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L’Osservatorio di Monte Cimone e il sentiero dell’atmosfera

Nell’Appennino Tosco Emiliano c’è uno dei più importanti Osservatori meteorologici di montagna. Il sentiero dell’atmosfera porta in vetta al Monte Cimone con un percorso didattico-ambientale.

Il Monte Cimone con in vetta l'osservatorio e stazione meteo AM e il laboratorio O.Vittori del CNR. Un cumulo sormonta la vetta, soggetta a repentini sbalzi di temperatura, venti impetuosi e fulmini. si può salire col sentiero dell'Atmosfera, scegliendo giornate di tempo stabile. Foto L.Lombroso

Il Monte Cimone, 2165 m sul livello del mare, è la più alta cima dell’Appennino settentrionale. Sulla sua vetta si trova una stazione meteo sinottica, uno dei più importanti osservatori meteorologi di montagna e un centro di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Inoltre si può salire in vetta attraverso a una passeggiata nei cambiamenti climatici, nella meteorologia di montagna e nelle curiosità dell’inquinamento atmosferico.

La storia dell’Osservatorio di Monte Cimone

La storia di questo osservatorio ha le sue radici fin dal 1655, quando i padri Gesuiti Riccioli e Grimaldi salirono in vetta e fecero le prime misure precise della sua altezza. Nel 1671 vi fu portato per la prima volta un barometro, e nel 1815 fu eseguita una triangolazione attraverso l’accensione di fuochi su Monte Cimone e su Monte Baldo, nelle Prealpi, osservati dall’Osservatorio di Modena.

Nel 1881 fu iniziata la costruzione di una torre ottagonale di osservazione meteo, inaugurata il 27 settembre 1892 e che raccolse dati fino al 1928. Fu costruita anche una chiesetta dedicata alla Madonna delle Nevi, celebrata ogni anno il 5 agosto.

Dopo anni di salite a piedi con materiale in spalla e muli, nel 1951 fu costruita una galleria con una funicolare interna alla montagna che da Pian Cavallaro, a 1850 m, facilita l’accesso in vetta agli operatori dell’Osservatorio.

Una curiosità, negli anni della guerra fredda si diceva che nella montagna c’era un missile con armi nucleari pronto al lancio attraverso una complicata apertura della vetta. Era una leggenda metropolitana, prima di ogni fondamento.

La stazione meteorologica e di misura della CO2

La stazione meteorologica codice WMO 16134 – METAR LIVC è gestita dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare. Entrò in funzione nel 1937 e, dopo una pausa durante la seconda guerra, è operativa dal 14 agosto 1945.

Nel 1950 il Comandante Ten. Ottavio Vittori, uno dei padri delle scienze dell’Atmosfera in Italia e non solo, diede impulso alla parte scientifica della stazione. Nel 1975, quando si iniziava a parlare di un possibile buco nell’ozono, si iniziarono misure di contenuto colonnare di ozono. Nel 1979 si aggiunsero le misure di CO2 in atmosfera che sono una delle più lunghe serie mondiali di misure di gas serra.

Dal 2011, grazie alle collaborazioni fra servizio Meteo AM e CNR ISAC, la stazione è stata inserita nella rete mondiale GAW, Global Atmospheric Watch del WMO Organizzazione Meteorologica Mondiale.

Il Laboratorio Ottavio Vittori del CNR

A fianco dell’edificio dell’osservatorio Meteo si trova il laboratorio scientifico “Ottavio Vittori” del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Questo laboratorio si trova fuori dallo strato limite atmosferico dove ristagnano gli inquinanti e ha orizzonte libero a 360°.

E’ così luogo ideale per lo studio dell’inquinamento atmosferico di fondo, dei trasporti transfrontalieri di inquinanti, di particolato atmosferico e di polveri desertiche.

E’ così luogo ideale per lo studio dell’inquinamento atmosferico di fondo, dei trasporti transfrontalieri di inquinanti, di particolato atmosferico e di polveri desertiche.

L’osservatorio partecipa a progetti e programmi di ricerca per lo studio dell’atmosfera, dei cambiamenti climatici e della qualità dell’aria.

La salita in vetta col sentiero dell’atmosfera

La zona è soggetta a rapidi sbalzi di temperatura, venti impetuosi e soprattutto fulmini, dunque salite solo con tempo buono e stabile e quando non vi è neve o ghiaccio al suolo.

Scelta la giornata ideale grazie alle previsioni e con un occhio al radar meteo, le condizioni cambiano in fretta, si può salire con una faticosa ma bella camminata di circa 2 ore dal sottostante Lago della Ninfa, a circa 1500 m, fino a Pian Cavallaro, 1850 m circa. Da Pian Cavallaro si imbocca il sentiero CAI 449, che conduce in vetta senza particolari difficoltà tecniche. Necessario adeguato equipaggiamento: scarponcini, maglione e a vento antipioggia, acqua e qualcosa da mangiare perché non vi sono luoghi di ristoro pubblici.

Il percorso è un itinerario didattico-ambientale con 14 cartelli informativi che illustrano l’atmosfera l’effetto serra, l’inquinamento atmosferico e la sua diffusione e trasporto, i cambiamenti climatici e aspetti botanici e naturalistici della zona in relazione ai cambiamenti climatici. La stazione meteo AM e il laboratorio sono visitabili in alcune giornate dell’anno in cui vi sono aperture al pubblico, o con visite guidate per scuole e gruppi.

Dalla vetta del Cimone si vede quasi la metà dell’intero territorio nazionale. Se il cielo è molto limpido si osserva la catena alpina al di là della pianura Padana spesso coperta da un rigo nero carico di inquinanti il Mar Tirreno e la Corsica fino al Monte Terminillo a Sud e, in casi rari, perfino il Mar Adriatico e l’Istria.