Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa

Nonostante il caldo intenso e le ripetute ondate di calore molti uccelli stanno abbandonando l'Europa, alla volta dell'Africa, per iniziare la grande migrazione autunnale che li spingerà nei luoghi di svernamento.

Nonostante le temperature ancora elevate in molte regioni europee, alcune specie hanno già intrapreso il viaggio, dimostrando che il calendario migratorio non è dettato solo da fattori meteorologici.
Nonostante le temperature ancora elevate in molte regioni europee, alcune specie hanno già intrapreso il viaggio, dimostrando che il calendario migratorio non è dettato solo da fattori meteorologici.

L’Europa continua ad essere stretta nella morsa dell’anticiclone africano. Eppure, nonostante il caldo molto intenso, per molte specie di uccelli è giunta l’ora di iniziare la grande migrazione autunnale.

Difatti, tra la fine dell’estate e l’autunno, milioni di uccelli abbandonano i luoghi di nidificazione in Europa per dirigersi verso i quartieri di svernamento in Africa subsahariana, spinti da un istinto antico quanto la vita stessa.

Nonostante le temperature ancora elevate in molte regioni europee, alcune specie hanno già intrapreso il viaggio, dimostrando che il calendario migratorio non è dettato solo da fattori meteorologici, ma da meccanismi biologici precisi e raffinati.

I primi sono stati i cuculi

Tra i primi a partire ci sono i cuculi. Già alla fine di luglio o ai primi di agosto, questi uccelli discreti e dal richiamo inconfondibile lasciano l’Europa diretti verso l’Africa centrale e meridionale. Insieme a loro, iniziano il viaggio anche rondoni comuni, rigogoli, nibbi bruni e altre specie.

Esemplare adulto di cuculo.
Esemplare adulto di cuculo.

Del resto per molti di loro la rotta da seguire sarà molto lunga, e irta di ostacoli, come il Mediterraneo e il sorvolo del deserto più grande del mondo, il Sahara.

Perché partire quando fa ancora caldo?

La risposta sta nella strategia evolutiva. I cuculi sono insettivori specializzati e dipendono da una disponibilità di cibo che, in Europa, inizia a calare con l’accorciarsi delle giornate e il rallentamento dell’attività degli insetti.

Partire presto permette loro di attraversare il Sahara prima che le condizioni diventino estreme e di arrivare nei quartieri africani quando le risorse sono ancora abbondanti.

Molte specie migrano di notte per evitare predatori e temperature elevate, risparmiando energie.

Come sanno quando è il momento giusto?

Gli uccelli non controllano un calendario o una app meteo. Il loro “orologio interno” è regolato principalmente dal fotoperiodo, cioè dalla durata delle ore di luce. I fotorecettori presenti nel cervello rilevano il progressivo accorciamento delle giornate dopo il solstizio d’estate. Questo segnale innesca una cascata ormonale che prepara l’organismo alla migrazione.

Un rigogolo adulto maschio. Questa specie è fra le prime a partire per l'Africa.
Un rigogolo adulto maschio. Questa specie è fra le prime a partire per l'Africa.

A questo si aggiungono altri segnali ambientali, come la disponibilità di cibo, le variazioni di temperatura e le condizioni ambientali.

Inoltre molti uccelli mostrano la cosiddetta Zugunruhe (irrequietezza migratoria). In poche parole diventano agitati e si orientano nella direzione corretta al momento giusto, prova di un istinto profondamente radicato.

La preparazione per il grande viaggio

Prima della partenza, gli uccelli si sottopongono a una vera e propria “messa a punto” fisiologica. Accumulano riserve di grasso che possono arrivare a raddoppiare il loro peso corporeo.

Accumulare grasso è di vitale importanza per voli lunghi senza sosta. Le penne vengono sostituite nel piumaggio post-nuziale, più adatto al viaggio. Il sistema immunitario e il metabolismo si adattano alle sfide estreme che li attendono.

Ma come si orientano nel viaggio?

Gli uccelli migratori possiedono un sistema di navigazione straordinariamente sofisticato, che combina diverse bussole. La prima di queste bussole è regolata dal sole.

Loro usano la posizione del sole e la polarizzazione della luce per orientarsi di giorno. Di notte, riconoscono le costellazioni, in particolare quelle intorno alla Stella Polare, apprese nei primi mesi di vita.

Inoltre molti uccelli percepiscono il campo magnetico terrestre grazie a cristalli di magnetite nel becco o a meccanismi quantistici nei fotorecettori degli occhi. Rilevano sia l’inclinazione che l’intensità del campo.

Falco pecchiaiolo durante la migrazione.
Falco pecchiaiolo durante la migrazione.

Questi sistemi si calibrano reciprocamente, permettendo correzioni in tempo reale in caso di nuvole, perturbazioni o deviazioni.

L’Italia si trova nel mezzo della migrazione

L’Italia rappresenta un crocevia essenziale delle rotte migratorie euro-africane. Molti uccelli seguono la rotta tirrenica, dalle Alpi occidentali verso sud lungo la penisola, o attraversano l’Appennino e lo Stretto di Messina, dove si concentra uno dei più grandi flussi migratori del Mediterraneo.

Dalla Pianura Padana, dalle coste adriatiche e tirreniche, stormi di rapaci (falchi pecchiaioli in primis), cicogne, rondini, passeriformi e limicoli convergono verso sud.

E molti di loro raggiungeranno la Sicilia, passando dallo Stretto di Messina, è uno spettacolo unico. Migliaia di uccelli veleggiatori sfruttano le correnti ascensionali per attraversare il mare con il minimo sforzo.

La migrazione è un’impresa straordinaria ma rischiosa. Predazione, maltempo, collisioni con strutture umane, perdita di habitat e cambiamenti climatici rappresentano minacce crescenti. Eppure, ogni anno questo flusso vitale si ripete, ricordandoci la straordinaria capacità di adattamento della natura.