L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂

Allarmanti dati dallo storico osservatorio di Mauna Loa nelle isole Hawaii: l’aumento di concentrazione di CO2 in atmosfera sta andando fuori controllo. A maggio record di 432 ppm, entro il 2034 si potrebbero sfondare 450 ppm.

La maggior parte delle emissioni di CO2 in atmosfera proviene dall'uso dei combustibili fossili, in foto le ciminiere di una centrale termoelettrica a carbone
La maggior parte delle emissioni di CO2 in atmosfera proviene dall'uso dei combustibili fossili, in foto le ciminiere di una centrale termoelettrica a carbone

Nell’ambiente scientifico è nota come “Keeling curve”, nel mondo ambientalista e divulgativo si usa chiamarla “respiro della terra”. Ci riferiamo al famoso grafico delle concentrazioni di CO2 in atmosfera rilevate presso l’Osservatorio di Mauna Loa, alle Isole Hawaii.

Qui dal 1957, Anno Geofisico Internazionale, viene sistematica misurata la concentrazione di biossido di carbonio in atmosfera.

L’Osservatorio di Mauna Loa, di cui più volte abbiamo parlato e che dispone della più lunga serie osservativa strumentale di gas serra in atmosfera.
Gli ultimi dati rilevati sono preoccupanti, non solo la CO2 aumenta, ma aumenta anche il tasso di incremento annuo.

Gli ultimi dati

L'osservatorio di Mauna Loa a maggio 2026 ha rilevato 432.34 ppm, lo scorso anno nello stesso mese il valore era 430.51. Dieci anni fa stupivano 407.70 ppm, nel 2015 fecero scalpore i primi 400 ppm, ma nel 2006 il valore era 384.99 e 30 anni fa nel 1996 era ancora 366.66 ppm.

La curva delle concentrazioni di CO2 in atmosfera.
Viene chiamata "il respiro della Terra" perché presenta un ciclo annuale, con un massimo a maggio e minimo a ottobre, dovuto al ciclo della vegetazione.

Sono valori fa vero e proprio “allerta rosso cambiamenti climatici” per il pianeta Terra. Quello che preoccupa non è solo il valore assoluto infatti, ma appunto l’aumento della velocità con cui le concentrazioni salgono di anno in anno.

450 ppm nel 2035?

Quando Keeling effettuò le prime misure nel 1957, già gli scienziati rimasero stupiti allora di come la concentrazione aumentava. Allora da un anno all’altro però l’incremento era di circa 1.5 ppm, ad esempio nel maggio 1958 era 314.7 ppm, nel maggio 1959 315.49, +0.7 ppm soltanto.

Fra il maggio 2025 e 2026 l’incremento è di +1.83 ppm. Dall’era preindustriale in cui misure indirette ci dicono la concentrazione era 280 ppm, l’incremento è del 54%.

Se guardiamo ai grandi salti, ci accorgiamo che in passato per aumentare di 50 ppm ci vollero 28 anni, da 350 ppm, rilevati nel 1987, a 400 ppm toccati per la prima volta nel 2015. Ora in soli 11 anni abbiamo avuto un aumento di 32 ppm.
Ciò significa che fra il 2032 e 2034, si toccherà probabilmente il valore simbolico di 450 ppm.

Oltre un limite stabilito da COP15 e COP16

Prima dell’accordo di Parigi sul clima i negoziati vertevano su obiettivi fissati in concentrazioni di CO2 in atmosfera, e il limite era appunto fissato in 450 ppm, solo a COP21 furono introdotti formalmente i limiti di temperatura, i famosi 1.5°C e 2°C. Questo valore fu citato per esempio dal Cancun Agreement della COP 16 nel 2010.

In verità ci si riferiva a CO2 equivalente, e qui la situazione sarebbe, tenuto conto del forcing radiativo di altri gas serra, anche peggiore.

Comunque sia, questo obiettivo che era al centro dei negoziati e anche di vari documenti come i libri bianchi sui cambiamenti climatici dell’Unione Europea è ormai perso e fallito, così come al momento non è rispettato lo scopo della convenzione UNFCCC ovvero stabilizzare le concentrazioni di gas serra nell'atmosfera a un livello che prevenga interferenze umane pericolose con il sistema climatico.

L'Osservatorio italiano di Monte Cimone conferma i dati

Pochi sanno che in Italia vi è la seconda più lunga serie strumentale di misure di biossido di carbonio in atmosfera. A detenerla è l’Osservatorio di Monte Cimone del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, dove la CO2 è misurata fin dal 1979. Allora la concentrazione era attorno a 335 ppm, oggi a maggio 2026 il valore medio mensile è di 430.14 ppm. Dallo scorso anno l’aumento è di ben +3.18 ppm sui 426.96 ppm del maggio 2025.

I valori e gli andamenti sono simili a Mauna Loa, il biossido di carbonio infatti si comporta diverso dagli inquinanti urbani classici e suoi effetti non sono immediati e locali ma ritardati e globali. I cambiamenti climatici causati dalle emissioni odierne infatti si ripercuoteranno soprattutto su altri popoli, altre generazioni e altri esseri viventi.