Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?
Proprio sotto le dune del Sahara esiste una delle più grandi distese d'acqua dolce del pianeta, intrappolata nelle profondità della Terra tra i 10.000 e i 500.000 anni fa.

Forse in molti non sanno che sotto le dune del Sahara si nasconde uno dei tesori più straordinari del pianeta. Un oceano di acqua dolce antico di migliaia di anni. Stiamo parlando del sistema acquifero nubiano (Nubian Sandstone Aquifer System), la più grande riserva di acqua fossile conosciuta al mondo.
Con i suoi circa 2 milioni di chilometri quadrati di estensione e una riserva stimata tra i 150.000 e i 400.000 chilometri cubi di acqua (a seconda delle fonti), questo acquifero dorme silenzioso sotto Egitto, Libia, Sudan e Ciad.
La più grande riserva di acqua fossile della Terra
L’acqua del Sistema Nubiano non è come quella dei fiumi o delle falde superficiali che si rinnovano con le piogge. Si tratta di acqua fossile, intrappolata nelle profondità della terra tra i 10.000 e i 500.000 anni fa, durante gli ultimi grandi periodi umidi del Pleistocene.
Oggi quella pioggia antica continua a scorrere lentissima tra i granelli di sabbia pietrificata, a profondità che possono raggiungere i 4.000 metri. È un’acqua generalmente dolce e di ottima qualità, anche se in alcuni settori presenta concentrazioni variabili di minerali disciolti.
Una scoperta per puro caso
Per millenni questo tesoro è rimasto quasi intoccato. Solo nel Novecento l’umanità ha iniziato a bussare alle sue porte. Il paese che più di tutti ha investito nel suo sfruttamento è la Libia. Negli anni Ottanta, sotto la guida di Muammar Gheddafi, è stato realizzato uno dei progetti di ingegneria idraulica più ambiziosi della storia, il Great Man-Made River (GMMR), il “Grande Fiume Artificiale”.

Oltre 4.000 chilometri di tubature di cemento armato, scavate nel deserto, trasportano ogni giorno milioni di metri cubi d’acqua dalle falde profonde di Kufra, Sarir e Fezzan verso le città costiere e le aree agricole.
È un’opera colossale, definita a ragione l’ottava meraviglia del mondo. Grazie a questo fiume sotterraneo, la Libia ha trasformato porzioni di deserto in terre coltivabili, garantendo acqua potabile a milioni di persone.
Anche l’Egitto sfrutta intensamente l’acquifero nei suoi deserti occidentali, con grandi progetti di irrigazione circolare che, visti dall’alto, sembrano enormi orologi verdi incastonati nel giallo del Sahara.
Acqua che non può più essere rinnovata
Si tratta di acqua fossile, quindi non più rinnovabile con l’attuale ciclo climatico. La ricarica naturale attuale è quasi inesistente. Quindi una volta prosciugata non si potrà più ricaricare, visto la scarsità di piogge di oggi nell’area del Sahara.

Esiste un’autorità congiunta tra Egitto, Libia, Sudan e Ciad, ma serve un accordo internazionale più solido e una gestione scientifica attenta per evitare che questo dono della preistoria si esaurisca troppo rapidamente.
In un secolo in cui l’acqua diventerà sempre più il bene più prezioso del pianeta, questo mare invisibile rappresenta sia una grande opportunità che una responsabilità enorme. La sfida per le prossime generazioni sarà usarlo con saggezza, senza saccheggiarlo, ma trasformandolo in uno strumento di sviluppo sostenibile per milioni di persone.
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