollevata dalla tempesta. Ma l'impatto più straordinario è derivato dalle onde giganti generate dal vento.
Uno degli elementi chiave è stato il deposito di nutrienti nel mare, trasportati da un'enorme nuvola di polvere sahariana sollevata dalla tempesta. Ma l'impatto più straordinario è derivato dalle onde giganti generate dal vento.

Uno degli elementi chiave è stato il deposito di nutrienti nel mare, trasportati da un'enorme nuvola di polvere sahariana sollevata dalla tempesta. Ma l'impatto più straordinario è derivato dalle onde giganti generate dal vento.

L’azione del moto ondoso fino a grandi profondità

Questi muri d’acqua hanno penetrato le acque fino a circa 100 metri di profondità, creando una turbolenza verticale che ha raggiunto il fondale in vaste aree intorno alle isole maltesi. Questa miscelazione ha provocato la risospensione dei sedimenti e l'iniezione di nutrienti dal fondo verso gli strati superiori della colonna d'acqua.

In pratica Harry ha "concimato" il mare, innescando un aumento dell'attività biologica. La produzione primaria, il processo alla base della catena alimentare marina, è schizzata alle stelle, favorendo la proliferazione di fioriture di fitoplancton.

Questo non è solo un dato numerico, ma rappresenta un'esplosione di vita che ha stimolato l'intero ecosistema marino, trasferendo energia ai livelli trofici superiori. Pesci e altre specie marine hanno beneficiato di questa abbondanza.
Questo non è solo un dato numerico, ma rappresenta un'esplosione di vita che ha stimolato l'intero ecosistema marino, trasferendo energia ai livelli trofici superiori. Pesci e altre specie marine hanno beneficiato di questa abbondanza.

Queste microscopiche alghe, visibili dalla superficie attraverso mappe satellitari di concentrazione di clorofilla, hanno trasformato il Mediterraneo in un'oasi di vitalità. Immaginate: nei sei giorni successivi alla tempesta, lo scenario si è evoluto in modo drammatico, con picchi evidenti il 22 e il 27 gennaio.

I sorprendenti effetti sul mare

Analizzando una striscia di 2 km intorno alle isole maltesi, i dati hanno mostrato un'attività di produzione primaria quotidiana nettamente superiore alla media. Il 22 gennaio, in particolare, la concentrazione di clorofilla ha raggiunto 0,26 mg/m³, più del doppio del valore climatologico di 0,12 mg/m³ per quel periodo di gennaio.

Questo non è solo un dato numerico, ma rappresenta un'esplosione di vita che ha stimolato l'intero ecosistema marino, trasferendo energia ai livelli trofici superiori. Pesci e altre specie marine hanno beneficiato di questa abbondanza, con potenziali effetti positivi sulla crescita e sul reclutamento delle popolazioni ittiche e una crescita della biodiversità marina.

Il ciclone Harry, dunque, non è stata solo sinonimo di distruzione. Ha dimostrato come gli eventi estremi possano avere un duplice volto. Da un lato, sfide per le comunità umane, dall'altro, opportunità per la natura.