Perché Torino è la capitale della magia? Itinerario fuori dalle rotte turistiche, nel cuore dell’esoterismo in Europa

Dalle linee energetiche ai misteri alchemici, Torino custodisce molti segreti. Nascosti in piena vista tra i maggiori siti turistici della città, ecco quali sono i luoghi della Torino magica

Lo skyline di Torino, con la cupola e la guglia della Mole Antonelliana
Lo skyline di Torino, con la cupola e la guglia della Mole Antonelliana

La fama di Torino come città magica è ben nota anche al di fuori dei confini italiani.

Considerata insieme a Praga e Lione uno dei vertici del Triangolo della Magia Bianca, è anche l’unica città ad essere parte del Triangolo della Magia Nera, insieme a Londra e San Francisco.

Tra mitologia e realtà storica, chi visita Torino può provare l’emozione di scoprire diversi siti legati all’esoterismo, senza nemmeno andare troppo lontano, purché si sappia dove cercare.

Molti dei luoghi della Torino magica si trovano infatti proprio tra le più vistate bellezze della città.

Perché Torino è una città magica

La storia di Torino capitale della magia inizia a consolidarsi tra ‘600 e ‘700, quando la città era frequentata da studiosi, astrologi e massoni. L’alchimia, poi, suscitava un vero interesse tra i reali di casa Savoia e si dice che anche Nostradamus abbia abitato in città.

La rigorosa geometria dell’urbanistica di Torino, d’altra parte, si prestava ad inerpretazioni esoteriche, tanto da favorire la creazione di circoli noti in tutta Europa.

Le atmosfere nebbiose degli inverni piemontesi, secondo alcuni, avrebbero contribuito ad alimentare miti e leggende, ma di certo la presenza di un reperto dall’immenso valore spirituale come la Sacra Sindone ha avuto un ruolo ancora più netto nel costruire un’aura mistica intorno alla città.

E se tutto ciò non bastasse, Torino si trova proprio sul 45° parallelo, considerato una “linea energetica” e il punto di equilibrio tra luce e oscurità.

Itinerario nella Torino esoterica: la magia bianca

Sorta dove il Po, il fiume del Sole, incontra la Dora Baltea, il fiume della Luna, Torino è una città legata indissolubilmente alla magia bianca.

La stessa Mole Antonelliana è un simbolo di energia positiva, che da qui si diffonde grazie alla guglia che funziona da “antenna”. La Mole è inoltre in posizione centrale rispetto agli altri simboli benigni della Torino magica.

Le statue all'ingresso della chiesa della Gran Madre di Dio indicano la direzione in cui cercare il Santo Graal
Le statue all'ingresso della chiesa della Gran Madre di Dio indicano la direzione in cui cercare il Santo Graal

La Chiesa della Gran Madre di Dio si trova presso la riva del Po, nella piazza omonima. Davanti all’ingresso ci sono due statue, allegorie della Fede e della Religione. Una di esse regge un calice, l’altra indica con lo sguardo una direzione che sarebbe quella da seguire per trovare il Santo Graal.

In direzione opposta rispetto alla Mole Antonelliana c'è invece la famosa Piazza Castello, dove passa la linea di confine tra luce e ombra. La fontana del Tritone è considerato un centro di energie positive. I Dioscuri, che ne fanno parte, sono invece i guardiani del Bene alle porte dell’Inferno.


A pochi minuti di distanza si trova un altro luogo mistico, la Fontana Angelica di Piazza Solferino. Di ispirazione massonica, rappresenta la conoscenza donata agli uomini sotto forma di acqua, versata da figure umane che simboleggiano le stagioni. Esse reggono degli otri che rappresentano l’Acquario e l’Ariete dello zodiaco.

Torino tra i luoghi della magia nera

La Torino magica ha immancabilmente anche un volto oscuro e diversi siti ad esso legati, tanto da essere denominata anche Città del Diavolo.

Piazza dello Statuto, vero e proprio cuore nero della città, si trova su un’antica necropoli, all’interno della Val Occisorum, dove venivano eseguite le condanne a morte. La piazza ospita il monumento ai minatori vittime del Frejus, sormontato da un angelo che sarebbe Lucifero, e la Guglia Beccaria, costruita proprio sul 45° parallelo. L’astrolabio sulla sua sommità è considerato il catalizzatore delle forze del male.

L'angelo sulla sommità del monumento ai caduti del traforo del Frejus. Secondo alcuni rappresenta Lucifero
L'angelo sulla sommità del monumento ai caduti del traforo del Frejus. Secondo alcuni rappresenta Lucifero

Nelle immediate vicinanze si trovano anche il Museo della Stregoneria di Torino, e soprattutto la Domus Marozzo. Secondo una targa marmorea qui ha alloggiato Nostradamus nel 1556 e fu grazie ai suoi unguenti medici che la contessa Margherita di Valois, sterile, avrebbe poi partorito Carlo Emanuele, erede dei Savoia.

A soli seicento metri da Piazza dello Statuto, tra corso Regina Margherita e corso Valdocchio c’è il Rondò della Forca. Un tempo qui venivano eseguite le impiccagioni, come ricorda la statua dedicata al "prete della forca", San Giuseppe Cafasso, che confortava i condannati.

In pieno centro è situato anche il Palazzo del Diavolo, nei pressi di Piazza Solferino. L’edificio è legato a misteri e omicidi e in più il batacchio del portone rappresenta Lucifero, che secondo la leggenda avrebbe costruito il palazzo per imprigionarvi per sempre uno stregone che lo aveva evocato.

Gli Occhi del Diavolo, in fine, si trovano alla base di un edificio di Via Lascaris, oggi sede di una banca, un tempo di una loggia massonica.

La leggenda delle grotte alchemiche di Torino

Un itinerario alla scoperta della Torino esoterica non può non comprendere anche un viaggio nelle leggende del sottosuolo della città, dove si troverebbero le tre Grotte Alchemiche. La loro localizzazione sarebbe nota solo a tre persone.

Gli esperti di occultismo le considerano un passaggio tra le dimensioni, ma leggende a parte, pare che i tunnel sotto Torino siano stati e talvolta siano ancora un luogo di ritrovo per occultisti, parapsicologi e alchimisti. In effetti al di sotto del Palazzo Reale sono davvero stati trovati i resti di un laboratorio di alchimia.

Due su tre grotte sono state identificate con passaggi reali usati a scopo militare o di sicurezza per gli spostamenti dei sovrani. La prima collega Palazzo Reale con Piazza Statuto, la seconda Piazza Castello e la Chiesa dell’Annunziata.

La terza grotta rimane segreta, quindi irraggiungibile, anche perché vi sarebbe custodita la pietra filosofale.

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